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Il lavoro dello psicologo

Il lavoro dello psicologo
valeria catapano psicologa napoli Valeria Catapano Ottaviano (NA)
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Dipendenze
Cell.: 3333779012

Il lavoro dello psicologo

Chi è lo psicologo, quali le sue competenze umane e tecniche per riuscire a comprendere e differenziare tra chi sa ascoltare in modo attento e non giudicante ed ha imparato davvero a SAPER ESSERE, SAPER FARE E SAPERE.

“Da chi dovrei andare? Dallo psicologo??? E a cosa mi serve? Devo spendere dei soldi per raccontare i fatti miei ad uno che non conosco, al quale molto probabilmente non importa nulla di quello che dico? Perché non parlare con un amico, con il parrucchiere o con il macellaio? Anche loro mi ascoltano, o danno l’impressione di ascoltare, e non mi presentano nessun conto alla fine! E poi, non sono mica matto io???! Si… ho qualche problemino in sospeso, ma niente che non possa risolvere da solo!”

Queste parole esprimono i radicati pregiudizi, sulla figura dello psicologo, confusa, indefinita, vista come una via di mezzo tra il chiromante, il confidente, il prete e il santone. Nell’immaginario comune è rappresentato come una sorta di mago con una bacchetta magica o sfera di cristallo in grado di fare miracoli in situazioni disperate.

Ma.. Chi è lo psicologo e cosa fa?”.

In realtà lo psicologo non è un mago ma una persona che, grazie alla sua formazione e al percorso di studi ed esperienze personali, mette a disposizione se stesso e  le sue competenze per l’altro.

Accompagna l’individuo, attraverso un percorso di scoperta guidata, in particolari periodi critici della vita, aiutandolo, attraverso il dialogo e l’autosservazione, ad esprimere pensieri, desideri e fantasie, fino ad allora indicibili o inelaborate, ascoltare le proprie emozioni e, con consapevolezza, trovare le risorse positive presenti in ognuno.

La vita è densa di momenti di stress, di difficoltà familiari, lavorative, sociali e può capitare ad ognuno di aver bisogno, non di pillole di felicità, ma di dedicarsi uno spazio di ascolto attento ma non giudicante, in cui si possa prendere coscienza e responsabilità di se stesso.

I motivi per cui si può richiedere una consulenza ad uno psicologo possono essere diversi: situazioni di lutto, periodi di transizione (menopausa, adolescenza), genitori che hanno bisogno di un supporto nei difficili compiti educativi; situazioni, queste,  che rientrano nella normalità di ognuno di noi.

Nella vita, si suppone, che senza una causa apparente, si presentino ansia, attacchi di panico, episodi depressivi e si pensa che sarà qualcosa di momentaneo e, fortunatamente, alcune volte lo è.

Altre volte invece questi sintomi diventano onnipresenti: aumentano di frequenza, di intensità e con il tempo, se non affrontati e capiti in maniera adeguata, possono invalidare la persona limitandone la sfera lavorativa, sociale e affettiva.

Chiamare lo psicologo per una consulenza, sin dai primi segni di malessere è importante per prevenire la cronicità di tali situazioni. Ma, succede che per le persone conta molto il giudizio sociale: si ritiene che “bisogna” tenere nascosti i propri disagi così da non poter essere riconosciuti e giudicati dagli altri e si tende a non parlarne per vergogna, imbarazzo o per paura di non essere capiti o di essere etichettati come “malati di mente”.

Alla fine però, il sintomo diventa parte della vita della persona e si cronicizza.

L’aiuto dello psicologo è fondamentale, perché consente alla persona di imparare a capire che la mente umana mette in atto le più svariate strategie per fronteggiare le situazioni difficili e/o dolorose: alcune funzionali, altre no. Bandura, in particolare, ha mo­strato come è fondamentale una relazione basata sulla fiducia, in quanto lo psicologo può costituire un modello positivo, attraverso il quale il paziente apprende e modifica atteggiamenti, risposte emozionali e modi di comportamento.

Beck sosteneva che un buon rapporto terapeutico è una condizione necessaria per una terapia cognitiva efficace, e ciò sia nel caso della depressione che dei disturbi d’ansia.

Il paziente ansioso è così bombardato da pensieri spaventosi che è spesso incapace di vedere diversamente i suoi problemi. Un modo efficace per ridurre la sua ansia è creare un rapporto terapeutico caldo, basato sulla fiducia e sull’accet­tazione. Senza di questo, le tecniche e le procedure della terapia cognitiva sono probabilmente poco efficaci.

Le caratteristiche generali del terapeuta che Beck prende in conside­razione sono: un calore umano non invadente; una corretta empatia, né intrusiva, né paternalistica; schiettezza (franchezza e assoluta onestà).

Proviamo allora insieme a vedere  lo psicologo come un paio di occhiali che l’individuo in difficoltà indossa allo scopo di vedere con chiarezza fuori e dentro di sé; un paio di occhiali però particolari che consentono di riprendere la “vista perduta” e, quindi, di essere dismessi quando non servono più.

Lo psicologo non è uno psicofarmaco, non crea dipendenza, ma dispone di sé stesso per aiutare chi soffre a dare “ordine” al disordine e quindi a migliorare la qualità della propria vita.

Perché andare dallo psicologo questo “grande sconosciuto” allora? La risposta è: “Perché no?”

Bibliografia

1.     Bandura A. (1977). Social learning theory, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, New York.

2.     Beck A. T. (1984). Principi di terapia cognitiva, Astrolabio, Roma

Commenti

Una risposta a “Il lavoro dello psicologo”
  1. B4U scrive:

    Questo articolo aiuta a sfatare i miti sulla figura dello psicologo per conferirgli invece il suo vero abito: colui che dispone di se stesso per “…aiutare chi soffre a dare “ordine” al disordine e quindi a migliorare la qualità della propria vita”.

    Spesso, infatti, pur sentendo il bisogno di essere aiutati ad affrontare il proprio disagio e a recuperare le proprie risorse, si rimane vittime di pregiudizi secondo cui “se vai dallo psicologo, allora sei matto”. Troppa vergogna c’è ancora dietro alla scelta di farsi aiutare a superare un momento critico della propria vita o malesseri di altra natura.

    Ricordiamo che lo psicologo è anche colui che aiuta a far emergere i propri punti di forza quando non si riesce a vederli perché intorpiditi dal proprio disagio o dalla mancanza di fiducia rispetto a un cambiamento.

    Pamela Serafini
    Ordine degli psicologi del Lazio n. 14572

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