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disturbi alimentari

Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ansia e Depressione, Ben-essere
Cell.: 3457880398
il visitatore chiede:
Salve Pamela, mi chiamo Maria Grazia, ho 24 anni e scrivo da Pescara. Fin da piccola ho avuto un appetito vorace, e se fino a qualche mese fa davo la colpa a me stessa e alla mia bocca, sono finalmente giunta alla conclusione che il mio è un problema che prescinde dalla fame e dalla “voglia di mangiare”. sono alta 1.75, peso 108kg e questo non va bene. Ho fatto tante diete, so come mangiare, cosa mangiare, le quantità, gli alimenti proibiti, ma il mio problema rimane sempre lo stesso. magari a casa riesco a fare la dieta, ma quando esco, o sono in compagnia, o qualcuno mi propone una pizza, divento famelica, non riesco a dire di no, non lascio mai il piatto vuoto, se sto a un buffet ho addirittura paura che finiscano le cose perchè le devo mangiare tutte io! a volte mi fermo solo per decenza! e ciò è sbagliato. vorrei da lei un aiuto un consiglio, magari qualcuno a cui rivolgermi… La ringrazio Maria Grazia

Il 26-03-2010 15:46 Serafini Pamela risponde:
Gentile Maria Grazia,lei dice che fin da bambina ha avuto un appetito vorace e che fino a qualche mese fa incolpava se stessa e la sua bocca. Riflettendo su queste parole, si ricorda se è successo qualcosa, qualche mese fa, che l’ha portata alla conclusione che il suo problema prescinde dalla voglia di mangiare e dalla fame? Lei dice che a casa riesce a stare a dieta ma che il problema nasce quando si trova a vivere delle occasioni fuori casa in cui mangia insieme agli altri e in cui sente di diventare famelica. Vuole dire che a casa riesce a controllare meglio la sua alimentazione? Si costringe ad evitare i “cibi proibiti” che poi si concede nelle occasioni fuori casa? Io le suggerirei di iniziare a riflettere sul significato che può avere per lei il cibo e quali bisogni possono celarsi dietro alla voracità. Le vorrei, inoltre, sottolineare che attraverso questa richiesta di consulto lei ha già iniziato a fare qualcosa per affrontare la sua situazione ma, se ritiene opportuno, potrebbe cercare nella sua città dei centri che si occupino della gestione del peso. Potrebbe essere utile fare anche un percorso di conoscenza di se stessa e della storia del suo rapporto con il cibo, insieme ad uno psicologo o uno psicoterapeuta.Un saluto
 
Il 26-03-2010 15:46 il visitatore chiede:
Cara dottoressa, la ringrazio per la sua celere risposta.in riferimento alla sua domanda …”Riflettendo su queste parole, si ricorda se è successo qualcosa, qualche mese fa, che l’ha portata alla conclusione che il suo problema prescinde dalla voglia di mangiare e dalla fame?” le rispondo subito.un po’ di tempo fa il mio ragazzo mi ha preparato una cena a casa, e ha comprato una vaschetta di gelato da 500gr e l’ha divisa in due parti eque (sa che se noto disparità mi arrabbio!). mentre lui mangiava la sua parte, per scherzo, per giocare, ha preso un cucchiaino di gelato dalla mia scodellina ed io gli ho risposto talmente male, talmente rabbiosa, mi sono arrabbiata tantissimo, e questa mia reazione mi ha messo paura. gli ho urlato in faccia che quello era mio, e che la sua parte di gelato ce l’aveva. lui è rimasto paralizzato, davvero scosso dalla mia reaazione. ed io me ne sono accorta. gli ho chiesto subito scusa, effettivamente mi sono  resa conto di aver avuto una reazione eccessiva!

per un cucchiaino di gelato?? quando io ne avevo 250gr nella mia scodellina?

ecco, io a questo mi riferisco quando le parlo di “rapporto sbagliato col cibo”… non è normale tutto ciò.

e poi le volevo dire anche un’altra cosa.

