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Scuola

Ricomincia la scuola! e se in classe c’è un caso di disturbo dell’iperattività?

Adhd scuola
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli

Adhd scuola

Nell’età scolare, la presenza di bambini con un Disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività è di circa il 4%.

Mai come oggi è richiesta la collaborazione degli insegnanti nel trattamento di bambini con ADHD.

Le informazioni, circa il setting educativo del bambino e il suo funzionamento scolastico, sono informazioni cruciali per il piano di trattamento. Per garantire che l’intervento educativo sia appropriato è importante stabilire il livello delle capacità scolastiche del bambino e delle prestazioni dei suoi compagni di classe. Il coinvolgimento degli insegnanti fa parte integrante ed essenziale di un percorso terapeutico per il trattamento del bambino con ADHD.

La procedura di consulenza sistematica prevede incontri regolari durante tutto l’anno scolastico, con una frequenza quindicinale per i primi tre mesi e mensile nel periodo successivo.

La consulenza sistematica agli insegnanti deve avere diversi obiettivi:

1) informare sulle caratteristiche dell’ADHD e sul trattamento che è proposto;

2) fornire appositi strumenti di valutazione (questionari e tabelle di osservazione) per completare i dati diagnostici;

3) mettere gli insegnanti nella condizione di potenziare le proprie risorse emotive e migliorare la relazione con l’alunno;

4) spiegare come utilizzare specifiche procedure di modificazione del comportamento all’interno della classe;

5) informare su come dividere l’ambiente classe in base ai bisogni e alle caratteristiche dell’alunno con ADHD;

6) suggerire particolari strategie didattiche, per facilitare l’apprendimento dell’alunno con ADHD;

7) spiegare come lavorare, all’interno della classe, per migliorare la relazione tra il bambino con ADHD e i compagni.

La parte più importante della consulenza sistematica alla scuola è comunque quella dedicata a far apprendere all’insegnante alcune tecniche di modificazione del comportamento da applicare con l’alunno con ADHD. Un’altra area d’intervento da considerare nell’ambito della consulenza scolastica, è quella riguardante il rapporto tra il bambino e i compagni di classe. Le strategie attuabili dagli insegnanti a questo riguardo si dovrebbero integrare con un training di addestramento alle abilità sociali. Alcuni accorgimenti per aiutare l’alunno con ADHD a migliorare il rapporto coi compagni consistono nel:

1) rinforzare gli altri alunni quando includono il bambino con ADHD nelle loro attività;

2) programmare attività in cui il bambino con ADHD possa dare il suo contributo;

3) programmare attività nelle quali la riuscita dipende dalla cooperazione tra gli alunni;

4) quando è possibile, assegnare al bambino con ADHD incarichi di responsabilità;

5) rompere i raggruppamenti fissi tra i bambini.

Inoltre, possono essere di aiuto piccole modificazioni alla struttura della classe, al formato e alla durata delle lezioni. Per esempio, un bambino iperattivo potrebbe avere posizionato il suo banco vicino alla cattedra. Questo rende più facile, per l’insegnante, monitorare i progressi dei comportamenti appropriati per il lavoro e per la ricompensa al compito. Per i bambini che sono estremamente distraibili, può essere di aiuto essere inseriti in classi con pochi studenti, sebbene, la sistemazione del bambino in un’area senza distrazioni, completamente separato dai suoi pari, abbia poche probabilità di essere efficace. I bambini iperattivi sembrano avere una preferenza per i materiali altamente stimolanti (Zentall, 1986). Alcuni bambini iperattivi possono anche dare prestazioni migliori il mattino ed essere più distraibili nel pomeriggio (Porrino et al., 1983, Zagar & Bower, 1983). Dove possibile, può essere di beneficio modificare i programmi per avere i soggetti più collaboranti nella prima parte della giornata. Infine, il nuovo materiale deve essere presentato poco alla volta, ciò crea meno tensione alla vulnerabile capacità di concentrazione.

In più, l’attenzione e l’apprendimento dello studente sono molto influenzati dalla combinazione delle sue abilità con il livello di difficoltà dei materiali didattici.

Perciò i materiali didattici devono essere adattati, né troppo semplici, né troppo difficili, in modo da far aumentare i risultati. Infatti, dal momento che gli studenti riescono a mantenere a lungo l’attenzione solo se le richieste vengono poste in modo originale, lo span attentivo e l’iperattività migliorano se i compiti richiedono una risposta attiva, di movimento, e prevedono un sistema di feedback immediato. E’ molto utile insegnare loro un modo strutturato di prendere appunti e insegnare a utilizzare un PC o a far uso di registrazioni. Nel secondo caso, anche questi autori rilevano l’importanza di lodare i comportamenti positivi e ignorare quelli negativi attraverso rinforzi concreti o punti.

Letture consigliate:

Cornoldi C., De Meo T., Offredi F. & Vio C. (2001). Iperattività e autoregolazione cognitiva, Erickson, Trento.

Di Pietro M., Bassi E. & Filoramo G. (2001). L’alunno iperattivo in classe. Erickson, Trento.

Vio C., Marzocchi G.M. & Offredi F. (1999),  Il bambino con deficit di attenzione/iperattività, Erickson, Trento.

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