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La scuola è finita: promossi o bocciati?

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bernardetta-morgante-psicologo-l-aquila Bernardetta Morgante Magliano dei Marsi (AQ)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 328-2763519

Si sta per concludere in questi giorni la scuola e per gli studenti è giunto il momento della resa dei conti con tante e contrastanti emozioni. Tra gli studenti ci sarà chi

  • finalmente si godrà il meritato riposo, dopo un anno passato sui libri
  • dovrà prepararsi a giocare ancora la partita, dovendo affrontare gli esami finali
  • sperimenterà l’ansia per l’esito, e poi la delusione e la rabbia per i risultati non buoni: una o più materie da recuperare o una bocciatura.

Ma qual è il significato della bocciatura?
Di fronte ad un risultato apparentemente uguale per tutti, si nascondono in realtà tante sfumature diverse, tante dinamiche e tante storie.
Possiamo dire quindi che ci sono tanti significati per quante sono gli studenti che vivono questa esperienza.
In ogni caso, viene sperimentato un fallimento, sia dalla scuola, sia dal ragazzo, sia dalla famiglia.

  1. Dalla scuola, perché non è stato raggiunto il suo mandato educativo; in molti casi però fermare il ragazzo per un anno è un atto dovuto, e dà la possibilità di maturare. Altre volte probabilmente una didattica più individualizzata ed attenta alle potenzialità di ognuno, avrebbe potuto forse avere come risposta un maggiore impegno da parte dell’allievo.
  2. Dallo studente, perché comunque la bocciatura non è socialmente accettata, ed espone a critiche e “prediche” da più parti. Si può sperimentare vergogna, ma anche disperazione. Sempre più spesso purtroppo le cronache ci riportano casi di ragazzi che compiono gesti estremi perché non accettano il risultato riportato o hanno paura della reazione della famiglia. Bisogna comunque dire che molte volte la bocciatura nasce da un atteggiamento di totale indifferenza dello studente nei confronti della scuola; bisognerebbe in quel caso lavorare sulla motivazione, oppure cercare di capire se è la scelta più giusta, quella che più risponde ai suoi interessi e alle sue risorse.
  3. Dalla famiglia, che sperimenta a volte sensi di colpa per non aver saputo aiutare e sostenere il proprio figlio, a volte rabbia per le menzogne di cui si sente vittima (“diceva che studiava…che andava a scuola”) ed un senso di incomprensione con la paura che la bocciatura equivalga ad essere scemi.

La sfida è quella di non cadere nella trappole dell’incolparsi a vicenda, ma di cercare di spezzare il cerchio e trovare un punto da cui ripartire.
Il giudizio della scuola, cambiando la prospettiva, da etichetta può trasformarsi in un segnale posto ad indicare il cammino fin qui svolto.

Se anche non si è arrivati dove si sarebbe dovuto…pazienza!, c’è tutto un anno per ricominciare (oppure settembre per riparare…)!

É importante che la scuola e la famiglia forniscano il supporto necessario allo studente per ritrovare o trovare la sua motivazione a portare a termine il suo percorso di studi.

É bene inoltre ricordare che i nostri figli sono per fortuna molto più di quanto un voto a scuola, un numero, può esprimere. 

Sono molte altre le abilità e le competenze che vanno valorizzate, e che spesso non si imparano sui banchi (le cosiddette “competenze trasversali”).

É assolutamente fondamentale far arrivare ai ragazzi il valore della cultura e rafforzare il ruolo della scuola come agenzia educativa, ma non sottovalutando l’importanza degli insegnamenti che arrivano da tutte le altre esperienze che ogni giorno vive.

E in qualche caso ai genitori si chiede anche di rinunciare all’immagine del figlio che si erano immaginato, il figlio diplomato o laureato… A volte è inutile esporre i ragazzi ai fallimenti scolastici quando ci si rende conto che le sue capacità e i suoi interessi vanno in tutt’ altra direzione; probabilmente quello stesso ragazzo in un istituto tecnico o in un mestiere manuale si sentirebbe realizzato e competente, mettendo a frutto le sue capacità.

É più che mai importante quindi un orientamento scolastico e professionale ben fatto. Vero è anche che il nostro territorio purtroppo da parecchi anni è molto carente quanto ad istituti professionali…

In ogni caso la fine della scuola scandisce l’inizio di una stagione dedicata maggiormente al riposo e allo svago… senza dimenticare di dedicarci un pò anche alla lettura!

Mi piace concludere con un insegnamento molto profondo di Gianni Rodari:

C’è una scuola grande come il mondo…
…Questa scuola è il mondo intero
quanto è grosso:
apri gli occhi e anche tu sarai promosso!

La scuola è finita e voi e i vostri figli: promossi o bocciati? Lasciate il vostro commento sotto l’articolo!

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