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Genitori e Figli

L’amore incondizionato: costruire una sana stima di sé

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cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

L’idea che ognuna ha di se stesso, la stima che ci attribuiamo non è insita dalla nascita, ma ci viene trasmessa in gran parte dai nostri genitori. In base alla teoria dell’attaccamento di John Bowlby uno dei modelli teorici più significativi sullo sviluppo sociale umano, ogni bambino si costruisce un’immagine interna di se stesso e del mondo, in base a come le figure di accudimento si sono prese cura di lui, rispondendo alle sue richieste. Le figure di accudimento mostrano attraverso i riscontri e le risposte al comportamento del neonato il suo valore.

La qualità e il tipo di attenzioni che abbiamo ricevono da bambini, il modo in cui ci hanno considerato, accolto, rispettato, valorizzato, amato influenzerà quanto ci si sente degni di stare al mondo e quanto degni di amore.

Quando si è piccoli si dipende completamente dagli adulti di riferimento, ci si sforza di essere esattamente come gli altri vorrebbero, si è disposti a fare qualunque cosa pur di non perdere l’amore dei genitori o in alcuni casi pur di proteggersi dalla sensazione del non sentirsi amati. In realtà, l’amore non è qualcosa che si merita o si perde in base a come ci si comporta.

L’amore dei genitori dovrebbe essere incondizionato.

L’amore incondizionato è un amore gratuito, per cui nulla è dovuto in cambio, per il quale si è amati così come si è. I genitori amano in modo incondizionato, se amano il proprio bambino per il semplice fatto di esistere, se gli rimandano che va bene esattamente come è e se lo fanno crescere in un clima accettante e non giudicante.

Il bambino non deve far nulla per ripagare quest’amore, per giudicarsi l’amore dei genitori, non deve modificarsi per piacere a loro. Il bambino deve sapere che in ogni esperienza della sua vita è amato dai suoi genitori per quello che è. Percepire di essere amati per ciò che si è e non per ciò che si fa, è un aspetto fondamentale che consente di costruire una buona stima di se stessi.

Crescere in contesto di accettazione incondizionata non vuol dire crescere senza regole e disciplina. Tuttavia, il genitore nel riprendere il bambino lo farà riferendosi sempre ai comportamenti agiti, non alla persona nella sua essenza, lo farà rispettando l’unicità e individualità del bambino, senza cadere in permissivismi o lassismi educativi.

L‘amore incondizionato dei genitori rappresenta quella certezza su cui appoggiarsi per crescere e affrontare le difficoltà della vita.

Lo psichiatra scozzese, Ronald Laing, nel suo libro “L’Io diviso” scrive:

“Tutti dovrebbero poter tornare indietro con la memoria ed essere certi di aver avuto una mamma che amava tutto di loro, anche la pipì, anche la cacca. Chiunque dovrebbe poter essere sicuro che la mamma gli voleva bene giusto perché era lui, e non per quello che avrebbe potuto fare. Altrimenti non ci si sente in diritto di esistere, si sente che non si sarebbe mai dovuti nascere. Non importa cosa succede poi a questa persona, non importa se soffre, può sempre guardare indietro e sentire che può essere amato. Può amare se stesso: non può più rompersi. Ma se non può tornare su queste cose, allora può rompersi. Ci si può rompere soltanto se si è già a pezzi.”

È fuori discussione che tanti genitori vogliano bene ai propri figli. Tuttavia, a volte spinti da problematiche personali, dalle difficoltà quotidiane o dalle proprie aspettative sui figli si rischia di dare un amore condizionato. Un amore per il quale il bambino sa che deve fare qualcosa o deve essere in un certo modo per piacere alle proprie figure genitoriali, perché non crede di poter essere amato così come è.

L’amore condizionato è un amore che sottende il messaggio “Ti amo se…”, “Ti amo a patto che…”. Se fai il bravo bambino, se sei ubbidiente, se mangi tutto, mamma e/o papà sono felici e ti amano. O ancora se ti comporti male, mamma diventa triste; se non fai questa cosa che è importante per me, ti mando in collegio, ti mando da nonna, che per il bambino vuol dire, non ti amo.

Quando l’amore dei propri genitori sembra dipendere solo da quello che si fa o dai risultati che si ottengono, è difficile crescere in modo equilibrato, sentendosi amati ed accettati.

L’amore che i genitori riversano sul proprio bambino inciderà sui suoi livelli di autostima e lo influenzerà per tutta la vita, con ricadute significative su vari ambiti (professionale, relazionale, ecc.). Un bambino che è cresciuto sentendo di dover meritare l’amore, tenderà anche da adulto a mettere in atto dei comportamenti per attirare a sé l’amore dell’altro, influenzando il modo di vivere le sue relazioni affettive. Ad esempio, potrà crescere con la convinzione: “sarò amata se mi prenderò cura degli altri, se sarò disponibile con tutti”. Non è raro che un bambino che ha dovuto meritare l’amore, crescendo, potrà avere difficoltà a costruire relazioni affettive soddisfacenti.

Crescere in un ambiente positivo, accogliente e non giudicante è un elemento fondamentale per la formazione di un adulto “sano” psicologicamente, sicuro di sé e con una buona dose di autostima ed autoefficacia, in grado di conoscere se stesso e i propri limiti.

Sia ben chiaro che non esiste il genitore perfetto. Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista, parla di genitori sufficientemente buoni, proprio perché il bambino non ha bisogno della perfezione, ha bisogno di essere guidato nel proprio sviluppo e supportato da genitori che lo amano per la sua unicità.

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