Trova il tuo Psicologo
       Psicoterapeuta B4U

B4U > Magazine > Ben-Essere > Emozioni > L’affettività nelle relazioni

Emozioni

L’affettività nelle relazioni

decal9238b
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347/6790034

Nonostante ci sia oggi molta più attenzione e sensibilità all’aspetto psicologico, siamo ancora molto lontani dal riuscire a conoscere e ad esercitare alcuni concetti che sono fondamentali per una crescita e una vita sana.

Un elemento come quello su cui voglio soffermarmi oggi ad esempio, che fa parte per natura dell’essere umano, vedo ancora come sia invece un concetto molto difficile da apprendere e mettere in pratica soprattutto verso i bambini e i ragazzi: sto parlando dell’AFFETTIVITÁ come elemento base della relazione.

Quando si è all’interno di una relazione significativa l’affetto di solito si dà per scontato, per cosa certa, che c’è per definizione. In verità l’errore inizia proprio qui, nel concetto che si ha, in modo molto diffuso, di  affetto e nelle tante convinzione che lo legano ad un significato preciso, che rimane molto più astratto che concreto.

Nella clinica mi capita molto spesso di seguire genitori e figli che sono in estrema difficoltà rispetto a questa dimensione relazionale; i figli perché sentono spesso un vuoto che non riescono a gestire e i genitori perché sentono di dare tantissimo loro e non si spiegano il malessere dei figli. Uno dei punti cardini con cui mi scontro spesso è proprio legato all’idea che si ha di affettività, che evidentemente non è del tutto corretta.

Alcune frasi tipiche di molti genitori sono:

  • Certo che gli do affetto, è mio figlio!
  • Lavoro tutto il giorno per garantirgli una vita felice
  • Faccio tanto per lui ma non è mai contento
  • Le ho provate tutte, ma non ascolta né con le buone né con le cattive
  • Se non mi dice le cose come faccio ad aiutarlo?

Sono certa che queste frasi risuonino nella mente di molti di voi che state leggendo, o come figli o come genitori.

Il problema grande è proprio nell’essere convinti che l’affetto appartenga ad una sfera pratica e quantitativa e che esso sia il “prodotto finale” della relazione.

In realtà non è affatto così e per comprendere meglio questo concetto è invece necessario invertire totalmente rotta. Bisogna pensare alla dimensione affettiva  come nutrimento costante della relazione stessa ad un livello qualitativo, qualcosa che non appartiene al “fare” ma al sentire, allo stare, all’essere insieme all’altro permettendo la costruzione di un rapporto forte, sereno e di fiducia.

Perché utilizzo la parola NUTRIMENTO?

Perché come il corpo ha bisogno di cibo per crescere bene allo stesso modo il cuore e la mente hanno bisogno di un cibo emotivo che ha tutto un suo “menù” da rispettare affinchè si possa ricevere il giusto valore nutritivo.

Già Jung e Piaget avevano ipotizzato l’esistenza di diversi tipi di intelligenza. Altri ricercatori più tardi sono stati in grado di individuare anche una forma supplementare di intelligenza assolutamente indipendente da quella intellettiva, implicata nella comprensione e nella gestione delle emozioni: l’intelligenza emotiva, che sembra spiegare più di tutte le altre il successo nella vita.

L’intelligenza emotiva ha a che fare con la capacità di ragionare sulle proprie emozioni, identificarle, conoscere il loro sviluppo e di imparare a gestirle. Questa dimensione dello sviluppo e della crescita è spesso totalmente sconosciuta o non si conoscono i modi giusti e necessari per svilupparla. In realtà questo tipo di intelligenza così necessaria nella vita, passa proprio attraverso una buona relazione, in quanto è lì che si impara a conoscersi, ad avere fiducia nell’altro e poi in sé stesso e a sperimentare che il “sentire” è importante e che posso imparare ad accuparmene.

Come possiamo fare in modo che il “menù emotivo” sia quotidianamente presente così come è presente il piatto da mangiare?

Pochi ma importanti sono gli ingredienti  che dobbiamo conoscere e utilizzare:

  1. ACCOGLIENZA -  che sia un bambino piccolo o un ragazzo più grande, accogliere sempre gli stati d’animo, anche di rabbia o di pianto,  senza giudicare, ironizzare o sminuire.
  2. SGUARDO - fare in modo che ci sia spesso uno scambio di sguardi in cui ci si capisce o semplicemente ci si scambia amore e affetto, come a dire: “ti amo e sono qui se hai bisogno”.
  3. ASCOLTO - anche se possiamo intuire cosa c’è che non va e cosa può essere successo, far parlare, ascoltare in silenzio senza interpretare, intervenire o anticipare. Potremmo scoprire che c’è dell’altro o che non è proprio come lo percepivamo noi.
  4. RISPETTO - imparare ad aspettare il momento giusto, senza invadere o insistere se non vogliono un bacio o hanno bisogno di stare soli in silenzio.
  5. CONTATTO - nel rispetto e nell’ascolto una carezza e un abbraccio aiutano a sentirsi compresi e accettati.

Qualcuno potrebbe stupirsi nel leggere questi ingredienti e ritenerli banali o scontati, vi invito però a soffermarvi su di essi  con un a riflessione maggiore. Chiedetevi intanto se possedete  un menù emotivo, se questi ingredienti appartengono al vostro e come li utilizzate.

Molto spesso di fronte all’altro, soprattutto un figlio, cerchiamo la parola giusta che possa dare la soluzione e far scomparire quell’emozione o quella reazione, ma la prima cosa da imparare è che spesso non c’è una soluzione a portata di mano anche se noi riteniamo quel problema di piccole dimensioni,  e  che l’unica  “cura” in quel momento potrebbe essere semplicemente esserci in silenzio, nell’ascolto e nella totale comprensione di un abbraccio.

Ricordiamoci che quando parliamo di emozioni e affetto siamo in una dimensione qualitativa, per cui non si tratta spesso di trovare del  tempo in più, ma di utilizzare diversamente quello che si ha.

Lascia un commento

Scegli l'account con il quale vuoi firmare il commento

Benessere4u è un sito web dedicato al benessere psicofisico continuamente alimentato dalla professionalità e competenza di centinaia di psicologi e psicotepeuti professionisti sparsi in tutta italia. Trova lo specialista più adatto alle tue esigenze!

Altro... Emozioni
paura-emozioni-b4u
La paura delle proprie emozioni

Le emozioni si manifestano e ci accompagnano su un piano psicologico, comportamentale e fisiologico. Cosa succede se non le ascoltiamo?...

Chiudi