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La zona di comfort le proprie paure

cambiamento
cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

La zona di comfort è quella condizione mentale dove ci si sente al sicuro, a proprio agio, si prova un senso di familiarità e nel pieno controllo della situazione.

Per alcune persone può essere la propria famiglia, per altri la compagnia di un amico con cui si è cresciuti, per qualcun altro può essere starsene a casa, lontano da tutto e tutti, senza sentire il giudizio di nessuno.

La zona di comfort rappresenta quindi il proprio posto sicuro, libero da stress e difficoltà. È quel luogo in cui tutto ci è familiare, regna la consuetudine, nulla ci spaventa, né sorprende, dove non siamo esposti a situazioni che possono causarci dolore o disagio e possiamo avere il pieno controllo di tutto, sapendo perfettamente cosa aspettarci.

Noi costruiamo decine di zone di comfort sulla base delle nostre esperienze e convinzioni di quello che per noi è sicuro.

E’ senz’altro importante stare nella propria zona di comfort per rilassarsi e sentirsi al sicuro e protetti. Il rischio che si può verificare però è di restarvi ancorati per evitare di affrontare le difficoltà che la vita inevitabilmente ci pone davanti.

Possiamo avere la nostra zona di comfort anche al lavoro, quando continuiamo a svolgere il nostro lavoro di routine, nonostante sia poco stimolante e soddisfacente. Possiamo avere la nostra zona di comfort nell’andare a fare la spesa nel solito negozio sotto casa, o ancora nel frequentare lo stesso gruppo di amici nonostante i pochi interessi comuni, adattandoci ad attività noiose e conversazioni anche contrarie ai nostri valori per paura di restare soli.

Ogniqualvolta che facciamo qualcosa di nuovo, spingendoci oltre l’ambito nel quale ci sentiamo a nostro agio, sperimentiamo una dose di stress, fatica, insicurezza, fino addirittura a provare paura e ansia. Ci spingiamo in quella che è la zona di apprendimento ottimale, dove siamo particolarmente vigili e attenti e possiamo imparare cose nuove, superare i nostri limiti, migliorarci. In questa zona, tuttavia, se il livello di stress, di ansia supera il livello ottimale la situazione può capovolgersi a nostro sfavore. Si rischia di andare in tilt, sperimentare confusione, difficoltà di concentrazione e la nostra prestazione crolla bruscamente.

Tutte le volte che un possibile cambiamento viene visto come pericoloso e si inventano mille scuse per rimanere accomodati nel proprio luogo sicuro ci limitiamo, fino a bloccarci nel nostro processo di crescita. Troppo spesso, infatti, per evitare l’ansia e la paura delle novità si finisce col rimanere bloccati, barricati nella propria gabbia dorata che è la propria zona di comfort, in una sorta di prigione.

A volte si rischia di rimanere bloccati addirittura in situazioni che fanno soffrire, che non piacciono, ma che essendo a noi conosciute, rischiano di tenerci inchiodati nella nostra gabbia, per paura di affrontare l’insicurezza e l’ignoto legati al cambiamento.

Per evitare di sentirsi vulnerabili, impauriti, per paura di fallire e affrontare il cambiamento, si rinuncia, chiudendosi sempre più nei propri confini, senza rendersi conto che rimanere fermi in tale situazione, la peggiora ancora di più: appiattisce le nostre possibilità di apprendimento, fa sentire scoraggiati, insoddisfatti e depressi.

Uscire dalla zona di comfort è il passo necessario per poterci migliorare e crescere.

La crescita personale di ognuno inevitabilmente avviene attraverso lo scontro con qualcosa che destabilizza. Uno scontro che ci porta ad uscire da una situazione critica, a risolvere il problema e che può avvenire solo se ci spingiamo al di là della nostra zona di comfort.

Come andare al di là della propria zona di comfort e delle proprie paure?

Innanzitutto è necessario identificare quali sono le proprie zone di comfort, i confini che ci rendono prigionieri oltre i quali non riusciamo a spingerci.

Un modo efficace per uscire dalla propria zona di comfort e raggiungere i propri obiettivi è di iniziare a mettersi in gioco a piccoli dosi. Nel momento in cui si decide di spingersi al di là della propria zona di comfort e dei propri abituali confini, sarà inevitabile una certa dose di disagio, quello che dobbiamo capire è il disagio che riusciamo a tollerare. Dobbiamo capire di volta in volta dove sta il limite oltre il quale aumenta troppo il nostro livello di stress e di ansia, tanto andare in confusione o addirittura in panico. In tal caso, è necessario fare un passo indietro, perché non essendo lucidi, non riusciremo a migliorarci e i nostri sforzi saranno vanificati.

È necessario quindi che il rischio, il disagio sia per noi tollerabile e gestibile, in modo che possiamo trovare pian piano le soluzioni per superare i nostri limiti ed uscirne fortificati.

“Alla fine la grande sfida della vita consiste nel superare i nostri limiti, spingendoci verso luoghi in cui mai avremmo immaginato di poter arrivare.” (Sergio Bambarén)

E tu che rapporto hai con la tua zona di comfort? In quali situazioni sei riuscito ad andare al di là della tua zona di comfort 

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