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Infanzia e Adolescenza

I minorenni italiani quarti in Europa nel consumo di psicofarmaci

Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Sessualità
Cell.: 347 0341776

Trentacinque paesi europei per l’Espad, il progetto di indagini scolastiche su alcol e altre droghe (psicofarmaci e sostante illecite in generale) su studenti in età compresa tra i 15 e i 16 anni. Dal quale risulta che in Italia cresce il consumo

di tranquillanti e sedativi, ma anche di alcol, sigarette e sostanze stupefacenti (cannabis, cocaina, cocaina crack, ecstasy, Lsd, eroina). I nostri giovani sono al quarto posto in Europa, preceduti in questa triste classifica – per il consumo di psicofarmaci senza prescrizione – da Polonia, Lituania e Francia-Principato di Monaco, dove circa il 15% degli studenti ha dichiarato di aver assunto queste sostanze.

I più virtuosi? In Armenia, Austria, Russia e Regno Unito (0-2%). Cresce, nei primi otto paesi in classifica, il consumo da parte delle ragazze (8% contro il 5% dei ragazzi), mentre in Italia la percentuale rosa è il doppio di quella maschile (13% contro 7%). Quello che ha sottolineato lo studio dell’Istituto di fisiologia clinica (Ifc) del Cnr è che in Italia è aumentata la tendenza generale di consumo rispetto all’indagine precedente (realizzata nel 2003) e che sta tornando al livello massimo registrato durante gli anni ’90: 11% nel 1995, 7% nel 1999, 6 % nel  2003  e 10% nel 2007.
Quello che preoccupa è che, insieme all’uso di psicofarmaci, si registra un aumento del consumo di alcolici associato ai farmaci per lo sballo: a livello europeo, il 6% degli studenti, il 4% il Italia. Il paese in cima alla classifica del consumo di questo mix è la Repubblica Ceca (18%), mentre i livelli più bassi si osservano in Armenia e in Ucraina (1%). Analizziamo ora, con l’aiuto della dottoressa Sabrina Molinaro, ricercatrice precaria dell’Ifc-Cnr di Pisa, ogni singolo caso per consumo.

GRAZIE, NON FUMO

Circa il 58% degli studenti intervistati ha riferito di aver fumato sigarette almeno una volta; e il 29% lo ha fatto negli ultimi 30 giorni prima della raccolta dei dati. In questo campo, si nota una diminuzione di quattro punti percentuali rispetto al 1995. “In Italia”, rileva Sabrina Molinaro “ha fumato almeno una sigaretta nella vita il 61% degli studenti intervistati, nei 30 giorni precedenti la compilazione del questionario il 37%, sesto posto nella top ten europea. La percentuale di studenti che ha fumato un pacchetto al giorno o più nell’ultimo mese è in linea col dato europeo, il  2%”. “L’ordine di classificazione dei paesi per quanto riguarda il consumo una tantum e il consumo relativamente recente (ultimi 30 giorni) è più o meno identico. I paesi con un’elevata prevalenza del consumo di sigarette negli ultimi 30 giorni sono l’Austria, la Bulgaria, la Repubblica ceca e la Lettonia (40-45%), mentre i paesi con una bassa prevalenza sono l’Armenia, l’Islanda, la Norvegia e il Portogallo (7-19%). Non si riscontra un andamento geografico ovvio, ma gli studenti nei paesi dell’Europa centrale e orientale sono spesso tra quelli che riferiscono tassi di consumo più elevati”. E per quanto riguarda il rapporto tra maschi e femmine, la ricercatrice ci spiega che “a livello aggregato, nel 2007 le differenze tra i sessi per il fumo negli ultimi 30 giorni sono trascurabili. Tuttavia, nei singoli paesi si possono osservare differenze più marcate. Per esempio, in Armenia i ragazzi superavano le ragazze di 16 punti percentuali e, per contro, nel Principato di Monaco le ragazze superavano i ragazzi di 19 punti percentuali”.

