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Rilassamento

La musica che ci aiuta ad ascoltarci

Ascoltare la musica per ascoltare se stessi
Il dott. Edoardo Ercoli è Psicologo e riceve a Roma Edoardo Ercoli Roma (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere
Cell.: 3929211479

Avete mai notato come a volte l’ascolto, anche inaspettato, di una melodia, di una musica o di una canzone riesca ad influire sul nostro umore al punto da modificarlo anche in modo notevole?

A prescindere dalla bellezza e dalla piacevolezza del brano ascoltato, questo può avere un vero e proprio effetto di risonanza, amplificando, attenuando o addirittura generando specifiche emozioni nella persona che lo ascolta.  La musica ha un potere oggettivo ed indiscutibile sul nostro mondo emotivo e proprio per tale motivo può essere funzionalmente impiegata come strumento di intervento e/o supporto all’interno di percorsi di sostegno psicologico. Tuttavia bisognerebbe sempre ricordare che il suo “potere d’azione” non è assoluto ma relativo: come ogni altro strumento la sua funzionalità dipende dall’uso che se ne fa.

L’uso della musica dovrebbe essere specifico e calato sempre nella situazione e della persona, purtroppo invece a volte viene utilizzata seguendo la logica della causa-effetto: ascolta questo e otterrai questa emozione. Addirittura c’ è chi arriva a consigliare specifiche canzoni per generare o per modificare particolari stati emotivi e questo equivale a dotare il brano stesso di un potere catartico o generativo assoluto.

Ma le cose stanno proprio così? È davvero così facile?

Certamente una particolare musica può aiutare in un momento specifico una determinata persona a far emergere un ricordo, a contattare un’emozione, ad avviare un processo di elaborazione e via dicendo ma al centro rimane sempre la persona con le sue specifiche caratteristiche e risorse. Lo strumento può aiutare, facilitare, in alcuni casi può essere addirittura indispensabile, ma non può sostituire la persona stessa.

Se vogliamo sbucciare una mela sicuramente un coltello può facilitarci ma se ci aspettiamo che sia il coltello, di per sé, a sbucciarla probabilmente rimarremo delusi.

La musica può avere effetti anche molto intensi sulla mente delle persone, ma è bene sottolineare che tali effetti variano da soggetto a soggetto e, nello stesso soggetto, possono variare a seconda dello specifico momento. Se è vero che alcune combinazioni musicali possono essere più vicine ad un determinato stato emotivo, ad esempio un ritmo cadenzato e lento associato ad un timbro leggero e morbido può indurre nei più uno stato di rilassamento, questo non può e non dovrebbe essere assunto come dato universalmente valido.  Tra l’altro dobbiamo sempre ricordare che i suoni e, in particolar modo le musiche e le canzoni, hanno anche la capacità di riattivare ricordi, persino quelli molto lontani nella memoria.  In tal senso è possibile che una melodia percepita come rilassante da alcuni, generi tensione, fastidio o altre emozioni distoniche in altri.

In un momento in cui tanti prodotti e servizi appaiono preconfezionati e, proprio per questo, spesso asettici, credo sia molto importante stimolare in ciascuno la dimensione della consapevolezza e della possibilità di scelta.

Per far questo vi suggerisco un piccolo gioco che chiunque se vorrà potrà fare! Alla fine dell’articolo c’è un link che rimanda ad un brano musicale:

  • ritagliatevi un momento di concentrazione,
  • ascoltatelo, possibilmente ad occhi chiusi,
  • provate ad entrare in contatto emotivo con il brano stesso e solo allora chiedetevi: “cosa genera questo brano in me in questo momento?”

Ci tengo a sottolineare “in questo momento” proprio per stimolare a cogliere le sfumature e la dinamicità del proprio mondo emotivo che, di fatto, è costantemente in divenire.

Rispondete scegliendo un termine che rappresenti la sensazione/emozione contattata. Il brano dura circa 4 minuti, un piccolo momento di pausa da dedicare a voi stessi. Ho scelto un brano capace di generare in me ricordi piacevoli e una sensazione di rilassamento ma, in linea con quanto scritto, invito chiunque vorrà ascoltarlo a farlo consapevole del fatto che potrebbe generare vissuti o sensazioni diverse.

Ciascuno potrà commentare scrivendo la parola che associa al brano e/o condividere un brano che gli è caro.
Buon ascolto

Ascoltami

 

Commenti

3 Resposte a “La musica che ci aiuta ad ascoltarci”
  1. Fabio scrive:

    Molto interessante

  2. Tiziana scrive:

    Salve, mi trovo assolutamente in accordo con quello che ha scritto nell’articolo. A volte l’ascolto di un brano ci permette di esprimere i nostri stati d’animo influenzandoli addirittura. L’ascolto di un brano ci può rasserenare, innervosire, commuovere, rattristare, ci può far ricordare, sognare, sperare…. Ci può far piangere o sorridere… Quanto potere in poche note!

  3. Nara scrive:

    La musica è espressione dei nostri sentimenti, gioia di vivere e esorcizzazione del dolore. Secondo me ha anche un potere curativo… Penso ai canti degli sciamani o alle campane tibetane,,, Ho fatto l’esercizio e mi sono sentita subito più leggera… bellissimo brano.

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