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Genitori e Figli

Infertilità… quando il bambino non arriva

L' infertilita... che succede alla coppia quando il bambino non arriva?
Elena Grimaldo Venezia Mestre (VE)
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli, Sessualità
Cell.: 339.7517593

Può succedere, e in questi ultimi anni succede davvero a tanti, che una coppia si senta dire che non può avere un figlio in modo naturale.

Ci sono coppie che provano per tanto tempo, che si impegnano per riuscirci: le lune, le date, i periodi fertili, il calendario, i rimedi della nonna…! Ma nonostante ripetuti tentativi non riescono e si arriva alla diagnosi di infertilità.

Cosa provano un uomo e una donna davanti a una sentenza che spesso vivono come una condanna?

La coppia che si rivolge ad un professionista per essere aiutata ad affrontare la diagnosi di infertilità spesso ha paura come se le porte dell’intimità, della camera da letto improvvisamente si spalancassero facendo entrare estranei in camice bianco.
Quando si va a toccare la progettualità di una famiglia, la coppia vacilla e soffre. Soffre perché si sente impotente, tradita dalla sua stessa natura, uccisa nel suo futuro come se un alone di fine e di morte sopraggiungesse minaccioso. Come si fa a sopportare una sofferenza simile?
Spesso si decide che, per avere un bambino, ci si fa aiutare dalla medicina. Ci si trova a sperimentare sulla propria pelle diverse terapie e tecniche mediche. Non è un percorso facile sia sul piano personale che su quello relazionale. Questo cammino impervio è fatto di numerose indagini e terapie stressanti, visite specialistiche e spesso la trafila si conclude con la necessità di ricorrere alla fecondazione medicalmente assistita.

Cosa vuol dire per una coppia attraversare questo periodo di speranze, attese, delusioni e paure? Cosa comporta?

Una diagnosi di infertilità e i suoi trattamenti possono essere talmente pesanti da creare una vera e propria crisi in cui vengono sperimentate molte emozioni, spesso anche ambivalenti, che possono portare ad un crollo dell’autostima e all’isolamento. Ne ricordiamo brevemente alcune:

  • ansia,
  • frustrazione,
  • desiderio di controllare tutto,
  • senso di inadeguatezza
  • senso di perdita
  • paura.

Per quanto attiene ai rapporti personali generalmente ci si vergogna e si cerca di limitare le situazioni di incontro perché si cerca di isolare e contenere il dolore che spesso si sente trasudare dai pori e, quindi, difficilmente gestibile. Per non parlare dei famigliari, delle loro attese e delle continue domande che, il più delle volte, involontariamente, mettono a disagio.

Cosa succede nella coppia? Sul piano del rapporto di coppia risulta difficile la sfera dell’intimità sessuale. Le difficoltà emergono rispetto:

  • gestione della conflittualità,
  • gestione dei sensi di colpa,
  • gestione delle incomprensioni.

Il sesso perde improvvisamente il suo aspetto piacevole e giocoso diventando un dovere finalizzato alla procreazione. A queste difficoltà se ne sommano altre come, ad esempio, problemi di erezione e la perdita del desiderio nei periodi non fertili del ciclo.

Ma cosa si può fare quando l’infertilità minaccia la coppia? La prima cosa è chiedere aiuto ad un professionista psicologo specializzato nei rapporti di coppia e nella pma (procreazione medicalmente assistita). Principalmente il lavoro sarà indirizzato a farsi  ascoltare al fine di capire come affrontare efficacemente i complessi aspetti emersi a causa dell’impossibilità di ottenere una gravidanza tanto cercata.

Importante e necessario è cercare di approfondire le motivazioni che portano a scegliere la procreazione medicalmente assistita, piuttosto che l’adozione.

Per affrontare l’esperienza dell’infertilità si deve creare uno spazio fisico e mentale di coppia per confrontarsi apertamente e capire quale cammino si è disposti a percorrere. Perché la vita è un cammino sia con i figli sia senza. A mio avviso è importante che si inizi di nuovo a comunicare e a prendersi cura l’uno dell’altra.

Un figlio deve nascere comunque dall’amore, anche se si chiede aiuto alla scienza. Perché una volta ottenuta una gravidanza un figlio ha bisogno di due genitori che continuano a capirsi e ad amarsi.

Concludendo non bisognerà mai dimenticarsi di:

  1. essere meno tesi e più rilassati,
  2. essere speranzosi e meno dubbiosi,
  3. essere uniti e meno controllanti.

Ricordandosi questi punti si potrà sviluppare un’energia di coppia che permette non solo di costruire un legame più forte e più appagante, ma di aiutare la scienza medica a procreare.

Questo avviene perché è un rapporto che è messo alla prova e tenta di reggere superando le difficoltà senza scappare. Ognuno con le proprie paure e le proprie questioni. Ma con uno slancio vitale rinnovato in una cornice di minor incertezza che deriva da una maggiore conoscenza uno dell’altra e da una maturazione condivisa.

L’Istituto Superiore di Sanità fornisce informazioni e indicazioni specifiche sull’infertilità attraverso il Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita.

(www.iss.it/rpma/glos/cont.php?id=150&lang=1&tipo=17)

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