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La depressione post-partum

Depressione-post-partum
cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

Finalmente dopo nove mesi il lieto evento è arrivato, il bimbo è nato e tutti sono felici. Un momento significativo ed importante per tutta la famiglia, in particolare per la mamma che vive il momento con trepidante attesa. Tuttavia, alla mamma può capitare, alcuni giorni dopo il parto, di non sentirsi così felice come aveva immaginato o come le hanno fatto credere. Potrebbe, invece, sentirsi inadeguata nel nuovo ruolo, triste, irritarsi per nulla, avere momenti di sconforto.

Si è abituati a vedere i cambiamenti che avvengono durante la gravidanza, sia fisici che emotivi, solo come qualcosa di positivo. La maternità viene descritta a livello sociale come un’oasi felice. Una donna che, invece, si trova a vivere stati d’animo differenti, può vergognarsi e sentirsi in colpa, giudicandosi inadeguata come madre e finendo col non parlane con nessuno.

Il periodo successivo al parto è caratterizzato da un rapido cambiamento ormonale, che può favorire dei repentini cambiamenti nel tono dell’umore. Oltre a questo, molti sono i fattori di natura psicologica legati agli eventi immediatamente successivi al parto e che implicano una metamorfosi interiore importante per la donna, quali:

  • cambiamento di ruolo della donna in ambito sociale,
  • cambiamento d’identità con l’acquisizione della funzione materna,
  • cambiamento nel suo aspetto fisico,
  • cambiamento nella relazione di coppia,
  • doversi confrontare con la propria figura materna,
  • perdita dello stato interessante e della fusione col bambino,
  • timore per le imminenti responsabilità,
  • relazione di dipendenza col neonato

Sperimentare uno stato di lieve malinconia è molto comune nel periodo del post-partum. Circa l’80% delle puerpere si trovano a vivere il cosiddetto “baby blues”, una condizione transitoria e fisiologica che si manifesta in genere 3-4 giorni dopo la nascita del bambino e che si risolve spontaneamente entro una settimana. Si tratta di una normale risposta di adattamento al puerperio, durante la quale la mamma può soffrire di umore labile, sconforto, facilità al pianto, tristezza, ansia, irritabilità, difficoltà di memoria e concentrazione. In questi casi, la tristezza passa da sola e può essere molto utile il contesto familiare che può sostenere la mamma standole vicino, dandole modo di non affaticarsi troppo e di concentrarsi sul bambino.

Nel 10-15 % dei casi però la mamma può andare incontro ad una vera e propria “depressione post-partum”. Un disturbo che si manifesta in genere entro 3-4 settimane dopo il parto. La donna presenta da e per almeno due settimane umore depresso, mancanza di piacere ed interesse nelle abituali attività e almeno cinque di questi sintomi: disturbi del sonno e/o dell’appetito, iperattività motoria o letargia, faticabilità o mancanza di energia, sensi di colpa, bassa autostima, sentimenti di impotenza e disvalore, ridotta capacità di pensare o concentrarsi e pensieri ricorrenti di morte.

I sintomi sono quelli di una depressione ma con manifestazioni specifiche della maternità, come il senso di inadeguatezza nel prendersi cura e rispondere alle esigenze del bambino.

Molteplici possono essere le cause della depressione post-partum e coinvolgono fattori: ormonali; sociali, come la giovane età, l’inesperienza, la scarsità di sostegno; psicologici, come la bassa autostima o la tendenza al perfezionismo; fisici, come la stanchezza indotta dai ritmi imposti dal bambino; cognitivi, come il nutrire aspettative irrealistiche sul bambino o sull’essere madre.

Gli studi scientifici evidenziano che ci sono fattori di rischio che possono favorire l’insorgenza della depressione post-partum, quali:

  • aver sofferto di ansia o depressione durante la gravidanza o in precedenza;
  • avere familiari che soffrono di disturbi psichiatrici;
  • aver vissuto nei mesi precedenti al parto situazioni personali o familiari molto stressanti, come un lutto, una separazione, la perdita del lavoro;
  • difficoltà o precarietà economiche;
  • scarso supporto familiare o sociale, a cui fare riferimento in caso di difficoltà;
  • soffrire di sindrome premestruale;
  • soffrire di disturbi della funzione tiroidea.

Una depressione post-partum non curata può diminuire la capacità della madre di prendersi cura in modo adeguato del bambino, compromettendo la relazione che si sta costruendo con lui. Nello specifico la mamma può reagire in due modi diversi:

1. può assumere un atteggiamento di ipercontrollo nei confronti del bambino, perdendo di vista i suoi reali bisogni. La mamma è sempre in apprensione per qualcosa, il peso, il sonno, la pulizia del bambino e lo controlla in maniera eccessiva, per vedere se respira, se è pulito, se ha mangiato a sufficienza.

2. può delegare agli altri la cura completa del bambino, per il forte senso di inadeguatezza che avverte e che la porta completamente a trascurarlo.

In entrambi i casi la mamma non riesce ad entrare in sintonia con i bisogni del proprio bambino. Il bambino, se la depressione post-partum della mamma non viene curata, può andare incontro a disturbi emotivi, cognitivi e fisici.

Come intervenire

Se la mamma o i familiari riscontrano che i sintomi sono maggiori rispetto al semplice “baby blues” e se persistono per più di due settimane è bene chiedere aiuto e rivolgersi ad uno psicologo per intervenire tempestivamente. Una mamma che soffre di depressione post-partum ha bisogno di essere sostenuta e liberata dai sensi di colpa e di vergogna che hanno compromesso la sua autostima e l’immagine di se come donna e come madre, ha bisogno di ritrovare la fiducia nelle proprie capacità di madre e di costruire la relazione con il proprio bambino, affinché un momento così difficile possa trasformarsi in una inaspettata opportunità di crescita.

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