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Com’è dura essere genitori!

Essere genitori
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3470571342

Nessuno ci insegna ad essere genitori ma nello stesso tempo tutto influisce sull’essere genitore. Lo stile genitoriale messo in atto, studi confermano, ha una forte influenza non solo sul carattere del figlio ma anche sulla sua crescita cerebrale.

La modalità educativa genitoriale esercita le sue conseguenze non solo sul carattere dei figli, ma anche sulla loro crescita cerebrale. Questo è quanto è emerso dallo studio condotto da Kosuke Narita dell’Universita’ di Gunma in Giappone e pubblicato sulla rivista Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry

Accertati lo stile genitoriale ed il modo in cui sono stati cresciuti nei primi 16 anni di vita 50 ventenni sottoposti all’esperimento, i ricercatori hanno osservato che la corteccia cerebrale prefrontale dorsolaterale ha meno materia grigia nei ragazzi che dichiarano di aver avuto genitori eccessivamente protettivi, che non volevano farli crescere e ne impedivano lo sviluppo di autonomia e indipendenza.

Pertanto, tenendo sotto controllo il volume del cervello, gli studiosi, hanno osservato che coloro i quali avevano avuto genitori iperprotettivi manifestano un’anomalia nella corteccia del cervello al pari di coloro che sono cresciuti con una padre assente.

Anomalie di questa area neurale in altri studi sono risultate legate a disturbi mentali quali le alterazioni dell’umore e la schizofrenia.

Le ipotesi interpretative di tali ricercatori li portano ad individuare, quale causa di tale tendenza, una presenza eccessiva dell’ ormone dello stress: il corticolo.

Lo stile genitoriale iperprotettivo, come l’assenza educativa di un padre sono fonte di stress nel bambino.

Anche il neonato interagisce

Fino agli anni 60/70, per effetto di pregiudizi sociali, il bambino subito dopo la nascita veniva considerato come passivo, incapace di agire in modo produttivo.

Le più importanti ricerche sullo sviluppo psichico del neonato hanno totalmente sconfessato tali “teorie.

Oggi è ormai scientificamente indiscutibile che il neonato possiede tutta una serie di competenze.

La Infant reasearch, ossia la ricerca nel campo dello sviluppo infantile, negli ultimi decenni si è soffermata sui processi evolutivi che portano il neonato a costruire modelli stabili di sperimentazione, di adattamento al mondo che lo circonda e di legami di attaccamento.

Il neonato è in uno stato di dipendenza dalle figure di accudimento. Animato da bisogni, necessita del sostegno dell’adulto per poterli vedere soddisfatti.

L’adulto di riferimento può quindi rappresentare mezzo per vivere uno stato di soddisfazione come di frustrazione.

Stern, rappresentante di importanti lavori nell’ambito della ricerca evolutiva, mette in luce che l’individuo è animato da una spinta innata a creare relazioni e che la natura di queste influisce sul cammino di crescita.

Stern ha anche evidenziato che il cervello umano è programmato a sintonizzarsi con la realtà che lo circonda.

In questa prospettiva, lo strutturarsi di un senso di efficacia personale, si intreccia con le prime esperienze di “scambi relazionali”. Ad esempio, quando il bambino ha fame si trova in uno stato di bisogno; la risposta adeguata ad un segnale di fame, trasforma lo stato interno di tensione e di impotenza del bambino in soddisfazione.

L’espressione del ruolo genitoriale è influenzata dal modo di essere, di agire di ogni singolo genitore.

Nel divenire genitori sono particolarmente significativi numerosi fattori come l’età e la maturità dei genitori, la relazione con i propri rispettivi genitori ed il sostegno sociale disponibile. Nel caso i neogenitori siano anche una coppia, ha grande potere influenzante il livello di soddisfazione coniugale presente prima dell’arrivo del figlio.

In psicologia, tenendo presente la combinazione tra questi poli:

  • sollecitudine/ostilità
  • severità/permissività
  • responsività/non responsività
  • essere/non essere esigenti

vengono distinti 4 diversi stili genitoriali.

Lo stile autoritario: si ha una forte affermazione del potere parentale e un’attitudine distaccata, i genitori che rientrano in questo stile sono direttivi ed esigenti, usano atteggiamenti intimidatori, pretendono obbedienza senza fornire spiegazioni. I loro figli potrebbero tendere ad essere sgarbati, insolenti, dipendenti e socialmente incompetenti.

Lo stile permissivo: è caratterizzato da amore e affetto, controllo limitato, si tratta di genitori meno severi e poco coerenti circa la disciplina, consultano il figlio sulle decisioni e spiegano le ragioni delle regole, non appaiono come agenti attivi e responsabili della eventuale correzione di un comportamento sbagliato del figlio. I loro figli potrebbero tendere ad essere privi di obiettivi, poco assertivi e non interessati ai risultati.

Lo stile autorevole: combina livelli elevati sia di sollecitudine che di richiesta di risultati. I genitori che adottano questo stile esercitano un risoluto controllo sui figli, ma usano maniere non punitive, incoraggiano scambi verbali e rispettano i desideri del bambino. Comunicano criteri di condotta senza restrizioni eccessive usando sia la ragione che il potere; esprimono affetto spesso e in modo caloroso. I loro figli tenderanno ad essere più capaci, fiduciosi nelle proprie possibilità, interessati ai risultati, socialmente responsabili, dotati di autocontrollo e cooperativi verso adulti epari.
Lo stile trascurante o di rifiuto: appartiene a quei genitori che adottano una condotta disimpegnata, che non sono ricettivi né esigenti; i figli saranno poco maturi, sia a livello sociale che cognitivo.

Come testimoniato ormai da un corposo numero di studi, i genitori rappresentano un perno nella vita dell’individuo.

E? essenziale, per una serena crescita, sentire di avere alle spalle una “base sicura” di riferimento.

Essere una base sicura non vuol dire né assumere i colori del diniego, della rigidità, né della protezione a tutto tondo.


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