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Coppia e attaccamento: scegliere il partner compatibile

attaccamento
DSCN1197 Guido Palopoli Roma (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Alimentazione, Ben-essere, Dipendenze
Cell.: 3396888713

attaccamento

Negli USA è stato da poco pubblicato il libro Attached. The New Science of Adult Attachment and How it Can Help You Find, and Keep, Love (Attaccamento. La nuova scienza dell’attaccamento adulto. Come può aiutarvi a trovare e a mantenere l’amore). Gli autori sono Amir Levine, psichiatra e neuroscienziato e Rachel Heller, psicologa della Columbia University. I due Autori sono partiti da numerose ricerche nell’ambito della teoria dell’attaccamento e hanno indagato le relazioni adulte, indicando nel ruolo che si assume in una relazione l’elemento cardine che aiuta a trovare e mantenere un rapporto di coppia.

Sulla base degli stili di attaccamento il libro divide i partner in tre categorie:

Ansiosi -circa il 21%- cercano una relazione intima, si preoccupano della qualità del loro rapporto e della capacità di continuare ad amare del proprio partner. Sono tendenzialmente indecisi, hanno scarsa autostima, insicurezza e paura per le proprie scelte.

Evitanti -circa il 25%- sono distaccati, esprimono autostima in forma narcisistica e forte disagio sociale, per cui equiparano l’intimità con altri a una perdita di indipendenza e per questo cercano costantemente di ridurre la vicinanza. È come se, di volta in volta, “negoziassero” la propria presenza in un rapporto.

I sicuri – circa il 54%- godono di una forte autonomia, della capacità di gestire e di affermare la propria autostima; questo tipo di soggetto vive a proprio agio con l’intimità ed è spesso coinvolto in relazioni.

Il 4% infine è costituito da persone che incrociano i vari profili.

Individuato a quale gruppo si appartiene bisogna comprendere se l’altro ha uno stile di attaccamento ansioso, evitante o sicuro. La risposta è nei comportamenti. Ad esempio, per capire se il partner ha uno stile evitante si può osservare come usa le parole: il plurale per un’azione presente e il singolare per un progetto futuro. Oppure si può fare riferimento al passato e alle difficoltà che ha avuto per mantenere una relazione.

I due Autori ci dicono anche che si può cambiare l’altro, ma i tempi di solito non coincidono con quelli desiderati: una persona su quattro modifica il proprio stile di attaccamento nell’arco di quattro anni. Ci sono, inoltre, stili maggiormente compatibili fra loro: un partner sicuro che ha una relazione con un ansioso ha buone probabilità di modificare lo stile di attaccamento, viceversa è più difficile che un partner ansioso possa modificare lo stile evitante dell’altro. Il cambiamento di stile può avvenire se il rapporto ha un effetto travolgente sulle convinzioni d’amore di entrambi i partner.

Emerge chiaramente l’importanza dell’ “uso dell’altro” nella relazione: nel rapporto di coppia l’altro può essere usato per conoscersi e crescere oppure per confermare le proprie convinzioni e aspettative (Norsa, Zavattini).

Infine Levine e Heller hanno individuato la domanda giusta da porsi all’inizio di un rapporto o quando le cose sembrano non andare: “Ha la stoffa adatta a me?”

Bibliografia

Norsa, D., Zavattini, G.C. (1997). Intimità e Collusione, Raffaello Cortina Editore

www.repubblica.it

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