Trova il tuo Psicologo
       Psicoterapeuta B4U

B4U > Magazine > Ansia e Depressione > Insonnia da rientro?

Ansia e Depressione

Insonnia da rientro?

insonnia da rientro
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ansia e Depressione, Ben-essere
Cell.: 3457880398

 

Durante le ferie si tende ad assumere un atteggiamento di vita più rilassato: si bevono più alcolici del solito, si mangia spesso fuori casa anche cibi pesanti e particolarmente elaborati in particolare di sera prima di andare a letto, si fanno le ore piccole, ci si alza più tardi la mattina e si tenta di recuperare il sonno in spiaggia o nella “siesta” pomeridiana.

Tutto questo può aver temporaneamente alterato i consueti ritmi sonno-veglia, tanto che dopo le vacanze si presentano, spesso, difficoltà ad addormentarsi e a riprendere un sonno regolare. L’insonnia da rientro è una condizione piuttosto frequente, dura meno di un mese, si presenta soprattutto nelle donne, specialmente di mezza età ma, in generale, colpisce soprattutto coloro che durante le vacanze hanno alterato i propri ritmi sonno veglia, così spiega Gioacchino Menunni, responsabile di Medicina del Sonno all’Università Cattolica di Roma. Per poter ritornare a dormire in modo soddisfacente occorrerà seguire alcune semplici regole di igiene del sonno:

  • Dormire soltanto il tempo necessario per sentirsi efficienti e “in forma” il giorno seguente;
  • Mantenere sempre gli stessi orari per andare a dormire e svegliarsi la mattina;
  • Evitare di dormire di pomeriggio per recuperare il sonno perso durante la notte;
  • Svolgere una moderata e costante attività fisica durante il giorno ma non di sera;
  • Svolgere attività rilassanti prima di addormentarsi e non troppo impegnative intellettualmente;
  • Non usare sostanze stimolanti e non fare pasti troppo abbondanti di sera;
  • Mettersi a dormire solo se si ha sonno;
  • Non dormire in ambienti troppo caldi, freddi o rumorosi.

Una volta rientrati in città, si possono, inoltre, sfruttare le giornate di settembre ancora soleggiate per fare dello sport all’aria aperta. Da alcuni studi realizzati dall’Università di Stanford e del South Carolina è emerso, infatti, che andare in bicicletta regolarmente aiuta a ridurre lo stress e a migliorare la qualità del sonno. Tali benefici si sommano agli effetti positivi sul peso forma di un’attività fisica svolta regolarmente. Secondo l’Università di Barcellona, infatti, pedalare in modo costante migliora l’attività cardio-circolatoria e quella respiratoria, tonifica le gambe, riduce il gonfiore addominale e l’accumulo di grasso in questa area. In breve tempo si riprenderanno, dunque, i consueti ritmi di vita e il sonno tornerà normale, aiutato anche dal progressivo accorciarsi delle giornate autunnali.

Dormire in modo insoddisfacente al rientro dalle vacanze potrebbe, però, iscriversi in un quadro più generale di insonnia. Questa condizione è caratterizzata dalla percezione di un sonno insufficiente e/o di scarsa qualità. Oltre alle difficoltà ad addormentarsi, ai risvegli durante la notte o nelle primissime ore del mattino, ci sono dei particolari sintomi diurni legati a un sonno poco ristoratore: possono presentarsi stanchezza, sonnolenza, ansia, irritabilità, depressione o disturbi dell’attenzione e della memoria. L’insonnia può essere occasionale se è presente solo da alcuni giorni, di recente insorgenza se dura da meno di un mese ma può essere anche persistente o cronica se dura da più di un mese. Spesso l’insonnia occasionale e quella di recente insorgenza sono associate a situazioni contingenti spiacevoli come un lutto grave, la perdita del lavoro, le difficoltà nei rapporti familiari e sentimentali ecc.

Anche le esperienze piacevoli possono alzare il livello di attivazione interna tanto da rendere difficile il rilassamento necessario ad addormentarsi. Di solito questi disturbi del sonno si risolvono in poco tempo. A volte, però, capita che diventino cronici nel momento in cui subentra il meccanismo dell’insonnia condizionata caratterizzata dal timore di non riuscire ad addormentarsi e dalle preoccupazioni sul malessere che si presenterà durante il giorno successivo. La gravità del sintomo dipende dalla frequenza delle notti a settimana in cui non si riesce a riposare a sufficienza. Di solito si considera grave un’insonnia quando si presenta per almeno tre notti a settimana. Esistono cause diverse per questo disagio. La difficoltà di addormentamento può essere provocata da scarsa igiene del sonno, dalla sindrome delle gambe senza riposo”, da ansia, stress o uso di sostanze stimolanti prima di addormentarsi (alcool, caffè o cioccolato).

I risvegli durante la notte o precocemente nel mattino possono essere causati da sindromi dolorose, reflusso gastro-esofageo ma anche da stress, ansia e depressione, patologie internistiche, russamento o apnee notturne, ambiente disturbato con rumori o temperatura inadeguata. Per quanto riguarda i rimedi è necessario valutare sia la durata che la gravità del disturbo. A volte, infatti un sonno poco ristoratore può essere un sintomo temporaneo e bastano dei semplici accorgimenti di igiene del sonno per tornare a dormire in modo soddisfacente. Nei casi di insonnia grave e persistente, però, è necessario rivolgersi al medico di fiducia per individuare le cause del proprio disturbo e trovare la soluzione farmacologica o il trattamento psicologico (psicoterapia, terapia ipnotica) più adatti alla propria condizione.

Bibliografia

  • Insonnia: gestione diagnostica e terapeutica sul territorio, Consensus italiana dei medici di medicina generale, (2005), Disease Management & Health outcomes, vol. 13, special issue 1(pp. 3-33).
  • Autunno, che sonno! (27/09/2007), reperito dal sito: http://www.tgcom.mediaset.it.

Lascia un commento

Scegli l'account con il quale vuoi firmare il commento

Benessere4u è un sito web dedicato al benessere psicofisico continuamente alimentato dalla professionalità e competenza di centinaia di psicologi e psicotepeuti professionisti sparsi in tutta italia. Trova lo specialista più adatto alle tue esigenze!

Altro... Ansia e Depressione
Chi è ansioso è più distratto, e non solo…

L’ansia distrae. Chi sperimenta abitualmente ansia si distrae infatti, più degli altri quando si trova a svolgere un compito intellettuale,...

Chiudi