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Genitori e Figli

Come stimolare i nostri figli?

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Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 347/6790034

Oggi la tecnologia sta diventando un pericolo sempre maggiore nelle nostre vite con grandi rischi per l’umore, la vita relazionale nonché per il possibile sviluppo di una vera e propria dipendenza.

Il Centro medico Santagostino di Milano ha condotto di recente un’indagine per valutare l’impatto sulla vita dei bambini dato dalla tecnologia. A 184 adulti di età compresa tra i 33 e i 48 anni, genitori di bambini sotto i 12 anni, è stato somministrato un questionario da cui è emerso  che oltre l’80% dei genitori consente ai propri figli l’uso di dispositivi elettronici e che di questi il 62% vigila sull’uso utilizzando regole precise per limitarlo. L’uso esteso di regole e limiti ci conferma dunque la consapevolezza rispetto al danno che questi apparecchi possano recare eppure non sempre la sola limitazione funziona.

Intanto bisogna dire che il fatto che i bambini ne siano attratti è del tutto normale. Mentre noi adulti abbiamo infatti imparato a confrontarci con questi strumenti lentamente loro ne sono totalmente immersi da subito già solo per la varietà di strumenti elettronici che li circondano in casa, ricevendo precocemente degli stimoli e degli input che li invitano ad una risposta. Sento spesso molti genitori asserire:”anche se ci siamo stati attentissimi lui a 2 anni già sapeva tranquillamente sfogliare il tablet”, oppure “mio figlio sta sempre online, su WathsApp, tutto è troppo veloce oggi non è più come ai nostri tempi!”

Se ci fermiamo un attimo a riflettere non è il fatto in sé che deve sconvolgerci ma l’incapacità spesso di comportarci di fronte a questa loro realtà. Ha senso partire con una battaglia contro questi apparecchi denigrandoli e combattere per toglierglieli? No, non è sufficiente né produttivo!

Eliminare del tutto questa realtà non è infatti possibile, non solo, ma non è facendoli sentire accusati e sbagliati che riusciremo ad aiutarli a gestire questo strumento tanto presente quanto attraente per loro.

Scrivo aiutarli perché spesso ci si aspetta che lo intuiscano da soli, magari dalle nostre urla, o dai discorsi di cronaca che commentiamo davanti a loro, ma in realtà  loro non pensano di fare nulla di male, è tutto normalizzato “in fondo lo fanno tutti”. E’ quindi necessario accompagnarli e guidarli nello sviluppo di un senso critico rispettandoli prima di tutto e facendoli sentire compresi nel loro mondo per poi agire con presenza e alternative stimolanti.

La stessa indagine ha rivelato che in molti casi il telefonino o il tablet vengono sfruttati:

  • dal 25% dei genitori a mo’ di calmante quando il bambino fa i capricci
  • dal 45% quando ci si trova in situazioni che possono risultare noiose per i bambini come, per esempio, in ristoranti, sale d’attesa, treno, auto…
  • dal 16% prima di andare a dormire
  • dal 4% più volte

Questo dato mette in luce uno dei limiti più grandi nella relazione genitore/bambino, in cui anziché stimolare il bambino a fare esperienza  coinvolgendolo in ciò che si sta facendo si cerca di contenere le sue reazioni affinchè non disturbi e non crei problemi.

La tecnologia c’è e può diventare pericolosa se l’adulto non sa trovare stimoli alternativi per i bambini.

In molti casi lo smartphone o il tablet diventano l’amico dei bambini, prendendo il posto del classico orsetto o bambola. Un fenomeno  descrive la naturale ricerca di compagnia, un bisogno spontaneo dei bambini. I bambini nel crescere e formarsi come individui si servono sicuramente della componente genetica legata al loro temperamento personale, ma molto forte e importante è per loro la figura di attaccamento che ricercano da quando sono neonati e che prendono a modello nella vita in quanto sono portati in modo innato all’interazione e all’imitazione dell’adulto che si prende cura di lui stimandolo e rispettandolo quanto più si sentono da lui stimati e rispettati.

Questo significa che loro hanno voglia e bisogno di interagire, di fare e imparare a fare insieme all’altro.

Quali caratteristiche deve avere uno stimolo interattivo per un bambino?

  • lo scambio emotivo
  • il coinvolgimento
  • il divertimento

Non è allora tanto la presenza della tecnologia a fare danni quanto l’assenza di altro e dell’altro, che deve poter essere la regola e non l’eccezione. Possiamo allora proporre ai figli tantissime cose in relazione alla loro età purchè siamo disposti a comprendere la necessità di riempire con loro quello spazio e quel tempo in modo qualitativo.

Non possiamo dimenticare come spesso sia proprio  l’adulto il primo a buttarsi in chat, sul tablet o davanti al televisore, spesso per abbassare il livello dello stress accumulato a lavoro o perché egli stesso ne è dipendente, non potendo così cogliere minimamente l’interesse o lo stato d’animo del figlio il quale vede e imita chiudendosi a qualsiasi possibile voglia di interagire.

Una prima riflessione da cui partire può allora essere quella di chiedersi quante volte:

  • leggo un libro con lui?
  • canto e gioco con lui?
  • parlo con lui e lo ascolto davvero?
  • ascoltiamo insieme musica?
  • gli racconto storie o le invento con lui?
  • vediamo mai un film insieme?

E’ quindi molto importante riflettere sul positivo potere che l’interazione con il bambino e della qualità del tempo che scegliamo di passare con lui.

Ricordatevi che voi siete l’attrattiva più grande per i vostri figli, basta osservarli, conoscerli e proporre cose in linea con la loro età da quando sono neonati fino all’adolescenza, e non c’è “cartone” o videogioco che possa reggere il confronto.

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