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Salute

Dieta? No grazie!

Dieta: No Grazie!
bernardetta-morgante-psicologo-l-aquila Bernardetta Morgante Magliano dei Marsi (AQ)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 328-2763519

Anche se con qualche tentennamento, ci stiamo addentrando ufficialmente nella bella e calda stagione. Il guardaroba invernale cede quindi il passo a quello primaverile; scompaiono pian piano sciarpe, cappotti e maglioni pesanti, che vengono sostituiti da tessuti più freschi e leggeri.

Ritornano quindi maggiormente visibili le nostre forme corporee, che venivano avvolte e un po’ nascoste dagli strati più o meno numerosi di abiti pesanti.

Ed ecco allora sopraggiungere, impietosi, i dilemmi di ogni anno:

  • Sono ingrassato/a?
  • Sono pronto/a per la prova costume?
  • Devo mettermi a dieta?

A rincarare la dose, una costante pressione mediatica che osanna ora questa ora quella dieta o quel metodo miracoloso.

Ma, prima di scegliere una dieta sarebbe giusto chiedersi: “E’ giusto fare una dieta?”

La risposta della Psicologia del Comportamento Alimentare, una branca emergente nel campo della Psicologia, è NO.

Vediamo i perché è corretto di No alla Dieta:

  1. La perdita di peso, che si ottiene attraverso la dieta non sempre corrisponde ad una effettiva perdita di grasso corporeo; spesso si perdono solo liquidi, oppure la massa magra, lasciando intatta o quasi la massa grassa.
  2. Il nostro corpo “ragiona” cercando di mantenere sempre le risorse necessarie e sufficienti per le sue attività. La dieta va ad impoverire queste risorse e quindi il corpo cerca di difendersi abbassando il metabolismo basale, cioè il consumo di calorie a riposo. In questo modo la riserva energetica è comunque garantita, ma ne consegue che la perdita di peso è minore, in quanto è minore il consumo.
  3. E dopo la dieta? Spesso si tende a recuperare il peso perduto, anche con gli interessi se possibile. Questo sia per quanto detto subito sopra,  poiché viene riaumentata la quantità di cibo quando il metabolismo è stato rallentato, sia perché si tende a tornare alle vecchie abitudini alimentari, che avevano portato ad ingrassare, sentendosi giustificati dal successo raggiunto, quasi a volersi così premiare.

Cosa fare allora per dire No alla Dieta ma occuparsi del proprio corpo?

Moltissime persone danno testimonianza del fatto che le diete non funzionano, proprio per i motivi sopra detti: è il caso di trovare delle strategie alternative! L’alternativa che propone la Psicologia del Comportamento Alimentare è quella di partire dalla persona, dalle sue abitudini, dalle sue emozioni e dalla sua vita.

Tutti sanno cosa fa dimagrire e cosa fa ingrassare; tutti sanno quali sono i comportamenti da attuare. E come mai allora le diete e i buoni propositi continuano a fallire?

Forse perché si continua a ragionare secondo il modello Dieting del tutto o niente: o sono a dieta rigida, o posso mangiare tutto quello che mi pare; o faccio tre ore di palestra al giorno, o sto seduto dalla mattina alla sera, ecc.

Ripartiamo invece da noi, riflettendo sui nostri comportamenti, e cambiando uno alla volta e un po’ alla volta piccole abitudini; i risultati non tardano ad arrivare.

Cominciamo a dire un chiaro NO alla dieta e a cercare di capire invece come il nostro stile alimentare può essere migliorato; migliorare il nostro stile quindi, non stravolgerlo per vedersi imporre quello deciso da altri, che inevitabilmente ci stancherà, ci frustrerà, e ci porterà a tornare come prima.

Strumento principe è il Diario Alimentare, in cui vengono registrate e monitorate le abitudini alimentari. Se è vero che tutti possono compilarlo e leggerlo, è vero anche che solo un professionista che è in grado di comprendere e gestire i significati dei comportamenti e delle emozioni, può avere gli strumenti adatti per lavorarci su. Ed è per questo che la Psicologia è la scienza adatta per questo scopo.

La fretta non ci consiglia bene.

Pensiamo al nostro cambiamento, ma cominciamo a comprendere che sarà un cambiamento a lungo termine, senza fretta, ma che ci premetterà di dimenticare l’odioso yo-yo dell’ago della bilancia.

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