Trova il tuo Psicologo
       Psicoterapeuta B4U

B4U > Magazine > Ben-Essere > Salute > La relazione e il rapporto con gli altri

Salute

La relazione e il rapporto con gli altri

La relazione e il rapporto con gli altri
Angelo-Nicotra-psicologo-catania Angelo Nicotra Acireale (CT)
Psicologo
Aree di Competenza: Ben-essere, Dipendenze, Genitori e Figli
Cell.: 3384366709

La relazione e il rapporto con gli altri

Assieme alle capacità di occuparsi della salute del proprio corpo, di interagire con l’ambiente, di pensare, di decidere e di creare, l’abilità di relazione è una delle capacità umane fondamentali. La relazione è una colonna portante nella vita di tutti e la stessa esistenza individuale è originata proprio da una relazione: quella tra, e con, i propri genitori. La relazione è l’ingrediente principale della famiglia, ma non solo. Ogni tipo di professione, infatti, implica degli scambi con gli altri e una piena realizzazione esistenziale ha luogo anche nelle relazioni.

Nella comunicazione, al di là di quelle che possono essere le difficoltà, le distorsioni e le incomprensioni, si apre sempre una relazione, anzi la relazione con l’altro è già implicita nella stessa esistenza umana. L’identità personale, quello che ogni soggetto pensa di se stesso e quello che pensa che gli altri pensino di lui, si mette assieme, pezzo dopo pezzo, in tutti gli scambi di parole e di azioni che si hanno con gli altri esseri umani. Ogni comunicazione implica un impegno e perciò definisce la relazione: la comunicazione, dunque, non soltanto trasmette informazione, ma al tempo stesso impone un comportamento.

La relazione è un sistema dove i comportamenti sono circolari e per tale motivo non è possibile stabilire quale sia la causa e quale sia l’effetto, cosa viene prima e cosa viene dopo. Ogni comportamento è, allo stesso tempo, azione e risposta a un altro comportamento: la circolarità, così, mette da parte quel dualismo tra causa ed effetto che ha dato forma per secoli a tutti i discorsi della scienza.

Assieme alle capacità di occuparsi della salute del proprio corpo, di interagire con l’ambiente, di pensare, di decidere e di creare, l’abilità di relazione è una delle capacità umane fondamentali. La relazione è una colonna portante nella vita di tutti e la stessa esistenza individuale è originata proprio da una relazione: quella tra, e con, i propri genitori. Per quanto stare con gli altri possa talvolta essere difficile, ogni essere umano cerca sempre un altro al quale mostrarsi, un altro da conoscere e da amare: la relazione, non a caso, è l’ingrediente principale della famiglia, ma non solo. Ogni tipo di professione, infatti, implica degli scambi con gli altri e una piena realizzazione esistenziale ha luogo anche nelle relazioni.

Avere una buona capacità di relazione, in definitiva, porta ad avere ottime possibilità di successo in famiglia, nel lavoro e nella vita. Mancare nelle abilità di relazione oppure avere una formazione incompleta o disturbata può essere la causa di fallimenti, di perdite, di mancati successi: molti dei problemi gravi della nostra società sono difficoltà di relazione. È fondamentale prendere visione di quanto la relazione sia importante e di quanto risulti vitale e prioritario sviluppare la capacità di instaurare scambi positivi, etici e costruttivi tra gli individui e tra i gruppi di appartenenza. Una persona compresa, accettata, amata, rispettata nelle sue scelte ha una condizione esistenziale diversa da un’altra che ne è priva: sono diverse le condizioni del corpo, salute o malattia, le condizioni di benessere materiale, ricchezza o povertà, e il grado d’istruzione, sapere o ignorare.

Sulla qualità della vita, allora, incide in modo marcato la qualità delle relazioni interpersonali. La relazione è una realtà molto sensibile, facilmente si deteriora e decade, ma è altresì suscettibile alla crescita e al miglioramento: perciò, l’abilità di relazione può essere sviluppata come tutte le altre capacità umane. Proprio per ovviare ai vari problemi comunicativi e relazionali si può cercare di stabilire un buon rapport con l’altro utilizzando tecniche come il ricalco in generale e il rispecchiamento in particolare.

