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Identità di genere

Il senso profondo dell’essere donna

Il senso profondo dell'essere donna
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere
Cell.: 3397354288

In questo articolo si vuole trattare  il tema della consapevolezza femminile, del suo potenziale e delle limitazioni che non solo la cultura le ha sempre imposto ma che ella stessa inconsapevolmente si pone.

Perché recitare una parte? Voglio essere me stessa!!!!!

L’immagine del mito antico della Dea Madre è lontano dalla modernità……..ora lo scenario è della donna dispensatrice di Piaceri a pagamento.

Le altre donne ben presto si accorgono che questa femminilità è un fardello pesante di cui ci si vorrebbe  liberare; uno stereotipo avvilente e svalutante che fortunatamente non tutte le donne inseguono.

Eppure se proviamo a interrogare il nostro specchio interiore probabilmente esso ci parla di una gioia per la vita universale uguale per tutti gli esseri umani, donne e uomini, nel rispetto delle loro somiglianze ma anche delle loro diversità.

La cultura maschilista concepisce la donna come oggetto del desiderio maschile; egli  non riesce a controllare i suoi impulsi e quindi non riesce ad evolversi. Ma la consapevolezza di ciò va attentamente negata e quindi  al limite del paradossale  il percorso si svolge al contrario verso l’involuzione della donna e non  verso l’evoluzione dell’uomo ossia verso l’integrazione dei suoi impulsi in una logica di relazione con un universo, quello femminile che gli è complementare.

Ancora peggiori sono le oppressioni delle donne nelle società africane dove la manipolazione del genere passa attraverso le mutilazioni genitali.

L’abbandono di certe pratiche è difficile in quanto sono le stesse donne a sposare la loro cultura per sentirsi “uguali alle altre”.

Noi, occidentali, è chiaro, una cosa del genere la consideriamo una barbarie incomprensibile, ma attenzione alle mutilazioni psicologiche che non ci permettono di ricercare un cammino autonomo svincolato da  costruzioni culturali che per generazioni si fa passare per “naturali”.

Dal Mali all’Egitto. Dalla Francia all’ultimo paesino del sud Italia il problema è sempre lo stesso: siamo state sottomesse al patriarcato e dobbiamo impegnarci in una battaglia che ci riguarda tutte, per vivere libere dal potere e dall’immaginario maschile.

Tuttavia, per fortuna tante altre donne  non si sono e continuano a non essere spaventate di sentirsi meno uguali e  il mondo culturale si è mosso a  partire da se stesse e  dalla rivendicazione del proprio sentire.

Un viaggio nell’essere donna che ci potrà condurre ad una piena espressione della dignità e della grande forza delle donne.

Il condizionamento esteriore è costituito dalle aspettative che la società e la famiglia pone sulle donne diversificandole da quelle che pone all’uomo. Il modello educativo pone le basi necessarie affinché questo processo si inneschi e produca gli effetti desiderati ossia un uomo ambizioso e di successo , la donna desiderosa di formare una famiglia e di dedicarsi ad essa.

Il condizionamento interiore delle donne è molto importante per spiegare i limiti delle sue realizzazioni. Ad esempio le bambine non vengono stimolate ad essere ambiziose ragion per cui tenderanno a non esprimere questa motivazione perché non verrebbe accettata. L’identificazione con la madre, che è nella maggior parte una donna tradizionale è ritenuto un essere relativo, secondario; nei giochi, nelle fantasticherie sogna se stessa in quel modo: il che è un modo per negare e sopprimere l’ambizione. Sentirà meno l’impulso a costruire qualcosa e si conformerà di più sopprimendo per sempre la creatività in senso artistico e concettuale.

La donna quindi tende ad Esigere di meno da se stessa a causa della mancata aspettativa su di sé e sulla sfiducia che essa stessa tende ad attribuirsi. Esiste un circolo vizioso che bisogna necessariamente spezzare e che risuona con queste parole: siate ragionevoli, non farete niente di superiore, perciò non vale la pena nemmeno di provare.

Nel passato questo condizionamento ha pesato molto sul destino delle donne che sulla pressione dell’opinione si sono lasciate convincere.

Simone de Beauvoir nel suo libro “Quando tutte le donne nel mondo” grida: “Vorrei che le donne comprendessero le cose non stanno affatto così; è perché non hanno avuto vie aperte dinnanzi che a loro che non hanno fatto di più, se lottano per avere delle possibilità, lottano nello stesso tempo per avere delle realizzazioni; non devono lasciarsi intimidire dal passato, perché in generale, in questo campo come in tutti gli altri, mai il passato può servire a smentire il futuro”.

