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È Natale! “Regaliamo” o “doniamo”?

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Dt.ssa Sara Belli fa parte dello Staff Redazionale di B4U Sara Belli Priverno ()
Aree di Competenza:
Cell.: 329 4188208

Il Natale è ormai prossimo e, al di là della sua valenza religiosa, esso porta con sé tutta una serie di riti e tradizioni, spesso poco legati al significato profondo di questo evento. Il periodo natalizio rappresenta per molti, l’opportunità di ritrovarsi, di stare in famiglia, di condividere ciò che durante l’anno sembra impossibile condividere, di provare il piacere della vicinanza e del calore dei propri cari. Per altri, purtroppo amplifica il senso di solitudine, la tristezza e la malinconia per ciò che esso rappresentava in passato, un significato che con il passar del tempo spesso si perde o comunque va ad assumere nuove sembianze.

Ciascuno di noi ha una visione del tutto personale di questa ricorrenza, solitamente legata ai ricordi dell’infanzia, alla gioia dell’attesa sperimentata da bambini e alle consuetudini familiari che possono più o meno essere conservate, nonostante il trascorrere degli anni. Il Natale resta infatti una delle feste collettive più celebrate, da credenti e non, in virtù di tutta una serie di significati e simboli che esso richiama. Al di là di tutto, questa festività continua a conservare il sapore di un tempo magico in cui sembra più facile coltivare la speranza per il futuro ed avere l’opportunità di ravvivare alcuni legami e relazioni, anche attraverso la riscoperta del senso del “dono”.

Si, perché a Natale il “regalo” sembra essere d’obbligo! Non appena le strade si illuminano e comincia l’allestimento di alberi e presepi, ha inizio una corsa sfrenata alla ricerca di un oggetto che possa soddisfare i gusti del proprio partner, di un amico o di un familiare e … in ben meno che non si dica, il gioco è fatto! È così che sotto l’albero pian piano va ad accumularsi una quantità smodata di pacchetti, alcuni scelti con piacere, altri fatti semplicemente per adempiere ad un fastidioso mandato.

Quello del regalo è uno dei gesti più antichi della tradizione dell’uomo, un’usanza che esiste da sempre e che, in quanto tale, è connessa ad aspetti psicologici e regole sociali che spesso qualificano le relazioni.

Ma qual è significato psicologico del dono?

Innanzitutto va fatta una distinzione tra “regalare” e “donare”.

  • Regalare deriva da “regalia”, ovvero i diritti spettanti ai re, che questi poteva concedere ai suoi sottoposti in cambio di altri servizi. Il termine sembra quindi che richiami un atto volto a riconoscere un merito o a ricompensare qualcuno a cui si deve gratitudine.

Pertanto, il regalo va ad assumere una connotazione prettamente quantitativa, legata all’attesa di uno scambio: è questa la ragione per cui spesso viene vissuto senza emozioni, quasi come fosse una “missione” che si ha l’obbligo di compiere.

  • “Donare” invece, ha tutt’altro significato! Esso deriva dal verbo “dare”, richiamando quindi la gratuità del dono, gli affetti ed il significato che quella persona o quel legame ha per noi. Vuol dire offrire, in maniera incondizionata, qualcosa che testimoni all’altro ciò che proviamo per lui, un po’ come un sorta di omaggio ai sentimenti. Volendo fare un riferimento religioso, possiamo pensare ai doni dei re magi: essi offrono a Gesù e alla sua famiglia dei beni che, a causa della loro povertà, non potranno essere ricambiati. Ciò che fanno i re magi è “dare senza pretendere nulla in cambio”, in linea con quella che è la vera essenza del donare. Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica presso l’università di Bologna, sostiene infatti che il senso più profondo di un dono sia legato semplicemente all’emozione del sentirsi più uniti.

Pertanto, la scelta di un dono non avviene mai in maniera casuale: essa è connessa ad una molteplicità di bisogni interni quali, il desiderio o la necessità di mantenere un legame con qualcuno, di costruire una nuova relazione, di conservare o meno una certa vicinanza/intimità con colui che riceve; quest’ultimo, dal suo canto, attraverso il dono ha la dimostrazione di essere presente nella mente di colui che dà. Contrariamente a quanto si possa pensare, anche saper ricevere non è semplice! Disporsi ad accogliere un dono, significa saper ringraziare, cosa che molti hanno difficoltà a fare ed implica, inoltre, il dover fare i conti con ciò che ci si aspetta; nonostante il donare rimandi ad un’azione disinteressata, l’atto stesso porta con sé una serie di aspettative che delle volte restano insoddisfatte: questo accade quando si spera in un oggetto diverso, quando ciò che riceviamo non ci rispecchia affatto, o quando, attraverso quel dono ricevuto, ci sentiamo “incompresi” rispetto al valore che noi diamo a quella relazione. Spesso i regali più graditi sono infatti quelli che in qualche modo hanno un’impronta, quelli che fanno riferimento ad un evento condiviso tra i due partner, al loro legame e alla loro storia (familiare, amicale o lavorativa che sia).

Lo psicologo J. Messinger scrive: “Il regalo giusto è un modo per confermare la reciproca simpatia ed un’affinità, mentre un dono sbagliato può essere interpretato come segnale di disinteresse”.

Non ha importanza quindi, quanto spendiamo in termini di denaro, ciò che conta davvero è il piacere di scegliere con cura ed attenzione per l’altro e soprattutto decidere quale messaggio vogliamo fargli arrivare attraverso quel preciso dono. Si, perché “i doni sono portatori di messaggi”! Attraverso gli oggetti che scegliamo, sveliamo una parte di noi stessi, in qualche modo “ci doniamo”, lasciandoci trasportare da un’emozione, piuttosto che da un’idea; nella stessa maniera, possiamo decidere, più o meno consapevolmente, di “trattenerci” e di non “rischiare”, scegliendo di donare qualcosa che non ci “costringa” a confrontarci con la risposta dell’altro, positiva o negativa che sia.

Nella società odierna, il dono ha purtroppo perso il suo significato originario, andando ad assumere una connotazione prettamente consumistica; difatti, spesso scegliamo non in funzione della ricorrenza da festeggiare, ma della moda del momento, non su iniziativa personale, ma per dovere, sminuendo così un gesto nobile, che se compiuto con autenticità, ha un importante valore creativo, intimo ed emotivo.

La sola indicazione da seguire per ritrovare o conservare quell’antica valenza, è di fermarsi un attimo e di prendersi un momento per pensare a quale messaggio vogliamo trasmettere attraverso il nostro dono e soprattutto, a quale emozione vogliamo procurare.

Il filosofo tedesco Theodor Adorno sostiene difatti che “la vera felicità del dono sta nell’immaginazione della felicità del destinatario”. Credo sia questo il vero senso del donare, l’unica via possibile per riscoprire il piacere del dare ed il calore che può generare.

Non mi resta che augurarvi “Doni di cuore” ed un “Magico Natale”!

 

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