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Ghosting: sparire per chiudere una relazione

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Dipendenze, Sessualità
Cell.: 3804739760

Vi è mai capitato, arrivati alla fine di una relazione, di sperare che il vostro partner sparisca senza farsi più sentire oppure di farlo voi stessi, spegnere tutto e andarsene senza dare spiegazioni?

Oggi, tutto questo, ha un nome: ghosting (dall’inglese ghost=fantasma). La differenza sostanziale è che quando capita non lascia proprio quella sensazione piacevole legata alla speranza di cui accennavo prima.

Cosa intendiamo per ghosting?

Per ghosting si intende l’azione dello sparire all’interno di una relazione. Come dicevo nella frase iniziale, può capitare di fantasticare sul desiderio di vedere il nostro partner andarsene durante periodi negativi nei quali il rapporto diventa molto conflittuale. Nel ghosting, però, lo sparire non è legato esclusivamente a eventuali periodi di difficoltà all’interno della relazione, ma può avvenire anche quando, magari da parte di uno dei partner, le cose sembra stiano andando  per il verso giusto.

Il ghosting diventa totale: si sparisce fisicamente, non si risponde più ai messaggi e alle telefonate, fino a bloccare l’altro su tutti i social rendendosi irraggiungibili. Si cancellano le proprie foto dai siti, si cambia nickname, si tolgono i like, si cambia indirizzo e-mail senza dare nessun tipo di spiegazione.

Il fenomeno del ghosting si lega indissolubilmente a quello del boom dei siti e delle app di dating (ovvero per trovare appuntamenti) e all’ enorme utilizzo della tecnologia anche nel campo sentimentale e relazionale. In America due recenti ricerche di cui una svolta su un campione di 800 persone che utilizzavano frequentemente app di dating, circa l’80% aveva avuto un’ esperienza di ghosting; l’altra, effettuata su un campione generico di mille adulti, mostrava come più del 20% aveva subito ghosting e il 16% lo aveva attuato sparendo dalla vita del partner.

Questi fenomeni sono collegati in quanto, ormai, molto spesso le fasi iniziali di una relazione sono scandite e dettate dall’utilizzo della tecnologia. Il primo appuntamento, la cena fuori, la passeggiata insieme vengono sostituite dal conoscersi prima mediante chat, aggiungendosi sui social e guardando le proprie foto. Il rischio, nell’abituarsi a questo tipo di comportamenti, è l’attitudine alla freddezza e alla distanza nel rapporto. Se è più facile conoscersi con un click sarà anche più facile lasciarsi con lo stesso click, semplicemente spegnendo tutto.

Cosa comporta il ghosting per i due partner?

Il primo pensiero parlando di ghosting potrebbe essere quello relativo alla presenza di una vittima, la persona che vede sparire il proprio partner, e un carnefice, colui che sparisce. In realtà la dinamica è più complessa di come può apparire.

La persona vittima di ghosting subisce una sorta di “violenza” psico-fisica. Abituarsi a sentire una persona quotidianamente, condividere con essa i propri pensieri e parte della propria vita (anche solo quella social) per poi vederla sparire nel nulla può lasciare strascichi anche importanti. Ad esempio un calo fortissimo dell’autostima, aumento dell’insicurezza, eccessiva autocritica nei propri confronti. Non avere la possibilità di terminare una relazione con un confronto, una chiusura dove anche noi possiamo dire la nostra opinione, può gettarci nell’impotenza. Il rischio è pensare insistentemente alla persona che ha deciso di sparire come se fosse un vero e proprio fantasma; oppure incolparci eccessivamente per l’accaduto rischiando di influenzare negativamente le nostre relazioni future. La persona abbandonata, inoltre, può sentirsi letteralmente “annullata”, cancellata, metaforicamente anche il blocco sui social può avere ripercussioni fortissime a livello emotivo se non si ha avuto la possibilità di parlare e spiegarsi.

Dall’altra parte, invece, abbiamo colui che decide di allontanarsi facendo perdere letteralmente le proprie tracce. Cosa c’è dietro il comportamento di una persona che attua il ghosting? Sicuramente un estrema fragilità emotiva e una grande paura del rifiuto. Decidere di sparire dal nulla senza un confronto equivale a non voler affrontare eventuali problemi o non voler esporsi al giudizio dell’altra persona. Cosi come approcciare attraverso i social e i messaggi è legato al diminuire la paura del rifiuto, sparire, probabilmente, può nascondere la stessa dinamica.

Quando una relazione non ci sta più bene dovremmo parlarne con il nostro partner, esporre i nostri problemi e i nostri bisogni, cercando di trovare un compromesso o comunque un punto di incontro con l’altro. Questo atteggiamento, ovviamente, comporta l’accettazione del rifiuto, ovvero che la persona vicina a noi non accetti i nostri cambiamenti o comunque risponda negativamente a quello che stiamo dicendo. In questo caso, sparire, comporterebbe l’evitare una situazione ansiosa, magari pensando o sperando che l’altro ci abbia perdonato per il nostro comportamento. Il ghosting, dunque, nasconde una profonda fragilità che può influenzare il processo di crescita personale di ogni individuo. Evitare continuamente di affrontare alcune problematiche mettendosi in gioco ci fa rimanere uguali, non ci da la possibilità di evolverci e diventare più forti. Questo tipo di atteggiamento, a lungo termine, rischia di farci trovare totalmente impreparati ai problemi che, volenti o nolenti, la vita prima o poi ci metterà davanti senza lasciarci la possibilità di sparire.

Il ghosting, dunque, è un fenomeno piuttosto complesso che sembra rappresentare il sintomo di relazioni fragili e insicure. Quello che dovremmo fare, quando iniziamo un rapporto, è dare importanza a ogni singolo aspetto dell’incontro con l’altro, fin dall’inizio. Vivere la relazione come una sorta di “allenamento” dove impariamo a mostrarci e a voler guardare realmente il nostro partner, senza rinchiudere le emozioni dietro schermi di paura e sicurezze momentanee. Confrontarsi, mettersi in discussione, anche attraverso la possibilità di essere rifiutati, è un modo per migliorarsi, crescere e rafforzare la propria identità, e con un’identità forte non si può sparire.

“Le anime più forti sono quelle temprate dalla sofferenza. I caratteri più solidi sono cosparsi di cicatrici.” – Khalil Gibran -

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