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Cybercondria: dottor Internet riceve 24 h su 24!

cos'è la cybercondria
bernardetta-morgante-psicologo-l-aquila Bernardetta Morgante Magliano dei Marsi (AQ)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 328-2763519

cos'è la cybercondria

Si scrive Cybercondria e si legge: ricerca disperata di una diagnosi on line che comprenda tutti i nostri sintomi.

Nell’epoca della globalizzazione e dell’utilizzo diffuso della tecnologia, sempre più persone si affidano alla rete per avere accesso alle informazioni; una grande opportunità ma, come in ogni cosa, le trappole sono dietro l’angolo…

Prima dell’arrivo e della diffusione di Internet, il soggetto ipocondriaco si documentava su bugiardini, libri, riviste più o meno specializzate, programmi televisivi, o si sottoponeva a scrupolose visite e a volte ad inutili ed invasivi accertamenti medici.

Col progredire della tecnologia è diventato più veloce ed immediato l’accesso alle informazioni, e si è reso possibile anche a volte il confronto con altri utenti, tramite chat, forum, ecc., e anche l’ipocondria,  ha meritato il prefisso “cyber”, ad indicare che il luogo particolare di svolgimento è la rete, come era successo già per altri disagi e disturbi (cyberbullismo, cyberpedofilia, ecc.)

Se è vero che Internet è una comodità e una risorsa importante, è anche vero che spesso si corre il rischio della “diagnosi fai da te”, che nella maggior parte dei casi coincide con la più infausta tra quelle disponibili.

Ci si trova così soli e spaventati in un momento molto delicato, quale quello della comunicazione della diagnosi.

Ogni medico deve o dovrebbe curare in modo particolare questo momento: ascoltare il paziente, valutare segni e sintomi, effettuare gli esami del caso, e dare la sua diagnosi, con le ipotesi di trattamento. Il momento in cui questo viene comunicato è molto importante, e va data notevole importanza non solo al contenuto della diagnosi, ma anche alla modalità della comunicazione.

Prendersi cura della modalità di comunicazione della diagnosi, adattandola e tarandola sullo specifico paziente, vuol dire incrementare la compliance, l’alleanza speciale che si crea tra medico e paziente quando quest’ ultimo sperimenta una positiva sensazione di fiducia, e che spesso ha un peso determinante nell’ esito della malattia.

Questi elementi vengono spesso a mancare nel rapporto medico-paziente, ma mancano per definizione nel rapporto paziente-internet, in quanto l’utente è solo davanti ad un pc a cercare indizi e conferme sui suoi sintomi e/o ai suoi sospetti, che hanno buona possibilità di essere confermati, data la vastità e la complessità delle informazioni disponibili.

(cfr http://www.benessere4u.it/loverloading-cybercondria/ )

Inoltre ciò che è possibile trovare nella rete non è “su misura per noi”, ma sono notizie di carattere generale, oppure esperienze e racconti di altri utenti, con altre storie personali alle spalle.

Da cybernauti a cybercondriaci…

L’ipocondriaco generalmente legge, si informa, e aggiunge nuovi sintomi a quelli che ha, innescando un circolo vizioso di preoccupazione. Il meccanismo viene totalmente ribaltato, e si può continuare a consultare specialisti e a sottoporsi ad analisi fino a quando non trova conferma alla propria autodiagnosi, conferma che potrebbe non arrivare mai…

Il primo studio sulla cybercondria è stato svolto per conto di Microsoft Research White e Horvitz , che la definiscono come “l’escalation di infondate preoccupazioni circa sintomatologia comune, basata sul riesame dei risultati della ricerca e della letteratura sul web”.

Studiando Live Search, il motore di ricerca di Microsoft, hanno osservato che i motori di ricerca hanno il potenziale per aumentare le preoccupazioni mediche. Uno dei motivi è che spesso ci si lascia influenzare più dalla posizione dell’articolo sui motori di ricerca che dall’attendibilità della fonte stessa. In realtà la posizione di un sito su un motore di ricerca molte volte è frutto di studio e di impiego di tecniche (SEO), e non garantisce l’attendibilità di quanto pubblicato.

