Trova il tuo Psicologo
       Psicoterapeuta B4U

B4U > Magazine > Ben-Essere > Emozioni > Alla scoperta dell’intelligenza emotiva…

Emozioni

Alla scoperta dell’intelligenza emotiva…

intelligenza emotiva
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere

E’ un test d’intelligenza che può decretare il successo di una persona nel suo lavoro, nel suo settore di abilità?

E’ un elevato quoziente intellettivo che consente ad una persona di adattarsi perfettamente nell’ambiente in cui vive e gestire in maniera serena e funzionale le sue relazioni interpersonali?

Ossia, sono solo delle capacità puramente cognitive che ci consentono di fare grandi cose nella vita, di sfruttare appieno i nostri talenti e di integrarci meglio nel nostro tessuto sociale?

Sono domande che hanno spinto diversi psicologi e psicoterapeuti a ricercare e analizzare meglio quali fattori consentano di vivere un’esistenza più serena,  nella quale  ci percepiamo più efficaci e quindi più felici.

Si partì con Gardner (’83), che propose un modello di “intelligenza multipla”, dove, oltre alle abilità verbali e di calcolo incluse abilità interpersonali, quali, la conoscenza del proprio mondo interiore e la destrezza sociale. Lo psicologo americano fu tra i primi a distinguere le capacità intellettuali da quelle emotive

Qualche anno più tardi, Salovey e Mayer definirono per la prima volta il concetto di intelligenza emotiva, come “la capacità di monitorare e dominare le emozioni proprie e altrui e di usarle per guidare il pensiero e l’azione.” Le emozioni, tramite questa definizione acquistano una razionalità intrinseca, cioè, diventano qualcosa di “intelligente”, che non disturba l’agire razionale, ma bensì ci aiuta a capire quale impatto possa avere la nostra azione e ci aiuta ad indirizzarla meglio.

Ma è con Goleman che le emozioni e le capacità di saperle riconoscere e gestire diventano delle attitudini fondamentali della vita. Lo psicologo americano  raccolse diversi studi, che testimoniavano come persone  competenti sul piano emozionale, risultavano avvantaggiate in diversi contesti della vita, sia nel lavoro che nelle relazioni. E in particolare Goleman si interessò a come queste capacità potevano essere trasmesse e quindi apprese.

Ma quali sono queste capacità sul piano emozionale, e come possono aiutarci?

Tornando a Salovevy si possono individuare cinque ambiti principali:

  • Conoscenza delle proprie emozioni: la caratteristica principale dell’intelligenza emotiva è l‘autoconsapevolezza,ossia la capacità di riconoscere le emozioni nel momento stesso in cui si presentano, in cui le viviamo. Essere sicuri di ciò di proviamo ci consente di gestire meglio la nostra vita, soprattutto quando ci troviamo di fronte a decisioni molto importanti.
  • Controllo delle emozioni: una volta riconosciute le emozioni in maniera più sicura e immediata, l’abilità successiva è quella che ci consente di liberarci da stati d’ animo negativi, di controllare e contenere emozioni troppo tormentate. Controllare le emozioni può aiutarci a superare più in fretta eventi spiacevoli, delusioni e sconfitte della vita.
  • Motivazioni di se stessi: controllare in modo più adeguato e consapevole le emozioni è un abilità che può essere utile nel raggiungere un obiettivo molto ambito. Dominando le emozioni siamo in grado di dirigere l’attenzione nel modo giusto, ritardiamo le gratificazioni e siamo in grado di motivarci.
  • Riconoscimento delle emozioni altrui: abilità fondamentale è l’empatia. Essere empatici significa essere più sensibili alle esigenze e desideri altrui. Assumiamo con più facilità il punto di vista dell’altro.
  • Gestione delle relazioni: Una maggiore sensibilità e interesse verso l’altro può facilitare lo stringere e il mantenere relazioni interpersonali, dall’amicizia al lavoro.

 

Sicuramente questo piccolo excursus teorico può stimolare  la nostra voglia di conoscenza rispetto a questi argomenti, ma è solo contestualizzando queste abilità a situazioni di vita quotidiana che possiamo comprendere quanto  siano davvero degli strumenti fondamentali per vivere meglio.