MENO ALCOL, PIÙ BINGE DRINKING

Scende di poco il consumo di alcol, almeno rispetto alle rilevazioni del 2003 (si passa dal 64 al 63%); ma non solo aumenta il numero delle ragazze che consuma alcol – dal 35 al 42%, limitando sempre di più il divario tra i generi – ma anche il consumo di grandi quantità di alcol in una volta sola, il cosiddetto ‘binge drinking’ (dal 34 al 38% dal 2003 alla rilevazione del 2007). I paesi che presentano una continua tendenza all’aumento tra tutti e quattro i cicli di raccolta dei dati (1995, 1999, 2003, 2007) comprendono la Croazia, la Repubblica Ceca, Malta, Portogallo e la Repubblica Slovacca. In media, la metà degli studenti Espad si è intossicata almeno una volta nella vita, fino a barcollare, farfugliare o vomitare (il 38% in Italia). Per il 39% degli studenti l’episodio è accaduto negli ultimi 12 mesi (27% Italia) e per il 18% negli ultimi 30 giorni (12% Italia). Abbiamo chiesto a Sabrina Molinari come, comparando lo studio a indagini degli anni Novanta (1995 e ’99), sia cambiata la percentuale sul consumo degli psicofarmaci tra ragazze e ragazzi. “Complessivamente, si è assistito a un decremento significativo nell’uso di psicofarmaci dal 1995 al 1999 passando dall’11% al 7%, che si è stabilizzato nel 2003 al 6%, per poi tornare a crescere nel 2007 al 10%. Questi i dati per i ragazzi: 1995: 8%, 1999:5%,  2003:5% , 2007:7%. Mentre, per le ragazze, si è passati dal 15% nel 1995 all’8% del ’99, al 7% del 2003 e al 13% del 2007”. Anche nel consumo di alcolici sono aumentate le ragazze (che ancora non superano i maschi). Quale può essere, secondo lei, la ragione di questo incremento? “Si è osservata negli ultimi anni – ha spiegato la dottoressa Molinari – una ‘normalizzazione’ dei comportamenti d’uso fra maschi e femmine soprattutto fra i giovanissimi, il fenomeno è diffuso per ciò che riguarda quasi tutte le sostanze”. “L’uso di alcolici negli ultimi dodici mesi ha subito un decremento dal 1995 al 1999, passando dall’83% al 75%, per poi aumentare all’82% nel 2003 senza far riscontrare differenze col dato del 2007 (81%)”.
“In tutti i paesi Espad almeno due terzi degli studenti hanno bevuto alcolici almeno una volta nella vita – ha aggiunto la dottoressa Molinari –, con una media Espad vicina al 90 % nell’indagine del 2007. I valori medi corrispondenti per gli ultimi 12 mesi e gli ultimi 30 giorni sono rispettivamente 82 %  e 61%. I valori medi sopra riportati, ovviamente, si basano su dati relativi ai singoli paesi che presentano ampie divergenze. Per esempio, il consumo di alcolici negli ultimi 30 giorni è stato dichiarato dall’80 %  degli studenti in Austria e in Danimarca (comparabilità limitata), ma soltanto dal 31 %  degli studenti in Islanda e dal 35 %  in Armenia.

 