Il rapport è il processo attraverso il quale si stabilisce e si mantiene un buon rapporto interpersonale di reciproca fiducia e accordo con chi ci circonda (Richardson, 2002). Uno dei chiari segni della presenza di rapport è dato dal fatto che la relazione diviene simbiotica, ossia gli individui tendono verso un compromesso comportamentale, una specie di punto d’intesa su uno o più piani della relazione. Si può notare facilmente come due cari amici vadano col tempo assimilando sempre più la gestualità reciproca, la mimica facciale, le espressioni verbali, le posture, fino al punto di essere scambiati per fratelli. Questo è dovuto al fatto che la prolungata esperienza di rapport corrisposto ha generato una vera e propria simbiosi comportamentale duratura. Anche quando questi due amici si trovano in disaccordo su una questione (il contenuto, quindi, è diverso) essi riescono a litigare mantenendo vivo il rapport comunicazionale sul piano della relazione. Il modo in cui continuano a bisticciare (i gesti, il tono, le espressioni facciali e quelle verbali che usano al di là dell’oggetto della discussione) è una riproduzione reciproca del rispettivo stato di disaccordo, del modo in cui il disaccordo viene vissuto e comunicato da entrambi. Per questa ragione due amici o una coppia di amanti possono scontrarsi per ore incessantemente su di una questione dove invece due estranei troncherebbero il dibattito al massimo dopo un paio di battute.

Quotidianamente ci si trova in situazioni nelle quali è facile instaurare rapport con gli altri e in alcuni casi il rapporto, la relazione, avviene spontaneamente: senza neanche volerlo si crea quella sintonia e quel feeling quasi misterioso. A chi non è mai capitato di conoscere una persona e, pur senza sapere niente di lei, avere fatto affermazioni relative alla simpatia epidermica oppure relative al fatto di starci bene nonostante la poca conoscenza. Questo avviene quando il rapport si innesca spontaneamente tra due individui che inconsciamente eseguono gli stessi movimenti del corpo, la stessa gestualità, la stessa andatura durante una camminata, quello che viene definito con il nome di Rispecchiamento, cioè una delle tecniche del ricalco che si può utilizzare quando il rapport non è naturale e lo si vuole creare, lo si vuole produrre dal nulla.

La migliore strategia per ottenere un rapport, per così dire artificiale, consiste nel ricalcare le convinzioni e le opinioni dell’altra persona con la quale si vuole instaurare una relazione. Il processo attraverso il quale un individuo contribuisce ad instaurare rapport con un’altra persona, quindi, è il ricalco, un procedimento mediante il quale si rimanda ad una persona per retroazione, attraverso il proprio comportamento, il comportamento che si è osservato in lei: cioè, si va verso il suo modello del mondo.

Ricalcare lo stato d’animo di una persona, i suoi gesti, la sua mimica significa mettersi in sintonia con il suo stato attuale. Si osserva in lei un dato modo di relazionarsi al mondo, un dato modo di atteggiare (di conseguenza, viversi e sperimentare) il proprio corpo attraverso la postura e la respirazione, si assimila tutto ciò e lo si emula. Con ciò si ottiene che la persona osservando l’altro trovi rispecchiato in lui il proprio stato d’animo, il proprio modo di viversi il momento, e tutto questo accresce le possibilità che la persona veda in lui un buon interlocutore, una persona vicina al suo modo di essere.

Uno degli obiettivi del ricalco, dunque, è di agganciare l’interlocutore guidandolo verso quella direzione in cui si vuole che vada; bisogna, allora, sembrare il più possibile somigliante all’altro individuo, alla continua ricerca dei punti di raccordo per essere percepiti come un suo simile, innescando il pensiero secondo cui piace ad un soggetto solo una persona che gli somigli, che per questo sente più vicina e, pertanto, si può fidare di lei (Richardson, 2002). Un ricalco efficace ha bisogno dei suoi tempi, occorre cercare il momento, l’occasione giusta per farlo, non è detto che sia opportuno realizzarlo immediatamente; ad esempio, si deve evitare di accavallare le gambe quasi in contemporanea all’interlocutore e/o di divaricarle nuovamente dopo pochi secondi perché si rischia di rendersi ridicoli. Se, poi, il destinatario assume una posizione che è particolarmente scomoda, bisogna evitare di mostrarsi goffi.

Il ricalco può avvenire a livello verbale, paraverbale e non verbale. Nel primo tipo di ricalco, ci si può sintonizzare sullo stesso canale dell’interlocutore, usando magari un certo termine che si è riusciti a recepire come particolarmente preferito dall’altro soggetto.

Il ricalco paraverbale consiste nel riprodurre il ritmo, la velocità e il tono di voce dell’interlocutore, senza ricalcare sicuramente i suoi difetti di pronuncia. In tal modo ci si accorge gradualmente che il linguaggio sta rallentando anche la struttura del pensiero: sembra, così, un ricalco più lento, ma che risulta senz’altro più efficace.

