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Emozioni

Gelosia…questa sconosciuta!

La gelosia... questa sconosciuta. Leggi l'articolo!
La psicologa Alisa Polacci psicologa riceve i suoi clienti a Lucca. Alisa Polacci MASSA (MS)
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3355475346

 

“Non è la gelosia! quello che sento

quello che sento dentro!

È più una malattia che non ci riesco

che non capisco proprio!!!”

Così inizia una canzone di Vasco Rossi (Tango della Gelosia) ma le canzoni che raccontano questo strano sentimento sono una lunga lista. Che cos’è la gelosia e da cosa nasce?

Il termine deriva dal greco “zelos” che significa emulazione, brama, desiderio. È un sentimento che nasce dal pensiero e dal timore di poter perdere l’oggetto d’amore (un compagno, un figlio, un amico, ecc.). La gelosia è intimamente legata alla possessività, ovvero alla possibile perdita di ciò che si ritiene proprio e colpisce sia gli uomini che le donne. Nella sua accezione generale si tratta di un sentimento correlato alla conservazione della specie e quindi fondamentale per l’evoluzione, difatti è stato riscontrato che molti animali provino una forma di possessività o gelosia (pensiamo, per esempio, alle madri che proteggono i propri cuccioli quando qualcuno si avvicina al nido).

Esistono diversi livelli di gelosia che vanno dal funzionale al patologico.

  • La gelosia è funzionale quando serve a dimostrare amore e interesse verso un’altra persona e crea un certo brio all’interno della coppia, fortificandone l’unione: contribuisce a non dare per scontato l’altro e ad impegnarsi per incrementare l’intesa.
  • La gelosia è patologica o disfunzionale quando il sentimento diviene penoso e doloroso ed è accompagnato da idee e fantasie intrusive, ossessive e persistenti su presunti o ipotizzati tradimenti, flirt o menzogne del partner.

La convinzione di essere traditi, o l’angoscia derivata dal pensiero che ciò possa accadere, sono di solito immotivate o prive di un riscontro oggettivo. Le caratteristiche tipiche di questa forma di gelosia consistono in:

  • Sospetto e incertezza nei confronti del partner;
  • Pensieri intrusivi e persistenti sull’infedeltà;
  • Umore depresso e ansia sperimentati per la maggior parte del giorno;
  • Comportamenti aggressivi o accusatori immotivati rivolti al partner;
  • Controllo dei movimenti dell’altro;
  • Sentimenti di inadeguatezza.

Ma quali possono essere i motivi che inducono una tale condizione?

Per prima cosa la bassa autostima ed il senso d’inferiorità che attivano un costante confronto con l’altro. Anche il bisogno di sentirsi costantemente in competizione, attivando una corsa affannosa al miglioramento e alla performance può contribuire ad alimentare sentimenti di possessività.

Spesso poi, è il contorno del nostro partner (parenti, amici, colleghi di lavoro) ad alimentare la nostra ossessione: sentire raccontare episodi, aneddoti, vedere fotografie, filmati, tutto ciò che riporta ad una sfera di vita di cui non siamo protagonisti. Ciò implica il bisogno di controllo di quegli aspetti della vita del compagno che non ci riguardano direttamente (lavoro, sport, ecc).

Che cosa fare allora?

E’ evidente che un comportamento dettato dalla gelosia, se eccessivo, non solo rischia di rovinare il rapporto della coppia, ma provoca un forte disagio nella persona che lo mette in atto. Spesso infatti, ci si rende conto dell’irrazionalità di certi pensieri e, nonostante ci si riprometta di non farsi sopraffare dall’emozione, si finisce sempre per innescare le solite risposte comportamentali. Il primo consiglio allora è: lavorare su di sé cercando di cambiare il pensiero che genera il sentimento di gelosia e ciò avrà già una prima ripercussione sul comportamento. In generale bisogna ricordarsi il seguente percorso:

PENSIERO – EMOZIONE – AZIONE

Un pensiero genera un’emozione che determina un comportamento! Per modificare il pensiero occorre ricordare alcune indicazioni da ripetersi ogni giorno o eventualmente da scriversi come promemoria:

  • L’altro è inconoscibile pertanto è impossibile controllare i suoi gusti, i suoi pensieri o azioni;
  • Ognuno ha una propria personalità e un proprio carattere pertanto è unico e non ha senso competere con altri;
  • Non essere perfetti, VA BENE! Non possiamo pretendere la perfezione perché per definizione è irraggiungibile e mirare ad essa può provocare senso di frustrazione, bassa autostima o inadeguatezza;
  • Ci sono aspetti in cui siamo ok ed altri in cui lo siamo meno, questo ci rende speciali ed unici.
  • Non possiamo piacere a tutti! Se non piacciamo a qualcuno, non significa che siamo sbagliati!

Mi sento di ricordare, tuttavia, che adeguati sentimenti di gelosia contribuiscono a mantenere viva la vita di coppia: attesa, desiderio, suspance e… farfalle nello stomaco!

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