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Infanzia e Adolescenza

Imparare è un compito difficile

Imparare è un compito difficile
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347/6790034

Quando si parla di difficoltà nell’apprendimento si fa quasi sempre riferimento a problematiche specifiche che stanno sotto il nome di disturbi dell’apprendimento. L’apprendimento è un vero e proprio processo.

Il processo dell’apprendimento, anche se appreso in modo automatico fin dalla tenera età, non è così semplice e privo di impegno come può sembrare e presenta spesso degli ostacoli anche in bambini che non hanno alcun disturbo specifico.

Alcuni studi hanno messo in evidenza che il 5% dei bambini che frequenta la scuola dell’obbligo presenta delle difficoltà nella capacità di leggere, scrivere e fare i calcoli pur non soddisfacendo i criteri per una diagnosi di disturbo dell’apprendimento.

Ma come è possibile che si presentino queste difficoltà? A cosa è attribuibile?

Imparare significa acquisire delle informazioni ma non basta avere le capacità intellettive e  le funzioni di base nella norma per farlo.

Apprendere è un’abilità che coinvolge diverse componenti:

  • cognitive
  • emotive
  • relazionali

Nel processo di apprendimento il bambino porta tutto sé stesso con le sue caratteristiche uniche e peculiari e spesso lo scarso rendimento scolastico non dipende da un’incapacità o da pigrizia bensì da altri aspetti, spesso emotivi, che possono influenzare negativamente e a volte addirittura nuocere il contatto con lo studio e con l’apprendimento.

Al di là della causa specifica il rischio grande è che se i bambini iniziano a vedere che non riescono ad apprendere come gli altri possono iniziare a convincersi di non essere in grado di imparare e che la scuola è qualcosa di troppo difficile per loro.

Inoltre se non adeguatamente aiutati e accolti nelle loro difficoltà l’ambiente esterno può diventare un’ulteriore fattore di stress che può solo aggravare la situazione:

  1. i bambini da soli non riescono a comprendere quali strategie devono utilizzare per recuperare
  2. l’ansia da prestazione diventa costante e legata al giudizio quotidiano di insegnanti, genitori e coetanei
  3. i genitori si ritroveranno coinvolti in lunghi ed estenuanti pomeriggi a svolgere i compiti e le difficoltà diventeranno argomento principale della vita familiare

Se si ha la possibilità di lavorare con questi bambini si capisce che c’è qualcosa che non consente loro di leggere o contare in modo fluido senza fare errori, magari riescono a leggere ma non comprendono ciò che stanno leggendo oppure hanno esitazione nella lettura o in un calcolo pur non essendo dislessici o discalculici.

Semplicemente sono bambini che pur essendo intelligenti acquisiscono gli strumenti in modo atipico o rallentato oppure utilizzano delle strategie di studio sbagliate.

Cosa si può fare allora?

Bisognerà modificare l’approccio educativo attraverso attività realizzabili a vari livelli e che lo coinvolgano stimolando il suo interesse:

  • creare un clima di serenità nella relazione tra bambino e adulto a casa e a scuola
  • favorire un metodo di studio funzionale e che rispetti i suoi tempi di acquisizione senza sostituirsi a lui
  • stimolare la motivazione a conoscere con gioco ed entusiasmo
  • coinvolgerlo in attività di lettura, scrittura e calcolo anche al di là dei compiti a casa (leggere un fumetto o un giornale, pagare al supermercato, scivere la lista della spesa…)

E’ fondamentale che il bambino senta che ha le capacità per imparare e che apprendere non ha a che fare solo con lo studio a scuola, ma che le conoscenze che acquisisce può utilizzarle in contesti più ampi. Questo gli permetterà di aumentare la motivazione e la sete di sapere nonché la stima di sé. E’ possibile che in queste situazioni anche il genitore vada stimolato ad osservare il figlio e guidato verso la comprensione delle sue difficoltà senza minimizzare il problema. Ricordiamoci sempre che il bambino e il suo processo di sviluppo sono legati e strettamente dipendenti all’ambiente che lo circonda e questo vale anche per l’apprendimento.

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