L’ultimo tipo di ricalco, quello non verbale, prende il nome di Mirroring o Rispecchiamento e consiste nell’assumere con il corpo lo stesso atteggiamento dell’interlocutore, come se si entrasse nella sua stessa danza, attuando una calibrazione frutto di un’attenta osservazione del linguaggio del corpo. Un valido esempio in cui il mirroring avviene in modo inconscio può essere quello dei due innamorati che al ristorante tendono in modo spontaneo ad assumere postura, sguardo e tono di voce simili.

Il rispecchiamento è una delle tecniche più semplici ed al contempo il punto di partenza per mettersi sulla stessa frequenza dell’interlocutore ed entrare in un rapporto positivo con lui: è l’equivalente dell’essere verbalmente d’accordo. Non tutti, infatti, sono aperti caratterialmente o mentalmente per accettare fin da subito di entrare in sintonia con uno sconosciuto: questa difficoltà può essere una conseguenza di negative esperienze passate oppure può essere l’effetto di stati d’animo del momento, ma in ogni caso si allungano, inevitabilmente, i tempi per gradire un dialogo sereno con un’altra persona.

Quando si stabilisce quella speciale intesa tra due persone, l’uno sarà portato inconsciamente e più facilmente a rispondere in modo positivo agli stimoli dell’altro. Attraverso il rispecchiamento si rimanda all’interlocutore lo stesso comportamento che appartiene al suo modello del mondo. Si diventa, in sostanza, uno lo specchio dell’altro: sono esempi di rispecchiamento le gambe accavallate durante un discorso, le dita delle mani intrecciate tra loro, il tono di voce e, infine, la respirazione, che rappresenta uno dei rispecchiamenti più potenti. Il rispecchiamento può anche essere incrociato nel caso in cui un soggetto, per esempio, tamburella con la mano e l’altro lo fa con la gamba: tutto ciò verrà percepito dall’inconscio dell’interlocutore come somiglianza e affinità. È davvero impressionante come possano essere abbattuti altissimi e insormontabili muri di freddezza se si impara ad osservare, ascoltare e sentire l’altro.

Bisogna ricordare che rispecchiare, però, vuol dire entrare in sintonia con rispetto e delicatezza senza cadere nell’invadenza o infastidire. Questa tecnica, difatti, ha sì il vantaggio di creare rapport, ma il tutto avviene senza che necessariamente si conosca il vissuto dell’individuo e senza che lo si condivida.

Nel caso si volesse instaurare non un rapport momentaneo ma uno a lungo termine bisognerà individuare le cose veramente importanti per la persona che si ha di fronte, ossia i suoi valori.

Una cosa da tener presente, ovviamente, è quella di evitare di affrontare discorsi che possano portare divergenze di opinioni prima di aver instaurato un buon rapport, altrimenti la rottura sarà inevitabile. A proposito della comunicazione verbale, si dovranno eliminare i termini negativi, le cosiddette negazioni, perché si rischierebbe di mandare il messaggio contrario a quello che si vorrebbe. Anche quando è già stato stabilito il rapport è necessario stare attenti al linguaggio usato, normalmente molto confusionale, in modo da raffinarlo e renderlo appropriato a quello che si vuole trasmettere, considerando che si deve sempre unire in maniera congrua contenuto e forma in modo da rendere dinamica, interattiva e costruttiva la comunicazione, forgiandola sulle caratteristiche e le necessità dei vari interlocutori. Uno degli aspetti che rende il ricalco così pratico, discreto e funzionale è proprio il fatto che non è necessario interessarsi al contenuto dell’esperienza altrui, è sufficiente soffermarsi sulla sua forma; tra l’altro, chi subisce il ricalco per rifiutare il suo interlocutore dovrebbe rifiutare il suo stesso modo d’essere.

Per concludere, entrare in contatto con gli altri e capirli, stabilire un collegamento, ottenere comprensione, iniziare una collaborazione sono tutte capacità che possono crescere in modo straordinario per il bene del singolo ed anche della comunità. Si può imparare, in più, a sommare le proprie capacità a quelle degli altri per il conseguimento di risultati più grandi e di maggiore pregio.

BIBLIOGRAFIA

Richardson Jerry, Introduzione alla PNL. Magia del rapport, Edizione NLP Italy, Milano, 2002.

Lascia un commento

Scegli l'account con il quale vuoi firmare il commento

Benessere4u è un sito web dedicato al benessere psicofisico continuamente alimentato dalla professionalità e competenza di centinaia di psicologi e psicotepeuti professionisti sparsi in tutta italia. Trova lo specialista più adatto alle tue esigenze!

Altro... Salute
STOP alla violenza sulle donne
STOP alla violenza sulle donne

La violenza sulle donne è un fenomeno presente nella realtà quotidiana di molte persone e che toglie a chi la...

Chiudi