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Infanzia e Adolescenza

“Zona buia” tra genitori e figli

conoscere mondo adolescenti
maurizio-parolin-psicologo-milano Maurizio Parolin Cernusco sul Naviglio (MI)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3281279981

Oramai troppo spesso si sentono notizie di minori coinvolti in comportamenti aggressivi e a rischio tanto da far ipotizzare atteggiamenti antisociali e condotte delinquenziali sin dalla più giovane età. Tuttavia a fronte di tali fatti i genitori spesso “ cadono dalle nuvole”.

Perche i genitori ad un certo punto sanno così poco dei figli ?

L’esigenza di sapere cosa accade al proprio figlio accompagna i genitori lungo tutto il tempo dell’infanzia in cui si sviluppa anche lo stile o modello educativo si sorveglia il sonno del bambino, se mangia e quanto, si osservano i suoi giochi, si segue il rendimento scolastico etc.

Questo fin che nel figlio incomincia ad affacciarsi l’esigenza della separazione e del distacco,   quando cioè emerge l’esigenza di avere spazi propri e privati.

L’INTERRUZIONE DEL CONTATTO

Egli comincia a vivere con imbarazzo i momenti di intimità con i genitori. Si allontana.  La porta della camera resta chiusa per lunghi periodi. Il tempo trascorso con i pari aumenta e erode i momenti in famiglia. Il linguaggio diventa opaco e allusivo (uso di slang).  Il corpo si trasforma anche attraverso l’uso di  vestiti, acconciature, piercing e tatoo. In definitiva il ragazzo tenta di differenziarsi ed assumere una propria identità ricercando in modelli esterni la figura di identificazione.  Le figure di identificazione ( in particolare l’omologo genitoriale) sono spesso messe a dura prova nell’adolescenza/preadolescenza dei figli proprio perchè esiste un processo naturale di differenziazione- autonomizzazione che porta ad allontanarsi ed a ricercare altre figure di identificazione.

Come far fronte a questo allontanamento ? Rafforzando i controlli ? Esigendo il rispetto degli orari ? Chiedendo un resoconto giornaliero ? Cercando di raccogliere confidenze ? Frugando sbirciando diari cassetti e controllando cellulari e mail ?

Il genitore in questa situazione non sa cosa fare  perché non sa;  ignora cioè il mondo del proprio figlio, ne è oramai distante, lo ha perso di vista. Non può decidere come intervenire su un possibile problema del figlio perché non sa in cosa questo consista, quanto sia serio o in che situazioni si presenta.

Il “monitoraggio” diviene così elemento necessario e fondamentale per essere di aiuto e sostegno ai propri figli. Esso si costruisce:

  1. trasmettendo interesse per le attività che intraprendono
  2. interpretando i segnali comunicativi in modo appropriato
  3. comunicando
  4. negoziando
  5. ascoltando
  6. passando del tempo insieme
  7. facendo cose insieme
  8. condividendo senza essere invadenti.

Il monitoraggio è un importante fattore di protezione contro il disagio.

Tuttavia la sua efficacia dipende spesso dal tipo di relazione che si è riusciti ad instaurare durante l’infanzia. Essa si articola attraverso specifici modelli educativi adottati di volta in volta. Questi solitamente divengono stili veri e propri, utilizzati in maniera costante.

Cerchiamo di evidenziarli e descriverli.

MODELLO AUTORITARIO E TRADIZIONALE

Caratterizzato da :

  1. genitori severi e autocrati
  2. che stabiliscono regole senza fornire spiegazioni
  3. tali regole sono molto rigide e restrittive
  4. usano spesso i No senza giustificarli
  5. infliggono punizioni severe
  6. utilizzano la coercizione e l’itimidazione come strumenti di controllo
  7. interpretano la disobbedienza come minaccia all’autorità
  8. risultano spesso freddi e controllanti
  9. raramente tengono conto dell’opinione dei figli
  10. e non li coinvolgono nelle decisioni
  11. fanno spesso appello al senso di colpa ed alla vergogna

Tale modello accresce nel giovane un super-ego forte attegiamenti rigidi e stereotipati.  Esso è legato al modello tradizionale in cui i ruoli materno e paterno erano molto chiari e distinti e dove la componente affettiva veniva lasciata normalmente alla madre mentre quella normativa al padre, vissuto spesso come distante e freddo.

MODELLO PERMISSIVO  TRASCURANTE

Caratterizzato da :

  1. linee di condotta poco coerenti
  2. facile cedimento alle richieste dei figli
  3. assenza o quasi della funzione di guida
  4. assenza di un sistema di regole strutturato
  5. assenza di limiti e richieste
  6. marcata litigiosità intergenerazionale

Tale modello di imprevedibilità ed incoerenza nel ruolo induce spesso i figli a cercare all’esterno nel gruppo dei pari figure di identificazione e a proiettare il bisogno di coerenza che non vedono soddisfatto in famiglia. Essi sviluppano una bassa autostima e un atteggiamento rassegnato e pessimista che mal si attaglia agli adolescenti da  sempre sognatori e con il bisogno di credere in se stessi. Lo stesso può sfociare nella trascuratezza con uno stile relazionale respingente “ fa quello che vuoi  basta che non rompi” e risulta altamente demotivante per il giovane che non si sente accolto e incoraggiato bensì  intimidito.

