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Emozioni

Il fascino dell’aggressività

Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

<<Spaccare tutto è giusto è una protesta>> queste sono parole forti dette da un ragazzo in un’intervista nel giorno in cui a Milano si è tenuta la manifestazione per l’inaugurazione dell’Expo. Lo scorso 1 maggio a Milano ha preso forma un dualismo psicologico molto profondo, dai sapori arcaici ma che ci coinvolge tutti: nello stesso momento si teneva la festosa apertura di un evento importante come l’Expo (l’Esposizione Universale) e delle proteste che hanno assunto caratteri di violenza forte.

Freud stesso ha riconosciuto nell’aggressività una natura pulsione che appartiene all’essere umano: non possiamo quindi considerarla fuori dalla norma ma da sempre ci si trova a fare i conti con l’impatto nel rapporto con l’altro e con la società nel momento in cui si hanno spinte aggressive.

Molti, osservando le immagini, o ancor più vivendoli di persona, hanno provato stupore, dissenso, rabbia per tali atti di violenza. Ma c’è stato chi, in un’intervista ha esplicitamente parlato di quanto, questi modi siano l’unica strada per farsi sentire.

Ho ascoltato più volte questa intervista, il cui protagonista è un giovane ragazzo e riflettuto sulle sue parole. Lui parla del bisogno di farsi capire, affermando che se non dicendo parolacce, come può l’altro capire che lui è arrabbiato e che una cosa non gli sta bene!

Quando ci arrabbiamo ci troviamo a fare i conti con:

  • la natura profonda del motivo per il quale ci arrabbiamo (dolore, ferita, tristezza, delusione…)
  • la carica energica collegata all’emotività (percepibile a livello corporeo)
  • l’eventuale agito di rabbia.

E’ durante l’adolescenza che, definendosi il pensiero critico, cioè il saper pensare sul pensiero, che il confronto con l’altro rappresenta un mezzo per conoscersi/strutturasi relazionandosi.

Ed è così che situazioni ad alto impatto energetico, come una manifestazione, possono essere un modo per sentirsi di appartenere e di poter vedere determinarsi il proprio pensiero!

Pertanto è giusto normalizzare l’esistenza di pulsioni aggressive ma dobbiamo trarne spunti importanti da situazioni di questo tipo per capire la grande importanza di agire durante lo sviluppo affinchè un ragazzo, quando ha ormai tutte le energie di un adulto sappia:

  • sviluppare una buona capacità di riconoscere la vera natura delle proprie pulsioni
  • non debba aspettare situazioni esterne per “permettersi” di vivere le proprie emozioni
  • elabori, e soprattutto creda nel fatto che esistono dei modi per esprimersi e affermarsi senza necessariamente veicolare l’uso della violenza.

Ricordiamoci che dare spazio uno spazio ai ragazzi in quale sentano di poter far crescere e sviluppare il proprio pensiero, non è una semplice opportunità ma un principio basilare che può avere ricadute sul singolo individuo e l’intera società.

Abbiamo degli strumenti per sostenere i ragazzi? Si!

“Se ad ogni bambino di otto anni insegnassimo a meditare, elimineremmo la violenza dal mondo nel giro di una generazione”
(S.S. il Dalai Lama)

Prendiamocene cura!

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