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Emozioni

Cosa vuol dire essere ipersensibili?

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Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

Spesso le persone vengono in seduta desiderose di capire se ciò che provano, il modo in cui si sentono, le percezioni che hanno della circostanza del quotidiano sono “normali”, nella media oppure sono il segnale che stanno perdendo la “bussola” di se stessi.

Un’esperienza diffusa è quella di riflettere sul proprio livello di sensibilità. Si parla di ipersensibilità pensando a coloro che tendono ad avere percezione di molti stimoli e soprattutto con una grande intensità. Nel senso comune si tende ad associare all’ipersensibilità una connotazione di debolezza; questo ci obbliga subito a chiarire come non sia di nessuna utilità chiudersi nei confini di etichette e definizioni standardizzate.

Rolf Sellin si è molto dedicato alle esperienze emotive e percettive delle persone ipersensibili e ci fa’ riflettere ad esempio sulla situazione di un branco di animali; tra tutti gli animali del branco, saranno proprio quelli con una più spiccata sensibilità agli stimoli che coglieranno i rischi di possibili pericoli e potranno così allertare il resto del branco.

Il nostro contesto sociale si caratterizza per essere iperstimolante ma al contempo, quando un bambino è particolarmente sensibile gli viene detto: “Ma non devi essere cosi sensibile” – “Sei troppo sensibile, non devi reagire così”. Queste – semplici – frasi sono in realtà messaggi profondi di non accettazione, che ciò che il bambino è, il modo in cui vive e reagisce al mondo non vanno bene. Il forte rischio è di aprire la strada verso una non reale accettazione di se proprio dall’infanzia.

Il punto di equilibrio sembra ruotare intorno al tema dell’accettazione e della scoperta di se. Essere iper-sensibili al mondo esterno può riguardare il flusso di emozioni in una situazione tanto come l’intensità e profondità percettiva che si sperimenta davanti ad un’opera d’arte.

Le persone ipersensibili, come abbiamo visto per i bambini, si possono scontrare con la sensazione di inadeguatezza nel portare il loro vissuto all’interno della società. Da qui ne può conseguire uno spegnersi emotivamente, tendere ad un umore depressivo o essere particolarmente timidi perchè ci si sente inadeguati al contesto.

L’ipersensibilità agli stimoli poterebbe anche essere legata  ad una particolare fase e/o periodo circoscritto: ad esempio un periodo di stress o di tensione magari sul lavoro, dopo eventi emotivamente intensi per i quali siamo in allerta e quindi molto attenti e reattivi agli stimoli che ci circondano. In questo caso si può osservare una ipersensibilità specifica verso un’unica situazione che potrebbe ad esempio spaventare.

Una risorsa importante è proprio la conoscenza ed il contatto con il proprio corpo; il corpo vive ed il corpo comunica il dolore, ma anche l’energia, il benessere, l’attivazione muscolare.

Proprio per questo quando ci si sente totalmente appensantiti da situazioni stressanti è diffuso osservare la tendenza a rinchiudersi senza contatti con il mondo esterno. Teniamo presente che per stare meglio, nelle situazioni di stress l’abbassamento del livello di adrenalina può donare beneficio.

Come farlo? Attivandosi, attivando il proprio corpo; per coloro che vivono in modo ipersensibile vorrà dire non bloccare il flusso dalla percezione di sè, imparare, accettandola, a gestire i ritmi, l’intensità, i momenti più adeguati per esplorarla, ma mai negandosela.

 

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