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Istruzioni per l'uso

La vita di coppia nel quotidiano

La vita di coppia nella quotidianeità
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli, Sessualità
Cell.: 3331146928

Per molte coppie il matrimonio è un traguardo bellissimo, agognato, sognato a lungo, ma che porta con sé, anche se non si ammette con se stessi, un carico enorme di sottili, ma a volte neanche troppo, influenze culturali, che entrano nel nostro inconscio personale e collettivo e vanno ad insinuarsi nelle nostre scelte senza che neanche ce ne accorgiamo.

Il matrimonio ognuno lo vive a modo suo, e molte coppie si dicono, in uno slancio di confidenza, di convinta obbiettività, di consapevolezza interiore, che a loro non toccherà la stessa sorte di altri, che loro sono diversi, sicuramente non incapperanno in quei limiti e vincoli che spesso la cultura ci impone. Spesso sono vincoli familiari, regole da seguire, una sorta di etichetta a cui adeguarsi per essere corretti e vivere nel “giusto modo” ed essere considerati “brave persone”. Dimenticano però che a tali vincoli il più delle volte non si può sfuggire e bisogna semplicemente farci i conti magari prevenendo, facendo attenzione a ciò che veramente ci riguarda ed è una nostra scelta, distinguendo da ciò che ci viene sottilmente “imposto”.

–      Ad esempio riscontriamo spesso un palese rilassamento dopo il matrimonio che per molti è, come viene trasmesso appunto dalla cultura, un traguardo, dopo il quale ci si può anche lasciare andare. Si è raggiunto uno scopo che altri, spesso, hanno deciso per noi, per cui è inevitabile una sorta di rilasciamento, di freno a cercare di rinnovarsi, essere sempre migliori, di stupire il partner, tutto rientra nei sottili condizionamenti prima citati, si è conquistato il marito o la moglie, la base sicura, si crea la tana presso cui rifugiarsi, e gli stimoli e le ansie dei singles vengono visti con un pizzico di altezzosa superiorità, senza rimpianti, perché ora si è raggiunta la famosa “tranquillità”.

Non è detto che restare singles e preferire la convivenza sia l’unica e ovvia soluzione, occorre cercare in ogni situazione il giusto equilibrio, ma le scelte devono essere fatte comunque con la consapevolezza di tutti i loro risvolti e le loro implicazioni, va conosciuto il mondo e la cultura in cui si è immersi e che ci condiziona, prendendo dal mondo ciò che ci occorre per essere felici e conoscendoci di più, sapendo quindi innanzitutto come siamo fatti e cosa desideriamo veramente.

–      Un’altra reazione è di essere palesemente trasgressivi, si cerca di differenziarsi, si fugge dalle regole e ci si auto inventa, un po’. Ma ciò che viviamo e che ci trasmette la cultura da secoli, è difficile persino da riconoscere, e a volte si mettono in atto comportamenti che inevitabilmente ci fanno cadere nella trappola e ricalcare comportamenti che mai avremmo voluto attuare. Si vuole essere creativi, erotici, provocanti sempre, attivi sessualmente, solo per contrastare un immaginario di noia e banalità che rifuggiamo, ma, così facendo, privando la sfera della sessualità della necessaria spontaneità, la base per un rapporto armonioso,  sincero e autentico. Non si può immaginare di forzare un rapporto sessuale con espedienti di vario tipo, magari portandosi dentro dei rancori non elaborati o non espressi, cercando di risolvere a letto delle questioni di una vita relazionale che magari è fallata e squilibrata altrove.

E neanche si può pensare che in una relazione in cui non c’è dialogo, non ci sono le giuste confidenze sugli argomenti più intimi e delicati, in cui la donna teme di fare determinate richieste, o in cui l’uomo si aspetta alcune situazioni ma vuole che sia la compagna ad arrivarci, non si può in questi casi sperare di vivere una sessualità sensazionale, in cui tutto scorre a meraviglia, lei è supersensuale, aiutata magari da completini sexy o in cui lui è sempre “pronto” e quindi subito disponibile, perché la realtà a volte è ben diversa.