Un utilizzo sano della rete come punto di accesso alle informazioni mediche potrebbe essere quello di cercare sì alcune notizie o spiegazioni su termini o definizioni di difficile comprensione, ma lasciando comunque al consulto medico individualizzato l’elaborazione della diagnosi, senza farsi spaventare ed influenzare da ciò che la rete ci offre.

Cybercondria psicologica

Anche in campo psicologico sono sempre più le persone che si informano attraverso il web circa problematiche e disturbi.

In questo campo entra in gioco anche il fatto che un computer spesso garantisce anonimato e una minore necessità  di mettersi in gioco.

E’ per questo che molti professionisti stanno cercando di andare incontro a questa nuova e crescente domanda, prevedendo delle consultazioni via mail o via chat, offrendo sia la possibilità di scriversi che di vedersi tramite webcam.

La potenzialità di questo mezzo è che vengono totalmente abbattute le barriere spaziali, potendo scegliere il professionista che vogliamo anche a centinaia di chilometri da noi e di raggiungerlo in tempi molti brevi.

Spesso inoltre, una richiesta formulata a distanza, è preliminare ad una richiesta di incontro off-line.

L’Ordine degli Psicologi, osservando questa nuova modalità di comunicazione, ha voluto dare delle linee guida per la consulenza on line, per garantire che anche utilizzando questa modalità, vengano garantiti degli standard professionali.

Si tratta quindi di riuscire a cogliere le opportunità che la rete offre, sapendola mettere al servizio delle nostre esigenze…

Fonti:

RYEN W. WHITE and ERIC HORVITZ: Cyberchondria: Studies of the Escalation of Medical Concerns in Web Search, Microsoft Research, Novembre 2008

TATARELLI, DE PISA, GIRARDI,  Curare con il paziente, Franco Angeli, 2004

www.focus.it

Commenti

5 Resposte a “Cybercondria: dottor Internet riceve 24 h su 24!”
  1. Tina scrive:

    Trovo interessante usare questo strumento , internet, che se adoperato con buon senso è davvero affascinante, e poi per chi ha problemi di spostamento anche , a causa di barriere architettoniche , direi che è ottimale.

    • Bernardetta Morgante scrive:

      Grazie Tina per il tuo intervento.
      Le opportunità del buon uso della rete stanno proprio in quello che dici. Internet consente di accedere alle informazioni in modo veloce e permette di superare molte barriere, comprese quelle architettoniche.
      E’ anche per questo che nella nuova versione di questo portale abbiamo voluto arricchirlo con nuove funzionalità, e tra queste la possibilità di richiedere la consulenza psicologica on line, gratuita, via e-mail o via Skype, interfacciandosi direttamente con uno degli esperti dello Staff.
      http://www.benessere4u.it/esperto-psicologo-on-line/
      E’ un modo per andare, in modo professionale, incontro alla domanda di salute e benessere psicologico.
      Un saluto

      Dott.ssa Bernardetta Morgante
      Staff di B4u

  2. chiara scrive:

    sono d’accordo, tutte queste informazioni ricavate dalla rete possono sì essere utili. purtroppo nelle mani di soggetti ansiosi possono provocare danni. è necessario avvisare dell’importanza che può avere consultare uno specialista prima di trarre conclusioni affrettate.

  3. Tina scrive:

    Grazie Dottoressa Morgante.

  4. Bernardetta Morgante scrive:

    Salve Chiara!
    Effettivamente le trappole del cattivo uso della rete sono dietro l’angolo.
    In un soggetto ansioso, la consultazione di internet può fungere da moltiplicatore dei suoi sintomi, e di conseguenza della sua ansia…
    E’ quanto mai importante, come dici, rinforzare il rimando al medico specialista di fiducia, ma è importante anche che gli specialisti comincino ad andare incontro alla domanda proprio nel terreno dove sorge, cioè su Internet stesso…

    Dott.ssa Bernardetta Morgante
    Staff di B4u

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