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Diete last minute: i rischi

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cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

Con l’avvicinarsi dell’estate e l’ansia per la famigerata prova costume infervora la moda delle diete last-minute. Diete miracolose, consigli alimentari che promettono nel giro di pochi giorni di perdere quel chiletto di troppo o di recuperare il piacere per il proprio aspetto fisico. Il rimedio più gettonato per affrontare lo sguardo degli altri oltre che di se stessi.

Una modalità che contribuisce all’illusione di migliaia di persone con problemi di peso, ossia che esista un trattamento miracoloso e rapido, una dieta strepitosa che permetta con facilità di perdere peso senza accorgersene. Quale tentazione migliore per chi ha problemi con il proprio peso e soprattutto col seguire un regime alimentare ipocalorico.

Solo chi è entrato nel mondo delle diete, sa quanto sia difficile seguirle, avendo magari sperimentato il sentimento di fallimento che ne consegue quando non si riesce a seguire un regime alimentare dietetico, se non addirittura il senso di colpa quando non si riesce a perdere peso.

La moda delle diete, la “diet industry”, suggerisce l’idea che perdere peso sia facile. Molto spesso ci si dimentica che il comportamento alimentare è un comportamento e in quanto tale influenzato da fattori genetici, ma anche e soprattutto sociali, familiari, ambientali e di personalità.

Cosa influisce sul nostro comportamento alimentare?

Ciò vuol dire i colori dei cibi, la grandezza del piatto, le persone con cui mangiamo, le nostre convinzioni sul cibo e le nostre emozioni possono influenzare la nostra alimentazione. Dietro ogni comportamento ci sono pensieri, emozioni che devono essere prese in considerazione se si vuole attuare una modifica duratura nel tempo.

Un comportamento quello alimentare quindi che a prima vista sembrerebbe regolato solo da fattori biologici, ma che nella realtà è influenzato anche da fattori psicologici e ambientali.

Per psicologico, non si intende patologico, malato, ma ci si riferisce ad una modalità di funzionamento della mente che è necessario conoscere e modificare affinché si riesca a seguire l’alimentazione dietetica necessaria e a mantenere le nuove abitudini alimentari apprese. Meccanismi psico-socio-percettivi implicati nel comportamento alimentare comuni a tutti gli individui ma individuali nella loro espressione. I significati che ognuno attribuisce al cibo sono unici e individuali e non possono essere affrontati con uno schema troppo rigido come la dieta pretende di fare. Le diete soprattutto le diete last-minute non sono studiate a misura della persona e non tengono inconsiderazioni di aspetti che a volte spingono a magiare pur non avendo fame e spesso inconsapevolmente.

Non è raro trovare suggerimenti dietetici che non hanno alcun fondamento scientifico (dieta del pompelmo, del fantino, del minestrone): restrizioni alimentare estreme spesso sbilanciate dal punto di vista nutrizionale nonché dannose per la salute.

In realtà è possibile perdere chili in poco tempo, seguendo una dieta last-minute, giacché si riduce l’introito calorico. Tuttavia, anche se nell’immediato ci si può sentire gratificati, è un approccio alla perdita del peso fallimentare sotto diversi punti di vista.

Una classica conseguenza è che quei chili faticosamente persi, ritornano nel giro di qualche settimana. Il nostro cervello, quando per un certo periodo, anche breve, mangiamo meno, percepisce la mancanza di cibo come un pericolo, quindi per sopravvivere riduce il metabolismo basale, ossia il dispendio energetico, consumando meno del solito. Interrotta la dieta, tornando alle proprie abitudini alimentari, i chili persi saranno facilmente recuperati perché la quantità assunta sarà maggiore al proprio fabbisogno.

Anche perché spesso le diete comportamento un rallentamento del metabolismo basale, rendendo sempre più difficile il dimagrimento o il mantenimento del peso raggiunto.

In particolare le diete last-minute favoriscono il noto effetto yo-yo, ossia il recupero dei chili persi dopo una dieta, a volte anche qualche chilo in più rispetto a quello che si aveva in partenza. La persona poi cercherà di riperdere peso, con una nuova dieta e il ciclo ricomincia. Fenomeno presente soprattutto quando si seguono diete fortemente ipocaloriche e sbilanciate nella composizione dei nutrienti (spesso iperproteiche, nelle quali sono previste grandi limitazioni di alimenti quali pasta e pane).

Le diete che comportano una rapida perdita di peso, come nel caso delle diete last-minute, spesso vanno ad agire sulla massa magra, quella responsabile dell’attività metabolica, che permette di consumare le calorie introdotte. La conseguenza di diete molto restrittive è che aumenta la massa grassa, in sostituzione di quella magra e ciò rallenta il nostro metabolismo.

Le conseguenze della sindrome dello yo-yo non sono solo legate al circolo vizioso del “perdi e prendi peso”, sono anche psicologiche. La più comune conseguenza è che all’entusiasmo iniziale dovuto al seguire un regime alimentare che ci farà raggiungere il nostro obiettivo tanto desiderato, quale la perdita di peso, segue poi una fase di apatia, tristezza, senso di impotenza, e addirittura perdita della stima e fiducia in se stessi perché non si è riusciti o a seguire il regime dietetico o a mantenere il peso faticosamente raggiunto dopo la dieta.

”Sono senza speranza”, “Non riuscirò mai a controllare il mio peso e il cibo” pensieri tipici e conseguenti ad una dieta.

Rinunciare perché si sta seguendo un regime dietetico molto restrittivo a dei cibi desiderati, favorisce a livello psicologico, il fenomeno noto come “Restrizione-disinibizione”, un meccanismo psicologico che ci porta a provare un desiderio irrefrenabile nei confronti del cibo al quale dobbiamo rinunciare. “Appena finita la dieta, mangerò…“ A chi non è capitato di pensarlo?

Ed è così che la persona terminata la dieta si sente finalmente libera di poterlo mangiare e a quel punto diventa difficile controllarsi. Ormai è risaputo che per perdere peso è necessario un cambiamento dello stile alimentare e di vita, che è necessario un calo del peso graduale ma non ciò nonostante la tentazione è sempre in agguato ed facile caderci.

Nella società del mordi e fuggi, ipertecnologica, dove si vive nell’illusione in cui tutto può essere facilmente raggiunto, le diete last-minute sono un richiamo a cui è difficile resistere. Una modalità che porta poco all’ascolto di sé, dei propri bisogni fisiologici ed emotivi, che porta poco a riflettere sulle proprie convinzioni relative al cibo e al mangiare.

Per perdere peso e riuscire a mantenerlo nel tempo il peso faticosamente raggiunto è necessario diventare consapevoli del proprio comportamento alimentare, per poter mangiare in sintonia con il proprio fabbisogno fisiologico.

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