BIRRA E UBRIACHEZZA

Cosa bevono in prevalenza i ragazzi europei? “Nel complesso, la bevanda predominante è la birra, che rappresenta circa il 40 % della quantità consumata (sul 100% degli alcolici) l’ultimo giorno in cui si è bevuto, seguita dai superalcolici (30%) e dal vino (13%). La birra è ancora più diffusa tra i ragazzi, e rappresenta circa la metà del loro consumo totale l’ultimo giorno in cui hanno bevuto”. Ma, come ci spiega ancora la dottoressa Molinari, c’è una differenza tra i sessi: “Le ragazze presentano una distribuzione più uniforme, nella quale i superalcolici sono la bevanda più significativa e rappresentano circa un terzo del consumo totale”.
“I paesi in cui numerosi studenti si sono ubriacati negli ultimi 12 mesi di solito presentano cifre elevate per l’ubriachezza negli ultimi 30 giorni – ha continuato Molinari – Tra i paesi in cui numerosi studenti dichiarano di essersi ubriacati così sovente figurano la Danimarca (comparabilità limitata), l’Isola di Man, il Regno Unito e l’Austria, con cifre che variano dal 49 %  al 31  % per l’ubriachezza negli ultimi 30 giorni. Tra i paesi all’altra estremità della scala vi sono l’Armenia (2%) e Cipro (9%)”. Un modo per conoscere il consumo di alcol in grandi quantità ma in una sola volta – il bing drinking – “è stato chiedere con quale frequenza gli studenti avevano consumato cinque o più bevande nella stessa occasione. Questa misura del ‘consumo episodico di quantità elevate di alcol’ rivela un andamento in certa misura diverso rispetto alla domanda relativa all’intossicazione. Alcuni paesi raggiungono un livello elevato in entrambe le misure, per esempio la Danimarca (comparabilità limitata), l’Isola di Man e il Regno Unito. Vi sono però alcuni paesi in cui numerosi studenti dichiarano un ‘consumo episodico di quantità elevate di alcol’ durante gli ultimi 30 giorni che occupano invece un posto relativamente basso nella classificazione dell’ubriachezza per lo stesso periodo di riferimento. Tra questi paesi figurano, per esempio, Malta, Portogallo, Estonia e Lettonia. In media, il 43 % degli studenti Espad ha dichiarato un consumo episodico di quantità elevate di alcol durante gli ultimi 30 giorni, e tale consumo è risultato più comune tra i ragazzi (47%) che tra le ragazze (39%). I ragazzi sono predominanti anche nella grande maggioranza dei paesi. Alcuni paesi presentano cifre pressoché identiche, ma ve sono altri in cui tale consumo è stato dichiarato da più ragazze che ragazzi. L’esempio più eclatante è la Norvegia, dove il 42% delle ragazze e il 35%  dei ragazzi hanno dichiarato un consumo episodico di quantità elevate di alcol negli ultimi 30 giorni”.

 

SOSTANZE STUPEFACENTI STABILIZZATE

Per questa analisi, è stato chiesto ai ragazzi se avessero fatto uso di sostanze illecite – cannabis, cocaina, anfetamine, cocaina crack, ecstasy, l’Lsd ed eroina –, e il 46% nella Repubblica Ceca ha dichiarato di averle usate, mentre “tassi di prevalenza più bassi si riscontrano spesso tra i paesi nordici e nell’Europa orientale” ha spiegato la ricercatrice dell’Ifc-Cnr. Il 18% degli studenti intervistati ha dichiarato di aver provato, nel 2007, sostante stupefacenti in genere, stabilizzandosi decisamente rispetto alla precedenti indagini. In media, il 23% dei ragazzi e il 17% delle ragazze nei Paesi oggetto dell’indagine Espad hanno provato sostanze illecite almeno una volta nella vita. In questa classifica, l’Italia è al 13esimo posto rispetto agli altri paesi europei. Per tutti i giovani, la sostanza più provata è la cannabis, il cui uso una tantum è riferito dal 19% degli studenti (l’Italia è al 14esimo posto con il 23%), mentre il 7% ha provato una o più delle altre sostanze tra anfetamine, cocaina, cocaina crack, ecstasy, Lsd ed eroina (Italia 12esima con il 9%).  Il consumo di cannabis negli ultimi 12 mesi è stato dichiarato dal 14%  degli studenti (19% Italia), mentre il consumo negli ultimi 30 giorni è stato dichiarato dal 7% dei ragazzi e dal 6% delle ragazze (media del 9%, contro il 13% dell’Italia, che risulta all’ottavo posto). L’ecstasy, la cocaina e le anfetamine si collocano al secondo posto (3%), mentre tra le sostanze indicate con minore frequenza figurano Lsd, cocaina crack ed eroina (1-2%).
Aumentano le ragazze che associano il consumo di alcol a quello di pillole per lo ‘sballo’ del sabato sera (8% contro il 5% dei maschi). “Questa variabile mostra alcune analogie con quella relativa all’assunzione di sostanze farmaceutiche – ha continuato la ricercatrice dell’Ifc-Cnr – In primo luogo, la percentuale di studenti che dichiara una prevalenza una tantum per queste due variabili è pressoché identica. In secondo luogo, questo comportamento è relativamente stabile nel tempo, almeno per quanto riguarda la media nei paesi per i quali sono disponibili dati per tutti e quattro i cicli di raccolta (fatta eccezione per la tendenza all’aumento riscontrata nella Repubblica Ceca e nella Repubblica Slovacca e la tendenza al calo in Finlandia, Svezia e Regno Unito). Infine, questa è un’altra delle pochissime variabili in cui nel tempo le ragazze sono sempre in maggioranza. Nel periodo 1995-2007 le ragazze si collocano circa quattro punti percentuali al di sopra dei ragazzi”.