3 anni fa ho iniziato una dieta, ero al mio primo anno di università. non conoscevo nessuno, non uscivo, ma da sola sono riuscita a perdere quasi 30kg. poi ho conosciuto il mio attuale ragazzo, cuoco, gli piace cucinare, gli piace mangiare, conosce un sacco di posti dove andare a mangiare. insomma… “a causa sua” ho ripreso tutti i kg che avevo perso. 

lui non mi aiuta, nel senso che anche se gli ho parlato un sacco di volte di questo mio problema continua a proporre cene e pizze fuori.  so che non è colpa sua, che deve dipendere da me, ma è così difficile dire di no… :(

Si costringe ad evitare i “cibi proibiti” che poi si concede nelle occasioni fuori casa? 

semplicemente quando faccio la spesa non compro i cibi proibiti! 

stavo anche pensando di andare da uno psicologo, ma non so proprio da dove iniziare, in più sono una studentessa universitaria e non dispongo di molto denaro. sa se ci sono strutture magari convenzionate?

la ringrazio!

Maria Grazia 

Il 26-03-2010 15:46 Serafini Pamela risponde:
 Gentile Maria Grazia, la ringrazio di aver condiviso con noi un episodio della sua vita che ci aiuta a capire meglio il disagio di cui parla. La vorrei portare a riflettere su alcune sue parole che cito testualmente:“…ha preso un cucchiaino di gelato dalla mia scodellina ed io gli ho risposto talmente male, talmente rabbiosa, che mi sono arrabbiata tantissimo e questa mia reazione mi ha messo paura, gli ho urlato in faccia che quello era mio…”Le è mai capitato di provare queste reazioni di rabbia quando qualcuno prendeva ciò che era suo?Ci racconta anche che 3 anni fa è riuscita a perdere da sola quasi 30 kg ma che poi ha ripreso “a causa” del suo ragazzo che le propone cene e pizze fuori ma dice anche: “so che non è colpa sua, che deve dipendere da me, ma è così difficile dire di no…”.Di fronte a continue tentazioni in effetti è difficile resistere! Un lavoro su di sé che l’aiuti ad esplorare il valore che ha per lei il cibo, potrebbe accrescere la consapevolezza sul suo comportamento e magari darle la forza di scegliere se accettare o meno di lasciarsi andare alle tentazioni.Lei stava pensando di andare da uno psicologo ma di non sapere da dove cominciare. Provi a vedere se esistono dei Consultori o dei centri per la gestione del peso convenzionati con la A.S.L. nella sua città che possano permetterle di fare un lavoro su di sé a costi accessibili.Molti auguri  
 
Il 26-03-2010 15:46 il visitatore chiede:
la ringrazio per il consiglio.ho provveduto a mettermi in  contatto con il centro di disturbi alimentari di Chiaromonte, in basilicata, di cui mi hanno parlato molto bene.oggi ho avuto un primo colloquio con la psicologa, martedì 6 farò un dayhospital per le analisi e tutto, e si inizia. la ringrazio per il sostegno morale e per avermi dato coraggio a intraprendere questo percorso.

per me è stato difficile, dal momento in cui è difficile considerarsi “malato” se non sei allettato. la ringrazio ancora.

Maria Grazia 

Il 26-03-2010 15:46 Serafini Pamela risponde:
 Gentile Maria Grazia, sono io a ringraziarla per aver condiviso con noi il suo disagio e la scelta che sta facendo per se stessa. Ci fa capire quanto conta consapevolizzarsi del fatto che si può fare qualcosa per stare meglio, prendendosi cura di sé.La sua esperienza potrà incoraggiare molte altre persone che hanno un disagio, a riconoscere di avere bisogno di prendere in mano la situazione, pur con tutte le difficoltà che questo comporta, con l’obiettivo di ritrovare il proprio benessere.

 Molti auguri per il suo percorso.

 Un saluto 

 

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