 

Pubblicato nel 1982  le pagine militanti  di questo libro appaiono oggi  più che mai attuali.

Non mi vorrei soffermare su questo tema perché ne aprirebbe un  altro altrettanto vasto tuttavia l’accenno alla strumentalizzazione che anche le donne hanno imparato a fare del proprio corpo e del loro apparire diventa uno svilimento per tutte coloro che invece in questi anni hanno faticosamente lottato per riappropriarsi della loro dimensione epurata da stereotipi obsoleti e limitanti.

Alla luce di tante battaglie, vogliamo esprimere e dare luce a tutto quell’ universo femminile più maturo, dalla creatività più decisa e che decide di rapportarsi in modo migliore con il proprio corpo per esprimere in maniera autentica la propria personalità.

Siamo certamente nella sfera dell’essere ed è questa che è necessario stimolare, potenziare attraverso percorsi che ci conducano verso la strada dei nostri bisogni più profondi.

Il lavoro psicologico si propone di mettere in evidenza l’immagine di una donna bella, intelligente e vincente; esempi di  successo aumentano la  consapevolezza del potenziale femminile  e della autorizzazione che le donne spesso non si danno a spendere il loro talento.

Dall’essere al Fare

 

Certo di passi in avanti ne sono stati fatti, ma insufficienti. A tutt’oggi le donne sono ingiustamente in una condizione di incompleta parità con il rischio di spreco di risorse e talenti.

Tutto ciò sembra essere la conseguenza:

  • di un atteggiamento culturale
  • di resistenze maschili mascherate in varie forme
  • convenzioni sociali
  • mancanza di misure idonee per conciliare maternità, famiglia e lavoro.

 

Il XXI secolo porta con sé non solo speranza e fiducia ma anche una sfida importante……le donne  motore dello sviluppo economico.

Le donne si distinguono per il loro impegno nello studio, nella tenacia nel superare le difficoltà, l’invito è duplice da una parte sollecitare con battaglie importanti le parti sociali a non dimenticare il futuro delle donne dall’altra prepararsi ad esigere da chiunque e in qualsiasi circostanza il rispetto della dignità delle donne.

Allora si comincia una riflessione sul ruolo femminile e del suo talento nonché  sulla sua diversità psicologica che se valorizzata nella sua specificità può racchiudere un potenziale di ricchezza per le donne stesse, le famiglie, le aziende e la società nella sua totalità.

Il ruolo della donna nella società moderna è apparentemente tanto cambiato, le icone dello spettacolo, della politica, dell’imprenditoria la vedono sempre più immersa nelle questioni importanti eppure i dati parlano ancor oggi di dati non paritari, non solo le donne lavorano di più e guadagnano di meno ma il numero delle donne nelle stanze dei bottoni risultano sempre inferiori a quelli maschili.

C’è chi dice che è una questione culturale e di stereotipi, chi invece individua la causa di ciò proprio nella famiglia che impedisce alla donna di dare il meglio al lavoro e che si dovrebbero quindi istituire comitati per le pari opportunità più in casa che in azienda.

Effettivamente, ciò che mi appare più urgente in questo argomento interessante è in primo luogo fare chiarezza sul modello di donna a cui ci stiamo riferendo e che dovrebbe poter rappresentare una valida alternativa alla valletta tutto seno o alla donna che si oscura dietro la cultura maschilista che le vuole carine, intelligenti e simpatiche ma non troppo ossia quel che basti per mantenere ancora una parvenza di dominio rassicurante per la sua identità non ancora capace di ristrutturarsi in relazione ad una femminilità che si dispiega.

Il futuro chiama le donne ad un’ulteriore  rivoluzione…….far ripartire l’economia dalla soddisfazione dei propri bisogni, aspettative e desideri.

Già oggi sono proprio le donne a scegliere quasi il 73% di tutti i beni di consumo, domani quando avranno raggiunto pari collocazione di potere con gli uomini, l’intera economia dovrà preoccuparsi del business che ruota attorno al suo universo di bisogni.

E’ dimostrato infatti che un miglior equilibrio di genere nelle imprese, a tutti i livelli, ma soprattutto ai piani alti, porta a migliori risultati infatti le imprese a leadership femminile hanno tassi di insolvenza minore e performance di borsa maggiori.

Bigliografia

Simone de Beauvoir, Quando tutte le donne del mondo , ed. Einaudi, Torino, 1982

Avivah Wittenberg- Cox Alison Maitland, Rivoluzione Womenomics, ed. Il Sole 24 Ore, Milano 2010

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