 

CONSUMO DI PSICOFARMACI SENZA PRESCRIZIONE

Per quanto riguarda il consumo di psicofarmaci (tra i farmaci che i ragazzi dichiarano di assumere ci sono, nell’ordine, quelli per dormire, quelli per l’umore – antidepressivi –, quelli per l’iperattività – anfetaminici vari – e quelli per le diete) “in media, il numero di ragazze che dichiara di assumere tali sostanze senza prescrizione medica è leggermente superiore a quello dei ragazzi (8% contro 5%), e negli otto paesi in cima alla classifica la percentuale femminile è pari al doppio di quella maschile. In circa la metà dei paesi non si evidenzia tuttavia alcuna differenza significativa tra i sessi”.

 

QUALCHE NOTA SULL’ESPAD

Questo studio, che nel 1995 contava 26 paesi, è arrivato agli attuali 35 nel 2007, e ha raccolto dati nel 1995, ’99, 2003 e 2007. Sono stati scelti ragazzi che, nell’anno di raccolta dei dati, avrebbero compiuto 16 anni, quindi nati nel 1991. In tutta Europa, per questo studio, hanno partecipato circa 2400 studenti per ogni nazionale, per un totale di 105mila ragazzi. Scopo dell’analisi Espad è quello di avere accesso a dati comparabili sull’uso delle droghe tra gli studenti in Europa, cercando di includere il maggior numero di paesi; ma anche poter monitorare i trend di crescita e diminuzione in ogni paese e in Europa. Con l’obiettivo fondamentale di servire come incitamento alla prevenzione per l’uso di sostanze stupefacenti e alcol nei giovani. Le 35 nazioni alle quali appartengono i giovani del questionario sono Repubblica Slovacca, Bulgaria, Francia, Isole Faroe, Belgio, Grecia, Lituania, Polonia, Italia, Norvegia, Svezia, Ungheria, Ucraina, Svizzera, Cipro, Romania, Russia (Mosca), Islanda, Croazia, Slovenia, Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Lettonia, Estonia, Portogallo Malta e Isola di Malta.

L’importanza di questo studio è che “l’Espad, al momento, è l’unico studio Europeo che ha lo scopo di monitorare i consumi di sostanze psicotrope legali ed illegali svolto in 35 Paesi con dati confrontabili su 4 anni di rilevazione – ha concluso Molinari – Lo stesso questionario viene somministrato nello stesso periodo in tutti i Paesi a scadenza quadriennale, mediante il medesimo protocollo di studio. Ciò non permette solo di analizzare il trend dei consumi dal 1995 al 2007, ma rende possibile confrontare i dati anche tra i diversi Paesi”.

Arianna Luciani
Fonte: http://www.fondazioneitaliani.it/

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