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Scuola

Conflitti in classe

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347/6790034

La scuola è un’organizzazione molto complessa in quanto composta di molti e diversi elementi legati tra loro da rapporti di interdipendenza. Questo significa che al suo interno circolano tutta una serie di scambi e relazioni dai quali dipenderà fortemente lo sviluppo e la crescita culturale e psico-emotiva soprattutto degli alunni. Proprio perché contenitore di scambi e relazioni, la scuola può diventare facilmente teatro di incomprensioni, liti e conflitti che vanno chiaramente gestiti per poter essere affrontati davvero.

Alla parola “conflitto” viene quasi sempre attribuito un significato negativo tanto che spesso è proprio questo che spinge gli attori di una relazione ad evitarlo, con la conseguenza però di accumulare “non detti” e stress.

 Il conflitto invece, essendo una  divergenza in cui ognuno vuole imporre il proprio punto di vista senza fare concessioni all’altro, assume una grande importanza in quanto diventa il positivo indicatore che una certa relazione non sta funzionando e che si rende necessario attuare un cambiamento.

All’interno della classe i rapporti che si instaurano sono molti e coinvolgono diversi attori:

  1. il docente curricolare
  2. ogni alunno con le sue diversità
  3. un possibile docente di sostegno
  4. uno o più possibili assistente alla disabilità

Tutte queste figure, ognuna con una sua personalità, un suo bagaglio e un suo modo di entrare in relazione, crea senza dubbio le basi per possibili disaccordi; fra docenti, fra docenti e alunni ma anche tra gli alunni stessi. Non è tanto il conflitto ad essere nocivo quanto il modo di gestirlo se non è adeguato.

E come si fa allora a gestire una situazione di conflitto all’interno di un sistema così complesso fatto anche di età molto diverse?

E’ chiaro che non ci sono delle regole fisse, però sicuramente conoscere alcune possibili cause che possono innescare un conflitto e soprattutto l’esistenza di strumenti validi per la sua gestione può essere importante. E’ necessario sapere che spesso le cause di un conflitto non hanno radici nella situazione che si è appena creata ma sono da rintracciare nel carattere, nei vissuti e nelle esperienze personali del soggetto:

  • una visione a tunnel (in cui si è concentrati solo sul proprio punto di vista)
  • la mancanza di flessibilità
  • la proiezione di mancanze e bisogni personali (rassicurazione, identità non riconosciuta)

Quali sono gli atteggiamenti rischiosi?

Ogni volta che facciamo vincere le nostre posizioni e non ci apriamo a possibili e diverse alternative, non ascoltiamo l’altro, oppure lo vediamo come un nemico perché non sta soddisfacendo i nostri bisogni. Eppure la scuola oltre ad essere un luogo in cui imparare il sapere è soprattutto un luogo in cui  imparare ad agire e a relazionarsi perché prepara al mondo esterno e il mondo esterno è fatto principalmente di relazioni umane. Riuscire a gestire situazioni di conflitto serve allora a trasmettere, soprattutto agli alunni, l’idea che sentimenti di rabbia, tristezza e risentimento sono possibili ma vanno gestiti.

Lo strumento più potente per farlo è sicuramente l’utilizzo di una comunicazione efficace.

Comunicare in modo efficace significa essere capaci di utilizzare delle modalitá che favoriscano reazioni positive nell’altro e annullino o riducano quelle negative.

Senz’altro questa non è una cosa semplicissima né scontata e anzi richiede diverse capacità:

  • riconoscere innanzitutto il fastidio che si sta sperimentando e darsi tempo prima di agire
  • provare ad esprimere il proprio parere ma con le giuste parole e i giusti modi
  • utilizzare espressioni aperte, cordiali e coerenti con quanto si dice
  • evitare sia un atteggiamento passivo ( in cui non si risponde) che aggressivo (in cui si gesticola forte alzando i toni)
  • ascoltare l’altro

Molto spesso alcuni conflitti a scuola possono nascere dal nulla e improvvisamente oppure maturare nei giorni aspettando solo l’occasione per farle esplodere in malo modo. Imparare ed insegnare prima di tutto  ad ascoltarsi è il primo importante passo da compiere per capire cosa si sta provando, favorendo in questo modo un’apertura verso l’altro e una comunicazione costruttiva in cui potersi esprimere non solo nel rispetto nostro ma anche dell’altro. In questo senso allora gli adulti di riferimento all’interno della scuola hanno un’importante compito educativo in quanto, attivando per primi un comportamento adeguato nella gestione dei conflitti fungono da specchio e possono riuscire a trasmettere un potente modello anche agli alunni.

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