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Cos’è e a cosa serve la Lis?

cos'è e cosa serve lis
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347/6790034

Ma che cos’è la lingua dei segni? E perché è così importante per lo sviluppo del bambino sordo?

Per prima cosa c’è da dire che la lingua dei segni è una lingua a tutti gli effetti e che non è universale bensì cambia da Paese a Paese, questo perché, come nelle lingue vocali, una lingua è legata al luogo e alla cultura e la comunità sorda esprime con essa un forte senso di appartenenza.
Il problema fondamentale che ancora oggi ostacola il riconoscimento di questa lingua è invece la convinzione errata che essa sia soltanto un insieme di gesti.
La ricerca linguistica ha dimostrato che la LIS ha una sua struttura grammaticale che va studiata come tutte le altre lingue e che, come le lingue vocali, ha delle particolari proprietà che permettono di esprimersi e comunicare esattamente come lo permette l’italiano agli udenti:

  • un’ articolazione (contiene suoni del parlato ma anche suoni specifici)
  • una morfologia (cambiando anche solo il movimento della mano, pur lasciandola nella stessa forma, può cambiare completamente il significato di ciò che esprimo, così come succede in italiano cambiando una sola sillaba, come ad es. P-asta e B-asta)
  • una sintassi (l’ordine dei segni nello spazio non è assolutamente casuale)
  • un alfabeto chiamato dattilologia

La facoltà di linguaggio è quella facoltà che permette al bambino piccolo di apprendere una lingua nel momento in cui viene esposto ad essa. In questo modo egli può infatti udire e comunicare con l’ambiente circostante in quella determinata lingua. La facoltà di linguaggio dunque, pur essendo biologica e innata, ha bisogno di un ambiente adeguato e che sia da stimolo per realizzarsi entro un certo periodo critico.

E’ evidente che lo stimolo acustico è necessario per poter imparare a parlare, tanto che diversi studi hanno dimostrato come le intonazioni prodotte dai neonati cambino in base alla situazione.

L’insieme di suoni che il neonato inizia ad un tratto a produrre stando in contatto col suo ambiente si chiama lallazione e non è un caso che essa nei bambini sordi sia povera e incoerente.

I bambini sordi infatti non sentendo non riescono ad imitare i suoni dell’ambiente né a cogliere le loro stesse produzioni e questo comporta un ritardo o un arresto nella facoltà di linguaggio.

Essi riescono invece a sviluppare, in modo del tutto naturale, una facoltà di linguaggio diversa che viaggia sul canale integro visivo e gestuale e vari studi hanno dimostrato come questo avvenga negli stessi tempi in cui i bambini udenti imparano a parlare. Questo non significa che non sia possibile per loro imparare a capire e produrre il linguaggio solo che ciò non avviene in modo naturale e spontaneo ma è necessario un addestramento e un insegnamento specifico che richiede anni.

Questo dovrebbe allora essere sufficiente a comprendere la necessità di esporre il bambino sordo fin da piccolissimo ad una lingua per lui facile da apprendere perché spontanea che possa garantirgli fin da subito un contatto con il mondo.
Eppure non è così!
Pensare alla Lis come ad un mimo e ritenerla inferiore alla parola non ha ancora oggi permesso di sviluppare una cultura di essa e questo non aiuta soprattutto i genitori dei bambini sordi che essendo chiamati a decidere la giusta educazione e riabilitazione per i loro, mancano di informazione e si legano spesso alla convinzione che “il segno uccide la parola” e che i loro figli non impareranno mai a parlare e saranno sempre un passo indietro.

Inutile dire che quando un genitore sente il figlio parlare anche stentatamente vede la normalità, mentre quando lo vede segnare ne coglie la diversità, eppure è una diversità di lingua che riesce invece a garantirgli un’ ugualianza di sviluppo al pari del bambino udente.

I segni infatti permettono al bambino di stare al passo con i tempi sia in famiglia che a scuola, in quanto:

  • facilitano le conoscenze sul mondo evitando che al deficit si aggiunga un ritardo nell’apprendimento e fornisce libero accesso alla cultura
  • consentono una comunicazione spontanea completa e veloce con la madre, i familiari e le persone con cui il bambino entra in relazione
  • avvicinano il bambino all’adulto sordo che può diventare un riferimento per l’accettazione del deficit e la costruzione della sua identità
  • consentono di avere gli stessi ritmi della classe a scuola e seguire i programmi senza riduzioni
  • permettono di rafforzare le strutture morfosintattiche nello studio dell’italiano e di ampliare il lessico poggiando il significato delle parole sui segni conosciuti

Anche nell’ambito del sostegno psicologico c’è apertura verso il riconoscimento della Lis. Il Centro Indivenire infatti eroga percorsi di consulenza psicologica in Lis. Si evince dunque l’importanza che la LIS ha per le persone sorde in quanto favorisce la possibilità di capire concetti anche difficili ai quali altrimenti non riuscirebbero ad accedere facilmente. Soprattutto nella fase evolutiva allora, e poi anche successivamente, è necessario offrire al bambino la massima opportunità di conoscenza del mondo e di crescita.

Avvicinare un bambino sordo alla lingua dei segni significa aiutarlo a strutturare il suo pensiero e motivarlo a comunicare.

La LIS è certamente qualcosa di molto più importante di un semplice gioco di mimo, qualcosa direi di fondamentale per la vita dei bambini e delle persone sorde nonché di eticamente corretto nel rispetto umano e che giustifica le lotte che si stanno facendo per averne il riconoscimento.

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