Trova il tuo Psicologo
       Psicoterapeuta B4U

B4U > Magazine > Ansia e Depressione > Paure e Fobie > FOMO: la paura social di essere esclusi

Paure e Fobie

FOMO: la paura social di essere esclusi

social-network
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Dipendenze, Sessualità
Cell.: 3804739760

I social network negli ultimi anni, hanno assunto un ruolo sempre più impattante sulla nostra quotidianità. Se da una parte hanno portato a notevoli miglioramenti nei confronti di alcuni aspetti della nostra vita, dall’altra hanno generato una serie di conseguenze problematiche rispetto al loro utilizzo.

Tra queste abbiamo il FOMO (Fear Of Missing Out) letteralmente “paura di perdersi”.

Cos’è il FOMO?

Il FOMO è una vera e propria ansia sociale e rappresenta la paura di essere tagliati fuori rispetto al rapporto e all’interazione con gli altri, specialmente attraverso l’utilizzo dei social. Semplificando indica la forte ansia di un individuo rispetto all’essere escluso da determinati eventi social, o l’ossessione di rimanere aggiornati su tutto quello che accade. All’interno del fenomeno FOMO possiamo includere anche l’ansia di controllare se gli altri si stanno divertendo “di più o di meno” rispetto a noi; se stiamo facendo le cose considerate più alla moda e che ci fanno sentire più connessi al resto del mondo; piuttosto se gli altri hanno fatto vacanze più belle delle nostre.

Quali caratteristiche ha la persona caratterizzata da questa problematica?

La Royal Society for Public Healt, insieme con lo Young Health Movement, ha studiato appofonditamente il fenomeno della dipedenza da social, evidenziando determinate caratteristiche rispetto a chi soffre una problematica FOMO:

  • Controllo ossessivo social: il controllare in maniera compulsiva, per svariate ore al giorno tutti i giorni, i propri profili social, ponendo attenzione a come mostriamo il nostro (cercando dunque di farlo apparire nel miglior modo possibile) e soprattutto cercando di rimanere aggiornati su quello che fanno gli altri. La stessa cosa avviene con il controllo delle e-mail, con l’ansia di sapere chi ci sta cercando e chi no;
  • Assenza di sonno: quando il bisogno di restare connessi per sapere se qualcuno ci scrive o cosa sta accadendo porta la persona a deprivarsi di sonno, specialmente nelle ore di riposo principali (ovvero quelle notturne);
  • Il bisogno di partecipare agli eventi: l’ansia diffusa di controllare quali siano gli eventi più importanti a cui possiamo partecipare o dove andranno la maggior parte dei nostri contatti. Non conta la natura dell’evento, che sia un meeting o una festa, ma la sua appetibilità sociale. Rispetto a questo bisogno il FOMO si sposta anche nella vita reale, anche se resta centrale il bisogno di condividere con gli altri che si parteciperà a un determinato evento, anche senza la reale intenzione di andarci.
  • Essere insicuri rispetto agli altri: Nel FOMO è centrale l’insicurezza dell’individuo, soprattutto rispetto a cosa possano pensare gli altri di noi. Chi soffre di questa problematica pensa ripetutamente di essere infelice rispetto agli altri che invece si divertono sempre; si sente “sfigato” nei confronti del mondo che lo circonda e ricerca nei social la conferma distorta di quello che prova.

Cosa si può fare se si soffre di questa problematica?

Il FOMO ha a che fare con la teoria dell’autodeterminazione. Quest’ultima spiega quanto sia importante per le persone svolgere attività nelle quali si sentano brave e capaci. Il FOMO scaturisce da una fortissima mancanza di sicurezza che l’individuo, in una sorta di autoregolamentazione, prova a risolvere “gettandosi” sui social. Attraverso la relazione virtuale prova a soddisfare il proprio bisogno di visibilità, di sentirsi bravi e importanti. La difficoltà è che spesso questa autoregolamentazione risulta fallace e, paradossalmente, ci allontana dalla reale soddisfazione dei nostri bisogni.

L’individuo, dunque, oltre a rivolgersi ad un professionista del benessere se lo ritiene necessario, dovrebbe provare a rafforzare la propria autostima. Prima di tutto dovrebbe provare a diminuire progressivamente l’utilizzo di tecnologie e social, diminuendo anche il controllo continuo di status e informazioni. In una secondo momento cercare di rivolgere le attenzioni e le energie a quello che ci piace sul serio, magari investendo in attività “reali” e non virtuali che soddisfano veramente i nostri desideri, indipendentemente dalla loro appetibilità sociale.

Essere connessi con il mondo è importante, ma prima di tutto bisogna esserlo con se stessi.

“La sfida non deve essere come ‘usare’ bene la rete ma come ‘vivere’ bene al tempo della rete.” – Antonio Spadaro -

 

Lascia un commento

Scegli l'account con il quale vuoi firmare il commento

Benessere4u è un sito web dedicato al benessere psicofisico continuamente alimentato dalla professionalità e competenza di centinaia di psicologi e psicotepeuti professionisti sparsi in tutta italia. Trova lo specialista più adatto alle tue esigenze!

Altro... Paure e Fobie
La nomofobia, paura e smarrimento quando lo smartphone non funziona.
Nomofobia: paura di restare senza smartphone

Avete mai provato la sensazione di essere tagliati fuori dal mondo al pensiero di non avere a portata di mano...

Chiudi