MODELLO IPERPROTETTIVO- INVADENTE

Caratterizzato da :

  1. coerenza
  2. attaccamento affettivo
  3. alta motivazione nel ruolo
  4. consapevolezza dell’importanza di quest’ultimo
  5. al contempo una forte preoccupazione di ciò che potrebbe accadere al figlio
  6. ansia e paure di sbagliare, incorrere in pericoli, avere insuccessi scolastici o fra coetanei
  7. spesso questi genitori sono eccessivamente interventisti
  8. rischiano di creare rapporti simbiotici

Tale modello non concede l’autonomia necessaria per  differenziarsi, autoorganizzarsi e crescere sicuri e fiduciosi.

MODELLO AUTOREVOLE

Caratterizzato da :

  1. richiesta di rispetto
  2. definizione di regole che hanno maggiore possibilità di essere rispettate in funzione dell’età e delle caratteristiche del figlio
  3. riconoscimento dei desideri e bisogni del bambino
  4. si ascolta e sollecita l’opinione e decide insieme
  5. non risulta invadente, non ci si sostituisce al figlio
  6. si forniscono feed-bak coerenti
  7. sa dire di no spiegando perché
  8. si educa all’autonomia e ad imparare dagli errori
  9. si rispettano nella comunicazione e nella relazione affettiva i vissuti emotivi dei figli
  10. si prova piacere a stare con loro

Tale modello determina nel figlio la capacità ad essere fiducioso nelle proprie possibilità ad essere socialmente responsabile, contento, dotato di autocontrollo e cooperativo.

Questi come detto non sono mutuamente escludenti anche se tuttavia si tende ad adottarne uno in particolare che diviene predominante. Se dunque durante l’ adolescenza da parte dei figli emerge forte il bisogno di differenziarsi dai genitori, agendo un ritiro emotivo e comportamentale che innesca il conflitto intergenerazionale;  d’altro canto, laddove il modello educativo e la relazione che si è instaurata in precedenza risulti significativa, anche il processo di monitoring risulterà più agevole e meno intrusivo, lasciando minor spazio a reazioni di allontanamento e chiusura. Ciò permette di ridurre l’incidenza di comportamenti a rischio ed al contempo lasciare liberi i ragazzi di sperimentarsi e costruire una propria identità attraverso il processo di separazione individuazione sano e costruttivo.

 

 

Bibliografia:

S. Ranieri “Monitoring e fiducia nella relazione genitori figli adolescenti” Il mulino Psicologia Sociale

R. Trincas, M. Patrizi, A Couyoumdian “ Parental monitoring e comportamenti a rischio in adolescenza : una revisione critica della letteratura”  Università La sapienza di Roma

A. Oliverio Ferraris “ Stili educativi genitoriali “  Scheda

Psicologia contemporanea n°191

Commenti

5 Resposte a ““Zona buia” tra genitori e figli”
  1. Marco Furlan scrive:

    Una sintesi ben fatta e molto interessante che dovrebbe essere fatta leggere a tanti genitori .Se avessi un PDF o un documento ed il vostro permesso la pubblicherei anche sul mio sito.

  2. silvia gasparinetti scrive:

    tutto giusto in teoria…
    mamma single, con una figlia di 13 anni, tante domande poche risposte
    ogni ulteriore consiglio e’ per me una necessita’ primaria.
    anche su cosa leggere, informarmi, le sedute sono per le mie tasche in questo momento troppo
    onerose,.
    credo che l’equilibrio sia difficile da trovare non ci sono crepet e moretti che tengano,..
    La vita e’ un’ altra,… la realta’ in cui abbiamo fatto precipitare i nostri ragazzi e’ terrificante e loro sono soli, troppo soli.

    • Cara Silvia,
      hai perfettamente ragione, le teorie sono fatte solo per orientare e tentano di spiegare, semplificando quel che accade nella vita di tuti i giorni. Proprio per questo chiedi consigli pratici e contestualizzati. In tal caso è necessario però avere più informazioni ed il tempo per ricostruire i vari elementi del contesto. Tu scrivi ” ….la realtà in cui abbiamo fatto precipitare i nostri ragazzi è terrificante e loro sono soli, troppo soli”. Per quel poco che riesco ad intuire a me colpisce il forte senso di colpa verso i figli ed una visione generalmente negativa e senza spazi di speranza e miglioramento. Rispetto a ciò sento di poter dire che : in primo luogo anche i figli hanno le loro risorse e spesso riescono a reagire positivamente se affiancati e sostenuti da figure adulte di riferimento; in secondo luogo che queste stesse figure, da un punto di vista emotivo affettivo debbano cercare, per quanto possibile, di trasmettere l’idea che ce la si può fare, che ci sono motivi per voler vivere bene e che ci sono anche le opportunità per farlo.
      Spero di essere stato utile nel mio piccolo. Se dovessi avere bisogno puoi contattarmi direttamente al mio indirizzo mail.

      Dott. Maurizio Parolin

    • B4U scrive:

      Buonasera Silvia!
      Effettivamente una figlia in età adolescenziale mette a dura prova l’essere genitori.
      Attraverso il nostro portale, se lo ritieni utile, possiamo offrirti una CONSULENZA ONLINE GRATUITA, che a tua scelta potrà essere:
      – via mail, rispondendo ad un tuo messaggio
      – via Skype, dove potrai avere un colloquio con uno dei nostri esperti
      http://www.benessere4u.it/esperto-psicologo-on-line/
      Un caro saluto

      Lo Staff di B4u

  3. chiara scrive:

    una sintesi molto interessante. forse però cercando di riassumere così tanto si rischia di essere semplicistici. credo sia neccessario considerare abbastanza anche il carattere dei figli, per capire che tipo di reazione ci potrebbe essere.

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