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Disfunzioni Sessuali

Disfunzioni sessuali maschili:cosa sono?

Disfunzione-erettile-cosa sono
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli, Sessualità
Cell.: 3331146928

L’uomo può, durante la sua vita, sperimentare, magari solo per un breve periodo, cosa si intenda per disfunzione erettile, la più conosciuta tra le disfunzioni sessuali.
Parlerò di disfunzioni che possono avere una causa psicogena, psicologica, poiché a volte difficili da trattare, poiché rimandano ad una messa in discussione da parte dell’uomo, o della coppia, che per comprenderle e superare, deve necessariamente passare dagli studi dei sessuologi o degli psicologi dopo essersele innanzitutto “confessate” e averle riconosciute come “problema”. Ovviamente questo passo va compiuto dopo aver escluso le cause mediche, riscontrabili con degli esami indicati e prescritti dal proprio medico di base, dall’urologo o dall’andrologo.

Per disfunzione erettile si intende la ridotta o impedita capacità dell’uomo di raggiungere o mantenere l’erezione per un tempo sufficiente a compiere l’atto sessuale della penetrazione.

Può essere situazionale, se accade solo in determinate circostanze, magari solo con la partner abituale (e non con la masturbazione o con le prostitute). Questo dato può suscitare scalpore, ma nella realtà sono molti gli uomini che per comprendere la natura del loro problema, si mettono alla prova in situazioni differenti e arrivano a comprendere così, di non riuscire ad avere un’erezione solo con la propria partner (disfunzioni situazionali).
Le cause, quando siano di natura psicogena, sono da attribuirsi a conflitti sottostanti, più o meno inconsci, che tolgono spontaneità al rapporto, disaffezione per la partner, conflitti o sensi di colpa in caso di tradimenti ritenuti inaccettabili, oppure ad un’ansia legata ad un’educazione repressiva e castrante, che fa vivere la sessualità con pesanti sensi di colpa.

Soprattutto nel caso dei giovani spesso si rintracciano:

  • ansie legate alla prestazione in sé,
  • alla paura di deludere la partner e non essere all’altezza,
  • alle preoccupazioni per le misure del pene (clicca per leggere l’articolo correlato).

Quindi, come base comune, vi è sicuramente un’ansia di qualche tipo o a volte delle tendenze depressive.

Tra i giovani esiste oggi una preoccupante tendenza a ricorrere a stimolanti e vasodilatatori in maniera eccessiva e del tutto fuori luogo poiché sono assenti le condizioni di patologia che ne richiederebbero l’uso e non ve ne sarebbe quindi alcun bisogno. Ma dal momento che tali prodotti (Viagra, Cialis e altri) sono vendibili anche su Internet senza ricetta (rischiando così di comprare prodotti simili, e non uguali, che oltre a non essere efficaci sono anche pericolosi) molti giovani pensano di approcciare così al sesso, alcuni in occasione della loro “prima volta”, con l’aiuto esterno di tali preparati.
Tale questione è sicuramente un elemento da valutare nell’analisi della situazione del momento storico che stiamo vivendo, in cui il corpo è sentito come strumento atto solo a dare e darsi piacere, oggetto estraneo a sé e vissuto con distacco. È sentito distante, e non si permette alle giovani generazioni di sviluppare una conoscenza ed una coscienza:

  1. di sé,
  2. del proprio corpo.

Ciò accase conoscendone le sensazioni che si possono sperimentare ma anche le emozioni sottostanti, il concetto di rispetto di sé, dei propri tempi e dell’altro. La questione quindi non è affatto da sottovalutare nella sua gravità.

Mancando un’educazione alla sessualità e, in senso più ampio, all’affettività, i ragazzi recepiscono e conoscono solo ciò che arriva loro da stimoli quali TV, internet e pubblicità, i cui valori, non inducono di fatto alla calma, alla tenerezza e allo scambio profondo. Soltanto una conoscenza graduale e intera dell’altro, come portatore di suoi bisogni, di suoi desideri, di una personalità da scoprire e che sia in sintonia con la propria, crea la complicità adatta ad uno scambio vero, non solo sessuale e che riguardi altri aspetti della persona.

Si fanno avanti molti interrogativi:

  • Ma la curiosità verso l’altro, in un mondo dove si viene costantemente bombardati di stimoli sessuali a livello percettivo, dove va a finire? 
  • E non dovremmo forse considerare l’assenza di erezione come facente parte di un unico grande quadro di riferimento, che è il calo del desiderio sessuale?

Per altri giovani esiste, invece, l’ansia di non poter restare indietro rispetto ai coetanei e dover avere a tutti i costi un rapporto sessuale prima del tempo con chiunque capiti; anche questo fattore gioca un ruolo nelle disfunzioni sessuali maschili, in cui il fattore ansia è protagonista.
L’uomo che sente di avere una qualche forma di ostilità nei confronti della partner (segno a volte di un’ostilità più generalizzata verso le donne), e proprio perché disabituato a conoscere i propri sentimenti, a parlarne, ad avere con lei uno scambio vero, potrebbe arrivare ad utilizzare la disfunzione erettile come arma per deludere la propria compagna, evitando magari così un conflitto che può essere sgradevole ma risolutivo.

A volte la psiche “ragiona” in modo molto astuto: se c’è qualcosa che non va nel rapporto, i sintomi potrebbero manifestarsi altrove o di altra natura, e quindi se è presente un conflitto, l’uomo potrà in alcuni casi ricorrere inconsciamente alla disfunzione per evitare di avere rapporti con la partner, attribuendo al “problema” la causa di tutto, compresa l’impossibilità di avere rapporti.

Cosa fare?

Spesso riconoscere il problema e parlarne con la partner, è già una grande segno di apertura per molti uomini e rappresenta un inizio verso la risoluzione. Questa può essere raggiunta soltanto se anche la donna, si dimostra interessata a risolvere il problema poiché sente che riguarda la coppia e ove decide di investire nella stessa.

Cosa assolutamente non fare?

Da evitare sicuramente le mortificazioni o le colpevolizzazioni verso l’uomo, che, oltre ad essere inutili, aggravano ancor più la situazione! Anche se per una donna può essere frustrante avere un partner che non raggiunge o perde l’erezione durante il rapporto oppure la raggiunge ma poi ha un orgasmo dopo pochi secondi, occorre, se si intende proseguire nella relazione perché valida e appagante per altri aspetti, capire e approfondire insieme la questione. Questo può comportare imbarazzo nella coppia ma è un passo necessario per evitare, qualora fosse un episodio occasionale, che la situazione si cronicizzi. Tanto più che se l’uomo inizia ad essere costantemente preoccupato della reazione delusa della donna, si crea un’ulteriore ansia che rafforza e mantiene il problema.

Non è facile neppure per la donna gestire questa situazione. Sicuramente non deve mettersi in secondo piano e sminuire quelli che sono i suoi desideri e la giusta richiesta di ottenimento di piacere dal rapporto, ma dovrebbe:

  1. cercare in modo comprensivo di far arrivare al partner una sua disponibilità a capire insieme le cause del problema
  2. sdrammatizzarlo se questo si colloca all’interno di una relazione che fino a quel momento non ha avuto defaillance e ha funzionato.

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