Trova il tuo Psicologo
       Psicoterapeuta B4U

B4U > Magazine > Genitori e Figli > Scuola > Il benessere a scuola

Scuola

Il benessere a scuola

benessereascuola-b4u
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347/6790034

Nella storia della scuola fu a partire dagli anni ’70, con la chiusura degli Istituti speciali, che  iniziò a concretizzarsi l’idea di inserimento e poi successivamente di integrazione di tutti quei bambini e ragazzi che presentavano difficoltà fisiche o psichiche con grosse ripercussioni su un piano sia didattico che relazionale. Il grande passo fatto dalle scuole speciali verso una scuola per tutti aveva sviluppato allora l’esigenza di lavorare sul concetto di diversità utilizzandolo a livello educativo come una grande risorsa, come un terreno comune su cui giocare la stessa partita, ognuno con le proprie peculiarità messe al servizio dell’altro verso la vittoria della relazione e dell’accettazione dell’altro.

Oggi, dopo più di 40 anni da quell’importante passo avanti, la scuola sta andando ancora di più verso una scuola per tutti, non considerando in questo senso soltanto le patologie, ma legando il concetto di diversità a qualcosa di più universale, che riguarda ogni studente con le sue singolari peculiarità. Questo cambio di visione ha segnato infatti l’importante passaggio dall’Integrazione all’Inclusione, abbandonando l’ottica della malattia di pochi a favore della salute, del benessere e della potenzialità di tutti.

Quando e come è nato il concetto di “inclusione”?

Il 27 dicembre 2012 una Direttiva Ministeriale ha ampliato molto il perimetro della ri?essione scolastica introducendo il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES) partendo dall’osservazione secondo cui in una classe sono moltissimi gli alunni che richiedono un’attenzione speciale e non solo a causa di un deficit o un disturbo specifico.

Questa Direttiva è stata senza dubbio una grande e importante azione di tutela soprattutto verso tutti quegli alunni che presentano difficoltà o disagi non certificati, ma che comportano ugualmente una compromissione nel rapporto con lo studio.

Molti sono infatti i bambini e i ragazzi che incontriamo nel setting psicologico, i quali, soffrendo di una difficoltà psicologica, emotiva o relazionale data dal passaggio a una nuova fase dello sviluppo o da situazioni ambientali o familiari non favorevoli, manifestano cadute quasi immediate sul piano dell’attenzione, della concentrazione e dell’apprendimento.

Nella categoria BES rientrano allora TUTTI gli alunni:

  • con disabilità varie
  • con disturbi evolutivi specifici (DSA, ADHD, disturbi del linguaggio o della coordinazione motoria)
  • con disagi e svantaggi familiari, ambientali, psicologici, socio-culturali, economici e/o linguistici

Di chi è il compito di individuare questi bisogni?

Da questa riflessione risulta chiaro come la scuola sia chiamata a rispondere ad una richiesta totalmente eterogenea partendo innanzi tutto da una maggiore osservazione che permetta di individuare tutti quegli alunni che necessitano di un’attenzione speciale e lavorare affinchè il disagio possa essere ridotto o eliminato grazie all’utilizzo di strategie e flessibilità nell’azione educativo-didattica.

Nel caso in cui non esistano già certificazioni o diagnosi esterne infatti è il corpo docente che deve farsi carico di questa delicata osservazione.

Dopo aver individuato tali bisogni, gli strumenti che può utilizzare il Consiglio di Classe per accordarsi sulle giuste modalità e strategie da utilizzare sono:

  • il PDP (Piano Didattico Personalizzato) che utilizza misure compensative o dispensative in grado di aiutare l’alunno a raggiungere il successo formativo sia nei casi certificati che non, firmato dalla famiglia.
  • nessun obbligo di PDP nei casi non certificati con la necessità però di individuare comunque delle linee guida comuni da utilizzare mettendole a verbale e mettendone a conoscenza famiglia e alunno.

Per quanto i bisogni degli alunni siano oggi sempre più complessi e spesso nascosti e la scuola non possa possedere tutti gli strumenti per intervenire, una Direttiva come questa suggerisce sicuramente la possibilità di poter rispondere adeguatamente a molti di essi promuovendo un lavoro di osservazione attenta, di gruppo e soprattutto di raccordo tra la scuola e la famiglia che possa garantire a tutti gli alunni, attraverso una didattica personalizzata, il raggiungimento del successo formativo.

Lascia un commento

Scegli l'account con il quale vuoi firmare il commento

Benessere4u è un sito web dedicato al benessere psicofisico continuamente alimentato dalla professionalità e competenza di centinaia di psicologi e psicotepeuti professionisti sparsi in tutta italia. Trova lo specialista più adatto alle tue esigenze!

Altro... Scuola
conflitto-classe
Conflitti in classe

Il conflitto apre ad una rottura? Ogni volta che facciamo vincere le nostre posizioni e non ci apriamo a possibili...

Chiudi