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In estate aumenta il pericolo dipendenza per i giovani

Dipendenza da internet

Il Decimo Rapporto Infanzia di Telefono Azzurro ed Eurispes mette in evidenza i rischi della navigazione in rete dei bambini durante il periodo estivo.
L’estate non è sempre sinonimo di divertimento, svago e vacanze. Durante il periodo estivo cala l’attenzione degli adulti, e si allenta anche la rete di protezione sociale che fa da supporto alle famiglie più in difficoltà, in un periodo in cui invece i ragazzi passano più tempo in casa e in famiglia.
Proprio in questo periodo infatti cresce l’allerta per quanto riguarda la dipendenza di bambini e ragazzi da uso di internet e dei cellulari. Con la fine della scuola e l’inizio delle vacanze, cresce in maniera esponenziale tra i più giovani l’uso di internet e delle nuove tecnologie: i ragazzi hanno una maggiore quantità di tempo libero a disposizione e quindi, sentendosi isolati dagli amici, utilizzano questi mezzi tecnologici per fronteggiare le situazioni di solitudine e per combattere la noia. Spesso il web è vissuto dai più piccoli anche solo come un modo per restare in contatto con i compagni di scuola durante le vacanze, oppure come un mezzo per fare nuove amicizie.

Internet e le nuove tecnologie stanno sempre più prendendo piede nella vita dei più giovani e questo se da una parte può essere visto senza dubbio come un fenomeno positivo, che va a stimolare l’aggregazione o la scoperta del mondo, dall’altra crea non pochi problemi, diventando spesso fonte di dipendenza.

I ragazzi utilizzano le nuove tecnologie non solo per telefonare, ma si scambiano video e fotografie, navigano, chattano, stanno sui social network come Facebook., MySpace, Twitter, Second Life. Dai dati del Decimo Rapporto Infanzia di Telefono Azzurro ed Eurispes emerge che il 71,1% tra i bambini e gli adolescenti italiani ha un profilo su Facebook e 8 su 10 (il 79,9%) usano la chat.
Ma i dati più preoccupanti riguardano il fatto che questi ragazzi sono il più delle volte abbandonati a se stessi da genitori poco attenti, che ignorano o comunque sottovalutano i rischi legati ad un uso sbagliato del web e delle nuove tecnologie. Il 64% dei genitori afferma di monitorare il traffico internet dei figli, solamente il 19% naviga insieme a loro, mentre il 17% li lascia completamente soli.

E’ ormai universalmente riconosciuto che Internet può determinare dei veri e propri fenomeni di dipendenza: “dall’esigenza di assumerne “dosi” sempre maggiori per raggiungere uno stato di soddisfacimento, fino allo stadio in cui il “consumo” non è più vissuto come momento di piacere, ma è l’astinenza a creare disagio”. Infatti negli USA (dove Internet è un fenomeno di massa diffuso già da tempo) esistono centri di recupero per “internet-dipendenti” e “chat-dipendenti” in cui si adottano tecniche di disintossicazione concettualmente analoghe a quelle utilizzate per contrastare le tradizionali forme di dipendenza.

Il rischio quindi per il bambino è quello di sviluppare un disturbo chiamato Internet Addiction Disorder (IAD). “Questo disturbo può portare a sviluppare manie ossessivo-compulsive, forme di apatia e di rifiuto verso attività e relazioni sociali di fuori dalla rete, una progressiva chiusura in se stessi e la perdita di contatto con la realtà”.

Ma l’utilizzo di Internet non è legato soltanto ai rischi derivati da una possibile dipendenza; ad essi vanno purtroppo aggiunti quelli che derivano dal tipo di fruizione. I ragazzi si espongono infatti a rischi legati al furto di identità, all’adescamento on line, alla pedopornografia, alla violenza, alla apologia del razzismo.

Per quanto riguarda la protezione dei ragazzi da questi rischi, negli anni sono stati creati software per la gestione di “White list” o “Black list” di siti, attraverso cui cercare di confinare la navigazione dei giovanissimi, ma questi metodi si sono rivelati poco efficaci. E’ necessario cercare di garantire ai giovanissimi, attraverso un filtraggio accurato, una navigazione in “acque tranquille”, con la consapevolezza, però, che i comportamenti devianti che si trovano in Internet non potranno essere mai del tutto eliminati: l’incontrollabilità è l’essenza stessa del web.

Sarà quindi necessario un controllo maggiore da parte dei genitori per evitare che i bambini e i ragazzi facciano di internet una pericolosa fonte di dipendenza, ma anche per evitare tutti i rischi collaterali che da internet possono derivare.

Fonti:

AA.VV., 2010. Azzurro child: il giornale di telefono azzurro. Anno XVII n. 59, pagg. 2-3
Corriere della Sera

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