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Infanzia e Adolescenza

Vicino ai bambini nell’emergenza

Vicino ai bambini nell'emergenza

Vicino ai bambini nell'emergenza

Un’emergenza inevitabilmente produce un cambiamento in tutte le persone che la vivono, sia che ne siano partecipi o semplici spettatori; ed i bambini e gli adolescenti sono quelli di cui dobbiamo preoccuparci di più in entrambi i casi.

IL LUOGO SICURO
Tutte le persone colpite da una crisi, in particolar modo i più piccoli, oltre a dare risposta ai bisogni primari (mangiare e dormire), di un luogo fisico dove ripararsi, hanno bisogno di un luogo affettivo dove rifugiarsi e riprendersi. Deve essere un luogo sicuro dove sentirsi tranquilli a tal punto da permettersi di attivare strategie per affrontare la nuova realtà e rielaborare i fatti accaduti. In questo luogo deve essere possibile esprimere le emozioni nella forma che ci è più vicina nel momento di crisi e che può essere il grido, il pianto la parola o il silenzio, la scrittura, la drammatizzazione o il gioco. Non dobbiamo spaventarci delle reazioni alle emergenze, ognuno ha il suo modo di affrontare le crisi, quello che è necessario è fornire lo spazio adatto ad accoglierle. Per i più giovani è molto importante ricavare degli spazi fisici, in cui poter stare da soli o con i propri coetanei per ricreare una situazione di stabilità e di routine che li possa aiutare ad esternare, in un luogo che riconoscono come proprio e familiare,le paure e le incertezze legate agli eventi vissuti o al futuro.

LASCIARE IL TEMPO E LO SPAZIO
E’ importante lasciare il tempo e lo spazio necessari per poter comprendere e collocare gli eventi e non imporre relazioni e/o richieste che possono essere invadenti e non adeguate per quel contesto emotivo. Spesso si pensa che parlare di un fatto traumatico sia fondamentale per superarlo, ed è certamente vero in alcuni contesti, ma non quando l’emergenza è ancora in atto o non si ha ancora ben chiaro quello che sta accadendo e come si evolverà. I bambini ed i ragazzi poi così abitudinari e legati ad appuntamenti regolari, in situazioni critiche hanno maggiormente bisogno di tempo e spazi di riflessione, il loro lavoro in questi momenti è decisamente più difficoltoso di quanto noi adulti possiamo pensare. I più giovani infatti devono rivedere , riscrivere e rileggere, con competenze  diverse a seconda dell’età, i fatti ed essere in grado di farli propri prima di raccontarli sia ai familiari che agli altri. Frequentemente le continue domande sulle loro sensazioni e pensieri non solo infastidiscono i bambini, ma possono anche creare delle situazioni di tensione e di ansia che si vanno ad aggiungere alle paure già vissute peggiorando la condizione del bambino e la rielaborazione dei fatti che con difficoltà sta mettendo in atto.

IL GIOCO
Il gioco è il luogo in cui il bambino esprime le sue fantasie, i suoi desideri e le sue esperienze reali in modo simbolico; è quindi un linguaggio che dobbiamo interpretare, stando attenti a tutti i singoli fattori che lo costituiscono. Come e quanto un bambino ha vissuto un evento tragico rimane nella mente e lascia tracce nel corpo, dobbiamo quindi stare attenti a contrazioni, posture movimenti particolari e anche pensieri, emozioni, fantasie ed immagini che rimangono in sospeso nella mente del bambino, finchè non saranno rielaborate.
Nel gioco il bambino non si limita a superare la realtà dolorosa; nel gioco egli trova il modo di dominare l’angoscia delle minacce interne proiettandole sul mondo esterno” (M Klein).

ASCOLTO ATTIVO
Le reazioni dopo il disastro sono tutte da considerarsi normali, non dobbiamo giudicare, ma credere a quello che i bambini esprimono, rispettando ed accettando le loro emozioni. E’ importante trovare il tempo per ascoltarli, ed il nostro deve essere un ascolto interessato e partecipe , anche se i loro racconti ci possono sembrare strani o inadeguati rispetto alle vicende vissute.
Il nostro compito in questi casi è esserci, il solo fatto di essere presenti e di dare al bambino la possibilità di raccontare o raccontarsi con la modalità che preferisce è il primo passo verso la risoluzione dell’impasse emergenza.

NORMALIZZAZIONE DELLE EMOZIONI
Tutte le emozioni espresse dopo un trauma sono per i ragazzi reali, non dobbiamo né sminuirle né sottovalutarle ma accettarle e far capire loro che non c’è niente di sbagliato nell’avere paura o nel piangere dopo un evento critico, non sono loro ad essere anormali ma è l’evento che è al di fuori della nostra capacità di comprensione. A volte le reazioni che i ragazzi hanno , soprattutto gli adolescenti ci sembrano incomprensibili e fuori luogo, ma come lo sembrano a noi anche a loro stessi risultano estranee e difficili da gestire. Tutto o è molto amplificato o è molto sotto tono, non esistono mezze misure e questo li spaventa, non hanno nemmeno gli strumenti e le conoscenze in situazioni normali è impensabile che le trovino in emergenza; e allora o si bloccano del tutto e aspettano che la situazione intorno sia affrontabile o si agitano e accelerano i pensieri e le emozioni. In ogni caso soffrono e non riescono ad esprimersi, quello che noi possiamo fare è sbloccare la loro posizione, “con ferma dolcezza” ricordando che non sono loro sbagliati e che tutte le reazioni hanno un senso, anche le non reazioni ne hanno uno, e che passato lo sfogo è necessario raccogliere i pezzi e ricostruire quello che è possibile, con i propri tempi e possibilità.

Ho scritto queste righe prima di partire per L’Aquila il 7 aprile 2009, come una sorta di lista di cose da fare, le ho rilette alcuni mesi dopo il mio rientro e le ho arricchite con le idee ed i piccoli accorgimenti sperimentati durante i giorni di campo. Un ringraziamento speciale va a tutte le persone incontrate in quei giorni, che sono un po’ in ogni parola di questi consigli.

Bibliografia:

Viviana De Pellegrini, Elvira Venturella Lo zaino: un contenitore per contenere Manuale per bambini nelle situazioni di emergenza Pubblicato dall’associazione Psicologi per i Popoli Val d’Aosta con il patrocinio della Regione 2008
Fabio Sbattella Manuale di Psicologia dell’emergenza Franco Angeli edito

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