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Istruzioni per l'uso

Italiani, fanalino di coda dell’UE nell’uso di contraccettivi

Saper utilizzare un contraccettivo in modo corretto presuppone una capacità di messa in atto di un comportamento piuttosto complesso. Byrne, nel testo Adolescent, sex and contraception (1983), propone un modello secondo il quale l’uso efficace dei contraccettivi comprende diverse fasi:

* acquisire, elaborare e conservare nel magazzino mnestico informazioni precise circa il concepimento e le modalità di prevenirlo;

* tenere mentalmente presente il fatto che l’avere rapporti sessuali è una possibilità reale della propria esistenza

* riuscire ad avere la disponibilità del contraccettivo adeguato;

* essere capaci di comunicare con il partner a proposito dell’opportunità e delle modalità della contraccezione;

* utilizzare correttamente il contraccettivo scelto.

Come è facilmente intuibile, queste fasi coinvolgono sia i processi cognitivi che quelli affettivi ma soprattutto sono fortemente influenzati dagli stereotipi culturali. Proprio l’influenza culturale, che nel nostro Paese è piuttosto pressante su questa tematica, potrebbe essere il fattore che ha impedito la diffusione dell’utilizzo dei contraccettivi come pratica “normale” di tutela della salute e della vita.

Dal 1979 ad oggi, nelle scuole italiane, il tema dell’educazione sessuale è stato relegato ad un “obiettivo” da raggiungere all’interno del programma di scienze e di biologia. Purtroppo, soprattutto tra gli adolescenti, il livello di conoscenza del comportamento sessuale e dei metodi anticoncezionali risulta essere decisamente scarso. Infatti, dall’indagine della Società Italiana di Ginecologia emerge che solo lo 0,3% delle ragazze under 19 ha una buona educazione sessuale e ben il 72,9% ha una conoscenza insufficiente dell’argomento.

Da alcuni anni nelle scuole di diversi Paesi sia europei che extra-europei, sono in atto programmi di educazione sessuale che prevedono, oltre ai percorsi formativi, anche una distribuzione di profilattici agli studenti. Il caso forse più simbolico è quello di Manchester, che dal 2009 ha iniziato un progetto di distribuzione gratuita di profilattici agli studenti dai 13 anni in su, accompagnata da corsi di sensibilizzazione sulle tematiche delle relazioni, degli affetti e del concepimento.

Sarebbe auspicabile che venisse intrapresa anche in Italia una seria politica di sensibilizzazione sulle tematiche sessuali, in particolar modo tra gli adolescenti, magari attraverso azioni di counseling finalizzate alla promozione dell’educazione sessuale e al superamento degli stereotipi culturali.

Riferimenti bibliografici

D.Dettore, 2001, Psicologia e psicopatologia del comportamento sessuale, McGraw-Hill, Milano

Benvenuti in SIGO

SIMG, Società Italiana di Medicina Generale

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