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Internet, è dipendenza?

Dipendenza da Internet
Angelo-Nicotra-psicologo-catania Angelo Nicotra Acireale (CT)
Psicologo
Aree di Competenza: Ben-essere, Dipendenze, Genitori e Figli
Cell.: 3384366709

Con la realtà virtuale diventa una prerogativa la presenza della CMC, vale a dire la presenza di una Comunicazione tramite il computer dove l’interazione non è legata alla presenza fisica degli interlocutori. A questo punto, la realtà virtuale assume le sembianze di un ambiente di comunicazione facilmente accessibile; così, il suo spazio, il cyberspazio, è senza confini ed è raggiungibile da dovunque ci sia un computer connesso alla Rete: la CMC è quel tipo di comunicazione che fa da fondamento per le comunità virtuali.

  • Generalmente, una comunità virtuale molto diffusa è la chat, “luogo” in cui migliaia di persone si ritrovano in tempo reale, pur abitando in posti differenti e lontani, per comunicare in modo sincronico attraverso la Rete: l’unica identificazione avviene attraverso l’utilizzo del nickname (nome d’invenzione).
  • Un altro tipo molto diffuso di comunità virtuale, legata al gioco, è il MUD (Multi-User Dungeons, prigioni sotterranee per multiutente); si tratta di una realtà sociale virtuale basata sul testo e chi vi partecipa si immerge in un mondo di parole vivendo un’altra vita virtuale che è diversa da quella reale. In sostanza, il soggetto può usufruire di due vite parallele, una di giorno (reale) e una di notte (virtuale); così, ogni partecipante si può creare un personaggio a suo piacimento, con determinate caratteristiche fisiche e mentali, con il quale si identifica. In questi MUD, spesso denominati MUD sociali, bisogna interagire con altri giocatori e, alcune volte, c’è da collaborare alla costruzione di un mondo virtuale creando oggetti personali e ambienti architettonici.
  • Anche l’e-mail (la posta elettronica) e la Mailing list portano alla formazione di gruppi virtuali e, di conseguenza, alla formazione di comunità virtuali: è la funzione di messaggeria più antica (di fatto, nacque quando Internet divenne di domino pubblico) e utilizzata nel cyberspazio dato che, teoricamente, ogni internauta dovrebbe disporre di almeno una casella di posta elettronica (ormai c’è chi ne possiede più di una) con rispettivo indirizzo per ricevere e inviare messaggi.
  • Altro fenomeno molto diffuso nella Rete è il newsgroup, un sistema che si basa su un funzionamento simile a quello dell’e-mail, solo che, in questo caso, il destinatario è proprio il gruppo, anzi il newsgroup; così, si vengono a creare delle vere conferenze elettroniche dove non interessa sapere il nome e il luogo dei partecipanti, ma è rilevante l’interesse che ogni singolo utente spartisce con tanti altri. Inoltre, queste bacheche elettroniche, a differenza di altri servizi forniti dalla Rete, non hanno bisogno di iscrizione, perciò qualunque persona può leggere i messaggi che sono già stati inviati oppure può decidere di inviarne dei nuovi.
  • Il forum è una comunità virtuale che, a differenza della sincronicità tipica delle chat, utilizza una modalità comunicativa asincrona (la risposta al messaggio può arrivare anche a distanza di tempo): il meccanismo prevede che ogni partecipante scriva un messaggio (post) che viene pubblicato in uno spazio comunitario insieme con altri messaggi. Ogni messaggio potrà ricevere diverse risposte (reply), che, rispettando una delle regole fondamentali di ogni forum, dovrebbero trattare l’argomento (topic) del messaggio originario, costituendo in tal modo un thread (filo).
  • Una comunità virtuale che si è molto diffusa negli ultimissimi anni è il weblog, più comunemente chiamato e conosciuto come blog: si tratta di un particolare Sito web in cui sono inserite informazioni che potranno successivamente essere commentate dai visitatori del Sito in questione. Un blog può essere considerato, quindi, un vero e proprio diario pubblico attraverso cui la gente comunica soltanto quello che vuole mantenendo l’anonimato per tutti gli altri aspetti della sua personalità: il blog è diventato il fenomeno del momento, tanto che ormai quasi tutti i personaggi famosi (e non solo) ne possiedono uno.
  • Per quanto riguarda i Social Network, probabilmente ciò che li caratterizza, rispetto agli altri strumenti virtuali (Forum, Blog), non è tanto o solo la facilità di pubblicare o di trovare persone, ma la possibilità di escludere. La funzione inedita dei Social Network, infatti, è quella di consentire di definire chi è proprio amico e rivolgersi solo a lui, non a tutti. Tagliando, così, chi non si vuole partecipi alle proprie riflessioni o alle proprie attività in rete.

