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Scuola

Fb: vietata l’amicizia ai professori

Vietato Fb ai professori
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

È di questi giorni la notizia di una circolare scolastica, diretta al corpo docenti di una scuola ligure, attraverso la quale è stato vietato a tutti i professori di stringere amicizia su Facebook con i propri alunni. Già la scorsa estate nel Missouri è stato emesso il divieto di ogni forma di contatto e/o comunicazione virtuale tra studenti e professori.
Facebook è un social network ad oggi utilizzato da più della metà degli italiani, ormai non solamente dai giovani, ma da tutte le fasce d’età. Tale è il suo potere trainante e l’oggettivo riscontro che sta avendo da qualche anno che anche la ricerca scientifica psico educativa lo osserva per conoscere meglio il mondo delle relazioni nel 2011.
Tornando tra le mura scolastiche, l’accusa che viene mossa è che, nel momento in cui professori e alunni stringono amicizia su Facebook, si scambiano link, si avvicinano l’uno all’altro tra un “Mi piaci” ed una foto, potrebbe risentirne l’efficacia del ruolo dell’insegnante. Può accadere che diventino poco chiari i confini e le definizioni del rapporto tra alunni e professori, mentalità bigotta?
Guardate questo trailer del film “The Social Network” nel quale viene raccontata la nascita di Facebook:

Alla domanda: “cosa vuole la gente?” l’ideatore di Facebook risponde: “prendere l’intera esperienza sociale del college e metterla in rete”.
Questa affermazione sintetizza perfettamente la finalità principale che sottende Facebook. Chiaramente, ogni singolo individuo fa e può farne un uso tutto personale ma FB resta uno strumento di contatto e comunicazione predisposto allo scambio relazionale di esperienze, emozioni, pensieri e interazioni attraverso la rete.
Pur essendo reali i dati che ci parlano del gran numero di persone che utilizzano Facebook, è doveroso considerare che potrebbero esserci ragazzi che scelgano o che non possano utilizzarlo. Ne consegue che una relazione:

  • che nasce all’ interno della mura scolastiche,
  • che deve sicuramente essere flessibile e pronta ad adattarsi all’individualità degli studenti e dei professori

non può dimenticare la dimensione del gruppo classe, della realtà e dell’esperienza condivise che rappresentano elementi molto importanti nel mantenimento di una parità tra le persone che compongono il gruppo. Comunicare e conoscersi attraverso un social network vuol dire aggiungere una modalità di conoscenza ben diversa da quella scolastica e che non riguarda l’intera classe.
Gli insegnanti sono dei professionisti che lavorano in diretto contatto con una fascia di età molto particolare. Spesso si interrogano, si documentano per cercare di rendere il loro intervento il più efficace possibile.
La domanda è: in che modo FB li può aiutare per svolgere al meglio il loro lavoro?
Gli insegnanti sanno bene che, per lavorare con i giovani è importante conoscere il “loro linguaggio”, ciò che è maggiormente diffuso e accettato nell’adolescenza di oggi; ma come sottolineato in un approccio di lavoro proprio della psicologia di comunità, per ottimizzare il lavoro degli insegnanti si dovrà lavorare:

  •  sul rapporto diretto tra insegnante ed il gruppo classe;
  •  sul rapporto tra gli alunni;
  •  su come il singolo alunno sta con sé stesso.

Lontani quindi dalla tradizionale, e ormai superata visione del bravo insegnante come colui che trasmette il maggior numero di informazioni didattiche, oggi, Gordon descrive l’insegnante come “più efficace” quando è ben preparato rispetto al:

  •  facilitare l’autoapprendimento dell’allievo;
  • servire come consulente educativo e punti di riferimento educativo;
  • facilitare la scoperta di problemi da parte degli studenti;
  • creare un clima di libertà e creatività in classe.

Possiamo quindi affermare come, il gruppo classe, la possibilità di interagire in un confronto diretto face to face e di intervenire nel momento specifico in cui avvengono gli episodi, che siano litigate come delle esperienze positive, rappresentano la grande ricchezza nelle mani dell’insegnante.

Riferimenti bibliografici
Francescato, Putton, Cudini, “Star bene insieme a scuola”, Carocci Editore.
www.repubblica.it

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