Pensiamo a situazioni di vita quotidiana dove, un maggiore controllo delle nostre emozioni potrebbe modificare positivamente la direzione di una giornata iniziata non troppo bene.

Immaginiamo, non sarà certo difficile, che mentre percorriamo la strada in macchina per andare a lavoro, qualcuno, uscito da uno stop ci tagli la strada. Per  fortuna non succede nulla ma i pensieri che seguono l’evento vanno dagli insulti a pensieri di risentimento. Giustamente  abbiamo rallentato di botto, e probabilmente l’auto dietro di noi inizierà  a  “strombazzare”! Siamo pronti ad esplodere e questa rabbia potrebbe renderci irritabili per gran parte della mattinata.

Ma sfogandola, insultando i due automobilisti, probabilmente, non ci avrebbe aiutato a calmarci e a far terminare quello spiacevole stato d’animo.

Ciò non significa che le emozioni spiacevoli come in questo caso la rabbia o in altre circostanze tristezza, preoccupazione, devono essere bruscamente allontanate. Le emozioni hanno tutte un significato e trovare u equilibrio tra quelle negative e quelle positive, gestendo meglio quelle negative è la chiave del benessere psicologico.

Tornando alla “nostra” rabbia, diversi sono gli studi che testimoniano come esistano diverse alternative nella sua gestione e che, sfogandola non se ne tragga alcun beneficio.

La rabbia è un emozione che si autoalimenta, c’è un continuo rilascio di neurotrasmettitori che ne aumenta l’intensità, impedendoci di ragionare più lucidamente su quanto è accaduto.

Secondo diversi studi un primo metodo per disinnescarla  è rivalutare gli eventi mettendo in discussione i pensieri che l’ hanno fatta esplodere. Tornando all’esempio di sopra potremo assumere un atteggiamento  mentale più indulgente e aperto che impedirebbe alla rabbia di alimentarsi eccessivamente. “Forse guidava cosi perchè aveva una buona ragione, si stava recando all’ospedale,  o perchè era troppo distratto e non era del posto.” Un altro metodo per disinnescare la rabbia, che probabilmente sarà difficile immaginare nella situazione descritta in precedenza, ma che potrebbe tornare sempre utile è quella del “raffreddamento fisiologico”.

Possiamo interrompere il rilascio di neurotrasmettitori che alimentano la rabbia allontanando i pensieri negativi e ostili che la tengono in vita cercando semplicemente di distrarci.

La spiegazione di questa strategia vincente nella gestione della rabbia è molto semplice: è difficile rimanere arrabbiati se passiamo dei momenti piacevoli!

Nonostante si sia parlato esclusivamente della rabbia, ciò che deve farci riflettere è che possiamo, attraverso delle alternative di pensiero e di punti di vista, contenere stati d’animo troppo intensi e a volte troppo spiacevoli.

Il tranquillizzare noi stessi sperimentando comportamenti diversi o guardando gli eventi da diversi punti di vista, è un modo per non farci dominare dai nostri stati d’animo e per sentirci meglio.

Un modo per ritrovare il benessere quotidiano.

Bibliografia

H. Gardner, Formae mentis. Saggio sulla pluralità dell’intelligenza., 1983

D. Goleman, Intelligenza Emotiva. Che cos’è, perché può renderci felici., 1996

P. Salovevy,J. Mayer, Emotional intelligence, 1990

Lascia un commento

Scegli l'account con il quale vuoi firmare il commento

Benessere4u è un sito web dedicato al benessere psicofisico continuamente alimentato dalla professionalità e competenza di centinaia di psicologi e psicotepeuti professionisti sparsi in tutta italia. Trova lo specialista più adatto alle tue esigenze!

Altro... Emozioni
rabbia
Accecati dalla rabbia – Come riacquistare la vista?

  La collera è un sentimento molto intenso che spesso sfugge al controllo; una tempesta emotiva, improvvisa e violenta, che...

Chiudi