Uno dei problemi delle comunità virtuali, allora, è il loro essere generaliste. Un Blog, un Forum sono visibili da chiunque; in alcune situazioni e/o per alcune persone questo non va bene. La comunità virtuale più simile ai Social Network è la Mailing list: si parla, infatti, con persone selezionate e non sempre in maniera pubblica. Le Mailing list, però, sono poco personali e poco personalizzabili: quando sono gestite da qualcun altro, i membri non sono alla pari. I Social Network, invece, hanno fornito uno strumento di gestione e selezione dei contatti, sulla base di affinità specifiche, più semplice da usare e più ricco di una Mailing list. Soprattutto, lo strumento è centrato sull’utente, dato che il punto di partenza dell’attività è il “profilo” che ogni partecipante si gestisce.

Una grande influenza sulla diffusione di tutti i tipi di comunità virtuale menzionati, comunque, è stata esercitata dalla sempre maggiore espansione dell’uso del computer in tutte le attività quotidiane, che ha poi modificato l’impiego stesso dell’elaboratore: così, da un apparecchio “personale” si è trasformato in uno strumento “relazionale”. Naturalmente, diventa fondamentale servirsi di questo strumento telematico in modo bilanciato, produttivo e creativo; bisogna, quindi, capire qual è il rapporto che ogni soggetto ha con il computer e con le varie strutture del mondo virtuale ma, cosa ancor più importante, bisogna evidenziare il tipo di legame tra la mente e l’uso di questi strumenti per capire quanto del pensiero e delle emozioni di ciascuno fa già parte di questi mezzi telematici.

Ma come ogni altra cosa, anche Internet, in generale, e le comunità virtuali, in particolare, hanno il rovescio della medaglia, hanno il loro lato oscuro. Con il virtuale ci si ritrova in un luogo di transizione, nel territorio intermedio, cioè nel territorio di un sogno dal quale generalmente è possibile svegliarsi; di solito, bisognerebbe semplicemente spegnere il computer, ma proprio questa può diventare un’azione sempre più difficile da compiere; così, è possibile venire a conoscenza di matrimoni che sono stati distrutti da Internet oppure sapere di individui la cui vita è stata assorbita dal mondo virtuale a tal punto da creare una relazione tossicofilica.

In riferimento a ciò, viene usato il temine “nuove dipendenze” (ND) proprio per indicare quei nuovi fenomeni che includono comportamenti d’abuso, di dipendenza e di astinenza. Tra i diversi fenomeni inquadrabili come nuove dipendenze, hanno riscosso una certa attenzione da parte della comunità scientifica le Dipendenze Tecnologiche, tra cui la IAD (acronimo che sta per Internet Addiction Disorder, in altre parole il Disturbo di Dipendenza da Internet.) e, oltre a questa, anche un’altra categoria diagnostica elaborata da Caretti nel 2000, vale a dire la Trance Dissociativa da Videoterminale, una psicopatologia molto complessa ed articolata che tende generalmente ad includere anche la IAD.

Con l’arrivo delle nuove tecnologie è stata facilitata notevolmente la vita di ogni individuo per molti aspetti, permettendo di comunicare più rapidamente e a grandi distanze: di conseguenza, il computer ha gradualmente perso la propria centralità, diventando col tempo sempre meno un fine e sempre più un tramite per le attività che l’utente svolge nella Rete. Bisogna, però, stare attenti in un mondo così vasto e indeterminato, in un mondo che per queste sue caratteristiche intrinseche da un lato ci offre molto, ma dall’altro ci toglie altrettanto dato che i pericoli sono sempre dietro l’angolo. Internet ha creato non solo uno strumento di comunicazione sconosciuto fino a poco tempo fa, ma anche un nuovo modo di esistere nel mondo (reale e virtuale); in ogni caso, è sempre necessario valutare in che modo viene utilizzata questa straordinaria possibilità stando bene attenti alle probabili conseguenze negative che, com’è stato possibile constatare dalla nascita della Rete fino ai nostri giorni, non sono per niente poche.

Comunque, dato che la Rete si ingrandisce ad un ritmo incredibile, si può facilmente supporre una sempre più intensa crescita delle comunità virtuali, avendo fiducia però che i rapporti umani non vengano messi mai in secondo piano e che il mondo virtuale sia utilizzato come mezzo per lo sviluppo e la diffusione di culture.

 

BIBLIOGRAFIA

Cantelmi T., Giardina Grifo L. (2002), La mente virtuale. L’affascinante ragnatela di Internet, Edizioni San Paolo, Milano.

Caretti V., La BarberaD.(a cura di) (2001), Psicopatologia delle realtà virtuali, Masson, Milano.

Rheingold H. (1994), Comunità virtuali, Sperling & Kupfer Editori, Milano.

Young K. S. (2000), Presi nella rete. Intossicazione e dipendenza da Internet, Edizioni Calderini, Bologna.

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