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Paure e Fobie

La paura di parlare in pubblico

La paura di parlare in pubblico
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

La sensazione di imbarazzo, il tremolio della voce al solo pensiero di prendere la parola davanti ad altre persone: possiamo parlare della paura di parlare in pubblico.

Sono molte le situazioni nelle quali ci possiamo trovare a dover parlare in pubblico.  Tachicardia, arrossamenti, tremore si presentano anche quando in un ufficio dobbiamo prendere la parola e chiedere delle informazioni.

Alcuni dei sintomi della paura di parlare in pubblico sono:

  • rossore/arrosamenti cutanei
  • tachicardia/palpitazione
  • sudorazione
  • bruciori allo stomaco

Nel 2010 al cinema ha riscosso molto successo il film:  “Il Discorso del Re”.  Nel film è stato affrontato il tema della paura di parlare in pubblico attraverso la storia del Re Giorgio VI il quale, alla sola idea di tenere un discorso pubblico iniziava a balbettare.

 

Il Re Giorgio VI, protagonista del film, alla luce dell’importante carica che ricopre è obbligato a dover parlare in pubblico. Grazie al percorso di aiuto che ha seguito è riuscito a superare la sua paura.

Nella vita di tutti i giorni difficilmente siamo investiti di una carica monarchica ma i dati clinici ci permettono di affermare che l’imbarazzo come la paura di parlare in pubblico si presentano molto spesso e possono portare le persone a limitarsi. Accade ad esempio che l’esigenza di porre una domanda (che sia una curiosità o anche una necessità), viene  accantonata e tralasciata.

É necessario distinguere il tipo di situazione nella quale ci si trova. Se ad esempio dobbiamo tenere un seminario ha moltissima influenza la paura di sbagliare, e quindi, può essere di grande aiuto una buona preparazione/pratica rispetto al tema che si dovrà presentare.

Ma come abbiamo visto la paura di parlare in pubblico può presentarsi anche in situazioni apparentemente meno richiedenti ma che possono comunque attivare una reazione emotiva stressogena.

Quando si attiva una reazione stressogena la persona ha la sensazione di perdere il controllo delle proprie reazioni e ciò genera un’aumento della paura di parlare.

Esiste un continuum tra ciò che pensiamo, proviamo e mettiamo in atto. Proprio per questo una prima indicazione è quella di fare attenzione a quali pensieri accompagnano o precedono il momento in cui si deve parlare in pubblico.

I pensieri più frequenti quando si deve parlare in pubblico sono:

  • cosa potrebbero pensare gli altri?
  • potrei commettere degli errori di linguaggio
  • chissà se sto dicendo una cosa sensata…
  • etc…

Tenendo quindi presente il legame tra pensiero-emozione-reazione, quando ci si trova di fronte ad un pubblico e si deve dire, o chiedere qualcosa,  può essere molto utile partire da pensieri positivi.

Aristotele diceva: “Pensate da uomini saggi ma parlate come la gente comune “.

Il pensiero di Aristotele ci permette di riflettere sull’importanza del parlare in modo semplice al fine di sentirsi se stessi anche di fronte ad altre persone. Si potrà così sfruttare al meglio i pensieri ed il linguaggio a noi noti e familiari anche quando ci si deve esporre parlando di fronte ad un gruppo di persone.

Molti testi forniscono consigli pratici per gestire lo stress legato alla paura di parlare in pubblico. Filo conduttore è sicuramente l’attenzione selettiva a sè e all’altro.

Ad esempio, tenendo presente che la comunicazione si caratterizza sia per una dimensione verbale che non verbale, per cercare di tranquillizzarsi si ha a disposizione anche la comunicazione non verbale. Quando si apre un discorso, si diviene proponenti dell’interazione. In quanto tali si può scegliere una persona, o un piccolo gruppo di persone verso le quali rivolgere lo sguardo e sentirsi coinvolti e conduttori di un’interazione più diretta.

Concludo riprendendo una citazione del film quando il logopedista Lionel Logue, per rassicurare il Re Giorgio VI gli dice: dimenticate il resto e ditelo solo a me“. 

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