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Ansia e Depressione

Depressione: come superarla

Depressione
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3923186851
S

Nella sua forma più grave la depressione assume i toni del ritiro dalla vita, la volontà di esistere sembra giocare crudelmente a nascondino in un labirinto di specchi in cui la persona non vede altro che un ignoto sé stesso riflesso in cerca di una via d’uscita che sembra impossibile raggiungere.

Coloro che fanno i conti con la depressione si scontrano con un vissuto di enorme sofferenza che tocca i confini della voglia di vivere; spesso si scontrano con poca comprensione che genera lo stigma sociale che addita chi sta male come ingrato, pigro, lagnoso, noioso, persino tossico; molte persone preferiscono stare alla larga da chi “il male se lo procura per essere compatito”.

Ma la storia di Veronica è soprattutto un inno alla vita, il rifiuto al tetro invito alla morte dell’anima e del corpo e poi la rinascita, la fioritura di un’identità consapevole, il desiderio di essere. All’età di 34 anni Veronica si è imbattuta in una grave forma di depressione; racconta che un giorno stava uscendo di casa ma sulla soglia una forza incontrastabile la fece tornare indietro, così rientrò nella sua stanza, tolse abiti, anello e bracciale, drammaticamente simboli di un fardello divenuto ormai troppo pesante e si stese esausta nel letto.

“Fu come se si fossero spenti i motori all’improvviso” – racconta – “nulla sembrava avere più un senso, e tutto ciò che avevo fatto fino a quel momento si era contagiato di inutilità … nessun gesto e nessuna azione sembrava corrispondere più ad uno scopo, ad un obiettivo”.

Chi patisce il male di vivere conosce la fatica estenuante che genera il pensare, il compiere qualsiasi piccola azione che appare inutile in un tempo che scorre lento e inesorabile ma sembra quasi slegato dalla vita, dal piacere che essa procura, un tempo senza obiettivi.

Quali sono i segnali corporei che preannunciano una sofferenza così forte?

  • L’insonnia aveva cominciato a negare il suo diritto al riposo notturno ormai da qualche anno, ed inevitabilmente il senso di stanchezza (astenia) e la percezione di facile affaticabilità aveva minato la sua energia nello svolgimento delle mansioni quotidiane. Per chi patisce questo dolore tutto diventa insopportabile e qualsiasi gesto, azione, qualsiasi iniziativa appare priva di senso.
  • Perdita di appetito, accompagnata da senso di nausea e peso addominale e l’inevitabile perdita di peso che aveva reso il suo corpo troppo esile e fragile.

A fronte di un corpo inascoltato spesso accresce un forte senso di insicurezza ed una tendenza all’autosvalutazione che non le consente di avvertire la certezza di poter fare le cose più semplici.

Come molte altre persone, Veronica aveva pensato di poter superare un “brutto momento” e aveva combattuto contro la sua stanchezza, ignorando quel senso di inadeguatezza che pian piano l’aveva resa distante da sé stessa, una sorta di sconosciuta che si occupava di assumere i vari ruoli che un tempo le erano stati assegnati da altri. L’anedonia aveva avvinghiato Veronica: lei aveva perso il piacere di godere delle cose, nulla suscitava in lei interesse o curiosità; giorno dopo giorno aveva lasciato che si alimentasse in lei un senso di vuoto, di inaridimento interiore, e non aveva più voglia di cercare i suoi amici.

Un vissuto molto diffuso quando si fa i conti con la depressione sono le accuse ed i rimproveri delle persone care che, mosse dal voler aiutare chi vive uno stato depressione finiscono per rivolgere loro parole forti: “non ti vuoi tirare su”, “non voleva reagire”, “non si dava una scrollata”.

In queste situazioni è molto importante l’aiuto di un professionista del settore  per accogliere il bisogno della persona che spesso è esausta, debole nel corpo, prigioniera di una mente che produceva solo tristezza, una tristezza pervasiva, che non abbandona quasi mai i giorni e le  notti.

Quale è stata la chiave giusta che stimola il riaccedere di nuovo alla vita?

  • La relazione di aiuto con un professionista
  • L’attenzione ed il rispetto: una persona colpita dalla depressione è oppressa dalla stanchezza della mente che fa fatica a produrre pensieri semplici, come ad esprimerne il contenuto; è necessario attendere il tempo necessario per ottenere delle risposte, avere rispetto del silenzio della persona ed accompagnarla con l’attenzione e la cura che un professionista della saluta mentale deve saper adottare
  • La cura: Rivolgendo alla sua giovane paziente uno sguardo attento, volto ad indagare con impegno, perseveranza e pazienza le sue emozioni.

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