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Famiglia

Genitori e adolescenti al tempo del Covid-19

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cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

Abituati a fare, in continuo movimento e in affanno dentro un tempo che sembrava non bastare mai, genitori e adolescenti, con l’emergenza sanitaria legata al Covid-19, sono stati catapultati, d’altronde come tutti noi, in una realtà surreale, ritrovandosi improvvisamente dentro le stesse mura, gli uni di fronte agli altri, in un tempo che sembra quasi essere sospeso.

Se per i genitori era difficile svolgere il proprio ruolo con l’arrivo dell’adolescenza dei figli, ora in una situazione del genere possono essere ancora più disorientati. D’altro canto, gli adolescenti si sono ritrovati reclusi in casa, proprio in periodo della vita caratterizzato dalla conoscenza dei limiti propri e altrui, un periodo in cui si è portati a sperimentarsi, a stare con i coetanei, a mettere in discussione il mondo degli adulti, in particolare i propri modelli genitoriali, per costruire una propria identità.

Con l’emergenza sanitaria, gli adolescenti sono stati richiamati ad un atto di responsabilità: restare a casa per proteggere se stessi e i propri cari.

Diverse inizialmente sono state le risposte degli adolescenti: chi ha reagito responsabilmente, chi ha negato il problema, chi ha continuato a fare come sempre, chi ha reagito con ansia, preoccupato che lui o qualcuno dei suoi cari potesse ammalarsi.

Con l’inevitabile prolungarsi delle restrizioni e della convivenza forzata, l’emotività può aumentare, la tolleranza può vacillare e la situazione può degenerare, alimentando in alcuni casi la conflittualità o in altri casi il malessere individuale, soprattutto se già presenti prima di questa emergenza.

In un situazione del genere spetta ai genitori, in quanto adulti, gestire il tutto e porsi come guida per i propri figli.

Come fare? È possibile trasformare questo periodo in un’opportunità?

Il genitore senz’altro sente il carico su di sé, in un periodo in cui lui stesso è coinvolto in una situazione senza precedenti e nel quale è attivato emotivamente su più livelli: lavorativo, di salute, relazionale, emotivo, familiare. È importante quindi per il genitore riflettere sulle sue emozioni, chiedendosi come sta vivendo questo periodo. Acquisire consapevolezza delle proprie emozioni, gestirle, restando ben saldo, comunicarle se necessario, parlandone in famiglia, permette ai propri figli di normalizzare le emozioni che tutti in questo momento possono vivere e permette a tutta la famiglia di preservare un controllo e un potere in una situazione così imprevedibile. Vivere con apprensione questo periodo, infatti, è normalissimo! L’ansia e la paura di per sé sono reazioni normali, entro certi limiti, utili per adottare comportamenti prudenti.

È importante strutturare la quotidianità, ricreando laddove è possibile spazi di normalità. Questo aiuta gli adolescenti a capire che non si è fermato niente e a trovare equilibrio e serenità. La scuola con l’attivazione della didattica a distanza aiuta molto in questo. Come dicevo prima, i ragazzi sono stati chiamati ad un atto di responsabilità, ma mentre per alcuni di loro potrà risultare facile mettendo in atto comportamenti adeguati a quanto richiesto, non lo sarà per molti altri, dai quali non possiamo aspettarci che improvvisamente siano in grado di esserlo, se finora non sono stati mai responsabilizzati.

Una preoccupazione di molti genitori è relativa all’uso che i propri figli fanno della tecnologia e dell’eventuale dipendenza che si può creare. In questo periodo gli adolescenti probabilmente saranno ancora più connessi di prima, soprattutto se coinvolti nelle attività didattiche utilizzate dalla scuola, ma non è detto che questo li faccia sentire più in compagnia. Alcuni ragazzi rischiano di sentirsi ancora più soli di prima, soprattutto chi era abituato a stare molto con i coetanei fuori da casa, magari per allontanarsi da un clima familiare che viveva come fonte di tensione.

Per contenere l’uso che i propri figli fanno della tecnologia, al di là eventuali regole che si possono dare, può essere utile incuriosirsi a loro, alle loro attività, ma rispettando la loro individualità, i loro interessi e senza essere invadenti.

Una curiosità e un interesse genuino nei confronti degli adolescenti che magari li faccia sentire competenti nell’utilizzo della tecnologia, dei social. Può essere utile ad esempio chiedere informazioni a loro, per favorire uno scambio o condividere una attività insieme (la visione di un film, video, ecc.); in questo sicuramente loro vi sapranno guidare.

Il desiderio di molti genitori poi è quello di farli uscire dalle loro stanze, ma per questo è necessario incuriosirli, creando una valida motivazione, magari coinvolgendoli in qualche attività, ludica o culinaria ad esempio, che vi coinvolga insieme e vi permetta di recuperare un tempo di qualità e riparativo di eventuali fratture nella relazione, troppo spesso trascurate dalla frenesia a cui eravamo abituati, prima che tutti fossimo costretti a fermarci.

Strumenti utili per affrontare questa situazione straordinaria sono l’ascolto, la pazienza e la comunicazione. Strumenti che possono trasformare questo periodo, di certo non facile, in un’occasione di crescita per tutti.

 

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