Ci sono gli impegni quotidiani, le scadenze, i pagamenti, i figli, insomma le varie incombenze e impegni quotidiani che influiscono sulla spensieratezza, nessuno lo nega, ma perché alcune coppie riescono a tenerli da parte? Francamente, a volte dovremmo cercare di tenerli fuori dalla camera da letto, provarci quantomeno! Non possiamo negare che non abbiano alcun peso, ma la coppia dovrebbe innanzitutto cercare per sé la giusta complicità per poter parlare di tutto e condividere anche stress e responsabilità, e ha anche il dovere di ritagliarsi dei momenti in cui si possa creare il giusto relax e la giusta atmosfera. Non è detto che fare l’amore sia poi un obbligo e che tutto così vada a buon fine, ma sicuramente predisporrà ad uno scambio più rilassato e le cose probabilmente verranno da sé.

L’arrivo dei figli in moltissime coppie è visto come un momento di vera crisi, alcune donne lo vedono addirittura come uno spartiacque, da quel momento sono e saranno mamme per sempre e non hanno la minima intenzione di riprendere i rapporti sessuali. Ma può essere vero solo per un periodo iniziale, in cui si è totalmente assorbiti e concentrati sul bambino da dimenticare di essere anche mogli e donne in primis. Per molte ovviamente poi, trascorso questo periodo, c’è un graduale riavvicinamento al marito, ma in alcuni casi il figlio può essere anche utilizzato per superare dei propri limiti e inibizioni già preesistenti, un distacco dal marito che già si portavano dietro da tempo, se pur in modo poco visibile. Viene utilizzato come scusa insomma per non avere rapporti, si mette nel letto a dormire tra i due coniugi per mesi o addirittura anni, adducendo le scuse più varie anche se spesso verosimili e credibili. L’arrivo dei figli è un evento che va programmato, pensato, su cui occorre essere complici e consapevoli delle difficoltà che porterà, insieme alle gioie e soddisfazioni, ma sicuramente anche insieme ai grandi cambiamenti e riassestamenti su nuovi equilibri, che se arrivano imprevisti e totalmente inaspettati possono essere spiazzanti se non devastanti.

Ad esempio l’uomo deve sapere che la donna sarà:

–      molto presa dal nuovo arrivato,

-      totalmente concentrata su questa nuova esperienza.

Questo non vuol dire essere autorizzati a dileguarsi e fuggire, anzi, così come la donna non dovrebbe instaurare una relazione morbosa e totalizzante con il bambino, ricordandosi di lasciare il giusto spazio al papà, facendolo interagire con lui, creando complicità sulla gestione delle attività quotidiane e del figlio stesso, non privandolo poi delle giuste attenzioni che contribuiscono a non farlo sentire escluso. Inoltre, per la donna, anche cercare nuovamente la forma fisica che aveva in precedenza, o farsi consigliare dalla ginecologa metodi e sistemi per riacquisire prontamente la possibilità di avere rapporti, può servire e coadiuvare, qualora sentisse che nel partner il sesso è molto importante o serva come conferma della solidità della loro relazione.

Ma sono anche altri i fattori che portano ad uno scadimento nella relazione soprattutto a livello sessuale, in una coppia:

- stress,

- ansie varie da prestazione (sia femminili che maschili).

Quelle femminili sono più evidenti, ma non sempre conseguenza della ripetitività della vita quotidiana. Spesso sono già preesistenti, anche se a livello poco percepibile. Quando poi però i condizionamenti si fanno sentire e l’uomo sente di più che occorre “dimostrare” ed essere virili, possono intervenire tali tipi di problemi, se non vere e proprie disfunzioni, causate da un’ansia di prestazione che interviene a sottolineare che manca spontaneità, manca complicità, mancano magari rispetto o stima per la partner. Le arrabbiature o i contrasti avuti nel corso del tempo e mai elaborati si possono far sentire ed emergere in questo modo, come una spia che indica un malfunzionamento situato altrove. Anche la donna con un’assenza di desiderio può far emergere le stesse insoddisfazioni, ma per conformazione anatomica e fisiologica il problema si avverte di meno, e magari può semplicemente apparire svogliata, distratta o assente. Occorre ragionare, se  la coppia vuole sempre crescere insieme, su cosa c’è di non risolto, quali questioni si vorrebbe approfondire e chiarire, come base per potersi vivere una sessualità più serena, e poi provvedere ad arricchirla in un secondo momento.

Riferimenti bibliografici

Patologia e terapia del rapporto coniugale, William H. Masters, Virginia E. Johnson

www.margherita.it

www.sanihelp.it

 

 

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