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Alimentazione

Diventare vegetariani o vegani

aumenta il numero di persone che scelgono una dieta vegetariana e vegana.
roberta-mattozzi-psicologo-roma Roberta Mattozzi Colleferro ()
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ansia e Depressione, Genitori e Figli
Cell.: 3342724735

Il numero di coloro che scelgono di diventare vegetariani nel mondo è in costante aumento, centinaia di milioni con un tasso di crescita del 30-40% annuo. In Italia gli amanti della verdura ammontano a 6 milioni (dati Eurispes gennaio 2006) il 70% dei quali è donna”.

Si registra una maggiore tendenza delle donne a diventare vegane che sono più spinte a mettere in atto un cambiamento nella propria vita, a mettere in discussione le abitudini e i costumi alimentari consolidati dalla cultura in cui è inserita.

Proviamo a dare qualche risposta!

La prima cosa da fare è specificare una distinzione tra:

  1. vegetariani – non mangiano carne e pesce
  2. vegani – non mangiano carne, pesce e derivati animali come uova e latticini.

Probabilmente vi sarete domandati come mai non mangino questi cibi o come riescano a non mangiarli in una cultura come la nostra, in cui siamo stati svezzati e cresciuti mangiando carne e pesce ed abituati a questo tipo di alimentazione, anche sostenuti dalla cultura cristiana e dalle ricorrenze religiose (pur vivendo in un Paese laico).

Alla base della psicologia “vegan” vive una filosofia che rifiuta qualsiasi sfruttamento degli animali. É uno stile di vita che va contro corrente e si oppone alla maggior parte della popolazione mondiale che vive, si nutre e guadagna sullo sfruttamento di massa di milioni di individui animali.

Molto probabilmente chi segue questa filosofia di vita trova assurdo come la maggior parte delle persone possa cibarsi della vita di altri esseri viventi!
Volendo capire meglio cosa muove un approccio così diverso ma estremamente rispettabile, possiamo provare a riflettere su un punto cruciale sul quale i vegetariani e i vegani hanno già riflettuto ampiamente e cioè il concetto di specismo. Tale concetto tende a discriminare una società in base alla specie di appartenenza, in tal caso quella animale. Come il razzismo considera una razza inferiore o peggiore di un’altra, così accade per lo specismo, situazione in cui una specie, quella umana, si annovera il diritto di esercitare potere su altre specie.

Il vegetariano e il vegano, smettono di dare per scontata la validità di questo pregiudizio e si fermano a riflettere. Si riflette sul fatto che la “superiorità” dell’essere umano è misurata su una scala gerarchica di intelligenza e che quindi sia lecito non dare amore e rispetto ad esseri meno intelligenti o meno “evoluti”. Quindi i vegetariani ritengono non sensato basarsi su questo concetto di superiorità, come non è giusto farlo verso altri esseri umani, non lo è nemmeno verso gli animali.

Ma cosa pensano i vegetariani ed i vegani? Guarda questo servizio del Tg2 per ascoltare il loro punto di vista.

La psicologia del vegetariano abbandona la visione antropocentrica e cessa di mettere l’uomo in cima alla piramide alimentare, per poter giustificare lo sfruttamento e la sofferenza di milioni di individui animali.
Ma allora come mai non tutte le persone riescono a fare questo ragionamento, che a livello etico si può comprendere, ma a livello di “messa in pratica” è difficile da attuare?

Una possibile risposta celata dietro la scelta di diventare vegani o vegetariani può trovarsi banalmente nel modo in cui siamo cresciuti e nella cultura che abbiamo respirato, prima fra tutte quella della nostra casa e famiglia. L’empatia che si prova al pensiero di recare sofferenza ad un altro essere vivente fa si che questa sofferenza venga fatta cessare. Empatia che proviamo ad esempio verso i nostri amici domestici e che non sogneremo mai di mangiare. Nella nostra cultura questo sentimento è stato soffocato e gli animali sono passati ad essere da qualcuno a qualcosa. Noi non li vediamo soffrire e non li vediamo morire. La loro sofferenza e la loro morte avvengono in luoghi nascosti, ma non si può pensare che per avere una bistecca nel piatto non sia stato prima necessario tenere prigioniero in condizioni pietose un animale e poi ucciderlo.
Una scelta matura e consapevole fatta in base ad una revisione della cultura antropocentrica, può portare un uomo a non tollerare più tortura e sfruttamento nei confronti degli animali. Una scelta che implica uno sconvolgimento della psicologia dell’uomo al centro di tutto e il rifiuto della visione utilitaristica degli animali e della natura.

In Italia sempre più persone scelgono di diventare vegani ed i dati statistici ci dicono che nel mondo proprio le donne fanno maggiormente questa scelta.

Sono più numerose le donne vegane e vegetariane forse perchè:

  • tendono a sviluppare maggiore empatia nei confronti di un essere che soffre
  • culturalmente sono educate a sviluppare una tendenza maggiore dell’uomo ad accudire e tutelare i più deboli e stare maggiormente in contatto con le proprie emozioni
  • riescono a comprendere che per i loro figli dovrebbero lottare per un mondo migliore e che la prosecuzione della specie umana potrà vivere meglio rispettando maggiormente gli altri abitanti di questa terra che ci ospita!

Lascia il tuo commento: cosa pensi di coloro che scelgono di diventare vegetariani o vegani?

Commenti

2 Resposte a “Diventare vegetariani o vegani”
  1. Elisabetta scrive:

    Articolo molo interessante!!! Dottoressa io vivo in Australia e qui di vegetariani e vagens ce ne sono tanti…Certo non pensavo che anche in Italia questa filosofia stesse crescendo.
    Mi fa piacere leggere questo tipo di articolo…lo trovo molto molto interessante!
    Anche vivendo lontano mi piace rimanere aggiornata con quello che succede in Italia.
    Grazie per questa lettura interessante e piacevole!
    Cordialmente
    Elisabetta

  2. Gentile Dottoressa,
    anch’io, come la signora Elisabetta, ho trovato il suo articolo veramente interessante e di grande spessore. Mi ero sempre chiesto, infatti, che cosa potesse spingere una persona a diventare, ad un certo punto della sua vita, vegetariana. Grazie alle sue preziose riflessioni, ora ne so di più. Mi auguro di poter leggere presto un suo nuovo contributo.
    Un cordiale saluto
    Fabio

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