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Scuola

Il rientro a scuola dopo le vacanze: l’inserimento scolastico efficace

Rientro a scuola
bernardetta-morgante-psicologo-l-aquila Bernardetta Morgante Magliano dei Marsi (AQ)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 328-2763519

Inizia l’anno scolastico 2009! L’estate sta ormai per finire: mare, montagna, tuffi, relax… tutto questo sta per essere chiuso nel cassetto, in attesa del prossimo anno. Ricominciano tutti gli impegni di sempre: il lavoro, la casa… la scuola!

Quest’ultimo punto rappresenta una dolente nota per bambini e adolescenti, ma anche per i genitori.
Il rientro a scuola è senza dubbio un evento stressante; l’estate aveva abituato ad una maggiore elasticità negli orari, sia serali che mattutini, una gestione del tempo molto più libera e priva delle costrizioni tipiche del periodo scolastico, una maggiore possibilità di stare all’aria aperta, un tempo maggiore trascorso insieme ai genitori…
Rinunciare a tutto questo non è semplice.
Le difficoltà e i modi per affrontarle si differenziano a seconda dell’età, del grado scolastico, e sono naturalmente diverse anche per i genitori di questi bambini/ragazzi.

In alcuni casi la campanella spinge a fare i conti con situazioni nuove e spesso difficili da gestire.

Inserimento nell’asilo nido

Non tutti i bambini vivono questa esperienza, in quanto spesso l’asilo nido viene sostituito dal supporto dato dalla famiglia d’origine o da una baby sitter privata. Costituisce però un’importante esperienza di socializzazione, ed è spesso il primo momento in cui i genitori lasciano che siano altri ad occuparsi del bambino. L’inserimento avviene in modo graduale; nei primi giorni  di solito la madre è presente e poi man mano lascia per periodi sempre più lunghi il bimbo da solo. Oltre alle ansie e ai pianti dei bambini, molto spesso ci si trova a dover gestire quelle delle madri, che si trovano combattute tra il dover tornare al lavoro e il senso di colpa per “l’abbandono” del  piccolo all’asilo.

Inserimento nella scuola dell’infanzia

Quando il bambino ha già frequentato il nido, questo passaggio è abbastanza semplice, in quanto è già abituato a stare senza la madre con gli altri bambini.
Nel caso in cui invece sia stato accudito esclusivamente dalla madre nei primi tre anni di vita, l’inserimento è simile a quello dell’asilo nido, con la variante che il bambino è più grande. Nei primi giorni è facile assistere a crisi di pianto e ansie da separazione, sia da parte dei bambini che da parte dei genitori. Con il passare dei giorni, se l’inserimento è stato graduale e sereno, il bambino si tranquillizza. Non è escluso però che a volte ci siano degli inconsapevoli tentativi di colpevolizzazione del piccolo da parte della madre, quando si accorge che il bambino si inserisce facilmente nel gruppo o quando piange perché non vuole andare via; è importante a quel punto intervenire per aiutare i genitori a gestire l’introduzione di altre persone all’interno del loro rapporto esclusivo con il figlio.

Inserimento nella scuola primaria

In questo caso, la difficoltà principale del bambino è quella di passare da una situazione di gioco quasi assoluto, seppur guidato, ad una di scuola vera e propria, con lezioni da ascoltare e compiti da svolgere. Inoltre, da non trascurare, tutto questo deve essere fatto mantenendo la postura seduta per 4 o 5 ore al giorno, rispettando le regole rigide dell’ascolto e del silenzio.
È anche questo un momento difficile; alle maestre spetta il compito di far accettare pian piano le “regole del gioco”; ai genitori quello di preparare e sostenere i bambini in questa fase, accettando il fatto che a volte siano più irascibili, vuoi per la stanchezza, vuoi per la costrizione a non muoversi. A questo si può in parte ovviare cercando di ritagliare per il bambino degli spazi pomeridiani di gioco libero, in cui si possa muovere ed esprimere come più gli piace.

Passaggio alla scuola media o alla scuola superiore

Cambiare scuola significa non solo allontanarsi da un luogo conosciuto ma anche da un gruppo di persone con le quali si è condiviso molto. Ci sono inoltre docenti e materie nuove; tutto questo può essere fonte di ansia e stress. È importante saper riconoscere ed accogliere queste difficoltà, cercando di rendere questi momenti di passaggio il più possibile sereni.

Trasversale a tutta la carriera scolastica è il momento del rientro dopo la pausa estiva per le vacanze, il momento in cui “la campanella torna a suonare”.
Alcuni piccoli accorgimenti che i genitori possono adottare per rendere più dolce questo momento, soprattutto nel caso dei bambini possono essere:

  • Cominciare pian piano a regolare il sonno in funzione dell’orario scolastico, andando a letto prima di sera e svegliandosi man mano prima la mattina. In questo modo il ciclo sonno/veglia viene ristabilito in modo graduale.
  • Cercare di non far vivere la scuola come una costrizione e una punizione, ma come un momento e un’opportunità per imparare; questo mette il bambino in una prospettiva diversa, stimola curiosità ed evita il senso di oppressione.
  • Coinvolgere il bambino nella scelta del materiale scolastico. Questo momento può essere divertente per lui e lo si mette nella condizione di essere partecipi e non sentire l’imposizione. Ciò non significa però che bisogna indulgere a tutti i capricci; occorre trovare un giusto equilibrio educativo.
  • Evitare di riempire tutti gli spazi di tempo libero con attività extrascolastiche (sport, musica, ecc.) Il bambino ha bisogno anche di spazi destrutturati, che gestisce autonomamente e liberamente, senza vincoli, per compensare i ritmi rigidi e scanditi imposti dalla scuola.

Comunque, al di là delle difficoltà di primi giorni, del dispiacere per le vacanze finite, è vero anche che la scuola è il luogo in cui i bambini e i ragazzi sperimentano intense relazioni sociali; spesso è lì che nascono le prime amicizie e sbocciano i primi amori. Queste sono forse le motivazioni più convincenti per far leva e per meglio affrontare il rientro a scuola…

BIBLIOGRAFIA

  • Oliverio Ferraris A. e Oliverio A, 1996, I motivi del comportamento umano, Zanichelli, Bologna

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