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Genitori e Figli

I genitori spazzaneve

Quando i genitori vogliono che i figli siano i primi e non commettano errori
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

Spesso i genitori mi chiedono aiuto per poter essere un supporto per i loro figli nell’aiutarli a raggiungere i “loro” obiettivi. In questi situazioni è molto importante distinguere tra la motivazione e l’interesse del figlio e quello che gli inglesi definiscono fenomeno dei: «genitori spazzaneve».

Si parla di «genitori spazzaneve» per descrivere la tendenza di alcuni genitori di muoversi dalla convinzione che riducendo i possibili ostacoli, momenti difficili nella vita dei figli facilitino la crescita della loro autostima.

A Londra ad esempio, al collegio femminile di Saint Paul la direttrice Clarissa Farr, racconta al Times, ogni giorno di imbattersi in madri e padri vittime di «ansia frenetica che fa loro rifiutare l’idea che i propri pargoli possano arrivare secondi».

Qual è il rischio di tenere lontani i figli da possibili momenti di frustrazione?

Il risultato potrebbe essere di far crescere bambini iperprotetti e incapaci di affrontare un fallimento, sia nell’oggi che nella loro futura vita adulta. 

Anche se può apparir strano, siamo nell’ambito di una forte privazione che il genitore fa nei confronti dei figli, sottovalutando la grande capacità di adattamento e di sviluppo delle modalità di far fronte a delle difficoltà.

In Italia, insegnanti e dirigenti scolastici raccontano che spesso genitori «giustificano, minacciano, mentono perfino pur di proteggere gli amati figlioletti da una punizione».

In questa situazioni possiamo riscontrare un’ansia frenetica di far primeggiare i figli ad ogni costo, la «ricerca del successo» con l’idea che chi sbaglia sia un fallito.

E’ molto importante che i genitori tengano a mente che il DONO educativo più grande che possono fare ai loro figli è aiutarli e sostenerli nel darsi il permesso di vivere tutte le emozioni, incluso tutto ciò che è connesso ad eventuali frustrazioni. Questo favorirà il bambino (futuro adulto) perchè sarà così emotivamente pronto a fare i conti con le delusioni, con la frustrazione prevenendo eventuali somatizzazioni e/o reazioni che possono divenire anche aggressive nei primi contatti con la frustrazione del fallimento.

E’ realistico presentare o far vivere ad un bambino una vita nella quale non si sbaglia?

Assolutamente no! L’infanzia ha proprio il compito di  creare e far crescere piano piano le proprie strategie di sopravvivenza. L’adulto è modello e filtro della realtà per un bambino.

Il genitore può quindi essere presente e aiutare in bambino, in caso di un fallimento, a capire come mai in una determinata situazione non ha ottenuto il risultato che desiderava e magari trovare un nuovo modo di raggiungere un obiettivo.

In questo modo si trasmetterà, e si farà vivere un importante insegnamento: si può sbagliare, e si può anche recuperare, non perdendo la stima e l’affetto delle persone care.

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