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Peso corporeo

Il Diario Alimentare come tecnica di gestione del peso corporeo

diario alimentare
roberta-mattozzi-psicologo-roma Roberta Mattozzi Colleferro ()
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ansia e Depressione, Genitori e Figli
Cell.: 3342724735

Il diario alimentare è uno strumento che lo psicologo del comportamento alimentare propone ai propri clienti per educare ad una alimentazione sana e alla gestione del peso corporeo.

Come dice il nome stesso è pensato affinché il cliente possa monitorare giornalmente il suo stile alimentare e il suo stile di vita. Nel dettaglio sul diario deve essere riportato scrupolosamente cosa si mangia (esprimendo la quantità del pasto con l’ausilio di un atlante alimentare di riferimento), cosa si beve (acqua, caffè, bibite, vino, ecc) e a che ora della giornata.

Inoltre il diario alimentare dà la possibilità di riflettere sulla sensazione di fame e sazietà alla fine di ogni pasto, proprio per riconciliare le nostre sensazioni con i nostri reali bisogni. Capita spesso di continuare a mangiare nonostante non si abbia più fame: per abitudine, per finire quello che abbiamo nel piatto, per semplice gola, o magari per non offendere chi ci ha invitati ad un pranzo! Insomma non sempre quando siamo sazi diciamo basta al nostro pasto, invece è un aspetto sul quale dobbiamo riflettere e su cui ci dobbiamo soffermare.

Un’altra sezione è dedicata ad eventuali episodi di abbuffate e/o di vomito, e cioè ai casi in cui ci sia un disagio legato alle grandi mangiate con perdita di controllo, seguite in certi casi da vomito, per eliminare le calorie ingerite, come metodo di compensazione. Se il cliente non presenta questo comportamento la sezione abbuffata/vomito viene depennata e sostituita dalla sezione “Passi”,  riservata al calcolo dei passi giornalieri per comprendere lo stile di vita della persona.

Il programma di gestione del peso corporeo prevede l’utilizzo del contapassi, per conoscere quanto il cliente “si muove” durante il giorno.

L’intento non è quello di spingere il cliente ad intraprendere un’attività sportiva come può essere la palestra, il nuoto o la ginnastica, ma è quello di insegnare un nuovo stile di vita che sia basato anche sul movimento. Una persona può fare molto movimento anche senza andare in palestra, magari andando a fare spesa a piedi, fare le scale invece dell’ascensore, portare a spasso il cane e  tutto quello che si può fare nel quotidiano, e ciò varia da persona a persona perché il movimento deve essere in armonia con le necessità del cliente stesso. Il contapassi serve quindi per monitorare il movimento giornaliero.

Il diario alimentare oltre ad offrire una modalità di monitoraggio sul cibo, quindi su come ci alimentiamo, offre anche una riflessione sul perché mangiamo in determinati momenti.

Quindi abbiamo una voce detta “Situazione“, una detta “Pensieri” ed un’altra chiamata “Emozioni”.

Vedremo che i pensieri e le emozioni sono strettamente collegate tra loro.

Con l’aiuto di questa semplice analisi si capirà se per esempio una persona ha mangiato per rabbia, per noia, per tristezza, o semplicemente perché era felice. In tal modo si comprendono le emozioni e come queste si ripercuotano sul cibo a volte usato come anestetico di altri significati, da panacea di tutti i mali, come risoluzione ad ogni problema.

Il cibo ci rende felici, ci consola e ci solleva…spesso però nutrire il corpo perde il proprio valore e  si rischia di nutrire altri aspetti della nostra vita, senza rendercene conto. In tal modo usiamo il cibo in modo indifferenziato e non ci chiediamo più :”ho veramente fame“?.

Il diario alimentare, in un percorso guidato dallo psicologo, aiuta piano piano a

•         modificare delle abitudini alimentari errate

•         educare ad un corretto stile di vita basato anche sul movimento

•         acquisire delle tecniche di gestione del peso corporeo

•         riconciliare le emozioni e trovare altre fonti di piacere

•         ricollegarsi con i bisogni autentici di nutrimento

Spesso chi vuole perdere peso pensa di poterlo fare con una dieta, a volte personalizzata, altre volte passata dall’amica, altre ancora con una dieta presa da una rivista poco prima dell’estate.

Non tutte sanno però che la dieta ipocalorica è una delle possibili vie di accesso ai disturbi del comportamento alimentare.

Infatti la dieta ipocalorica è un regime alimentare che prescrive cosa mangiare, quanto e quando; spesso non rispetta i gusti personali di chi deve rispettare la dieta, ma ancora peggio fa si che la persona che cerca di rispettare il regime alimentare entri in un meccanismo chiamato INIBIZIONE, per cui il soggetto è chiamato a rispettare le regole ed evitare alcuni cibi.  Per un certo periodo di tempo questo è possibile, ma ad un certo punto il corpo e la psiche cercano con prepotenza di mangiare quegli alimenti tabù e quindi si innesca il sistema chiamato DISINIBIZIONE, per cui la persona commette il famoso “strappo alla regola” che legittima la grande abbuffata!

Questo comportamento è supportato dal fatto che chi ha commesso lo strappo sa già che dal giorno successivo o ben presto tornerà a dieta. Le conseguenze a livello emotivo e psicologio sono disastrose: sensi di colpa, senso di fallimento, frustrazione, umiliazione, l’idea di aver vanificato duri sforzi.

Non a caso la maggior parte delle persone che perdono peso con una dieta ipocalorica, una volta smessa, riprendono i chili persi e a volte anche di più.

Il diario alimentare assume un approccio completamente diverso in quanto non vi è prescrizione di una dieta ipocalorica per i motivi suddetti, ma semplicemente analizza lo stile alimentare della persona; insieme al cliente si applicano delle “correzioni” funzionali per il cliente stesso. Il percorso del diario alimentare aiuta il cliente a sentire i propri bisogni e capire quando si ciba per fame e quando si ciba per altri motivi, facendo nascere una riflessione che dà luogo alla consapevolezza. Certamente il percorso per cambiare il proprio stile alimentare e di vita, come ogni cambiamento, implica impegno e motivazione da parte del cliente, implica una buona relazione tra psicologo e cliente e di conseguenza un percorso guidato da un professionista.

Il cambiamento dello stile alimentare è duraturo proprio perché il soggetto lo fa suo ed è intrinseco, cioè nasce da dentro. Inoltre il cliente acquisisce tecniche di gestione del peso corporeo e contrariamente a quanto avviene con la prescrizione di una dieta ipocalorica, la persona agisce attivamente per migliorare la propria qualità di vita.

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