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Genitori e Figli

Come sopravvivere ai capricci dei bambini

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cristina Cristina Pecorari Velletri (RM)
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Genitori e Figli
Cell.: 3804653634

Proprio quando siete pronti per uscire il vostro bambino inizia a piangere disperato per una sciocchezza, rischiando di farvi far tardi al lavoro e di rovinarvi la giornata nonostante tutto il vostro impegno. L’ennesimo capriccio, con pianti, urla e grida disperate! Il capriccio un comportamento molto spesso incomprensibile e imprevedibile per i genitori, tale da lasciare spiazzati e far perdere la pazienza anche alla mamma e al papà più calmo!

Ai capricci dei bambini si è soliti reagire con sgomento e rabbia, perché non si comprendono molto spesso le ragioni, non si riesce ad individuare la vera richiesta. Molto spesso ci si sente impotenti perché non si sa come calmare il proprio bambino. Non è raro, inoltre, provare tristezza o sentirsi agitati se si ha la sensazione che la situazione stia sfuggendo di mano.

L’adulto spesso ha ragione, i motivi per cui nasce il capriccio è spesso futile: una caramella negata, un abito che non si vuole indossare, un giocattolo che il bambino vuole a tutti i costi. In realtà, per il bambino non è tanto fondamentale avere quel giocattolo, anche se lo può sembrare.

Con il capriccio il bambino sta cercando di comunicarci qualcosa. Il capriccio nasce all’interno di una relazione, infatti, per farlo scatenare è necessaria la presenza di una persona, quali il genitore, l’educatore o un altro bambino.

Considerare gli atteggiamenti del bambino come semplici capricci, rischia di far mettere in atto un comportamento o delle soluzioni inappropriate (rabbia, perdere la pazienza) che con il tempo peggiorano la situazione: il bambino non si sentirà compreso perdendo la fiducia nei nostri confronti.

Il capriccio è spesso l’espressione di un disagio o di un bisogno profondo che il bambino ha in quel momento! A differenza di un adulto, il bambino non ha le capacità cognitive ed emotive per risolvere il suo disagio o per comunicare il suo bisogno.

I motivi impliciti del capriccio possono essere diversi e non sempre è facile capirli, tuttavia, soltanto conoscendo il bisogno del bambino possiamo aiutarlo e possiamo non farci destabilizzare dal loro atteggiamento.

Solitamente i bisogni espressi dai bambini attraverso il capriccio sono:

  • Il bisogno di sentirsi amato. Il bambino ha bisogno di rassicurazioni continue da parte dei genitori. Può bastare poco a far nascere in lui la paura dell’abbandono e di non essere amato: un litigio tra genitori, un problema in famiglia.
  • Il bisogno di autonomia. Il bambino vuole comunicarci che è un individuo e che vuole essere libero di sperimentarsi.
  • Il bisogno di sicurezza. Il bambino ha bisogno di un adulto forte e stabile che sia coerente e gli trasmetta sicurezza, altrimenti può destabilizzarsi.
  • Il bisogno di contenimento. Il bambino ha bisogno di un caloroso contatto e di fermezza da parte del genitore per sentirsi protetto da eventuali pericoli.

Cogliere il significato del capriccio consente di agire diversamente in modo di anticipare il bisogno del bambino per evitare eventuali capricci.

Attenzione questo non vuol dire prostrarsi al servizio dei figli o dare ai figli tutto quello che vogliono prima che lo chiedano. Per una sana crescita emotiva il bambino ha sempre bisogno di un adulto fermo e coerente che sappia anche dare dei “no” alle sue richieste.

Cedere alle sue richieste irragionevoli, gli insegnerebbe che facendo i capricci può ottenere ciò che vuole, ma allo stesso tempo lo renderebbe insicuro, perché il bambino si spaventa se perde il controllo della situazione con il capriccio e sentire che anche l’adulto che gli è vicino non ha il controllo della situazione lo destabilizza.

Che fare quando il bambino fa capricci?

Il modo migliore è di lasciarlo sfogare e di mantenere la calma. Permettendogli di sfogare la rabbia, riconosciamo al bambino il valore della sua emozione, dal quale potrebbe essere anche spaventato. Dare un nome e accogliere le emozioni negative, ad esempio dicendogli con calma e senza giudicarlo “Vedo che sei arrabbiato” e restandogli vicino, lo aiuta a non sentirsi travolto dai sentimenti sconosciuti. Si sentirà in questo modo contenuto e rassicurato.

Solo dopo che si è calmato possiamo fornirgli spiegazioni, sul motivo per cui non gli concediamo quanto ci sta chiedendo, prima non avrebbe la lucidità per ascoltarci. É importante in quel momento accogliere le sue motivazioni, permettendogli di dar voce alle sue emozioni e sentimenti che non conosce e non sa gestire; possiamo ricongiungerci a lui anche in modo affettuoso!

Se non riusciamo ad ignorare il capriccio del bambino, cerchiamo di contenerlo con un atteggiamento fermo, senza agitarci, portandolo in un luogo più tranquillo e aspettiamo che “sbollisca”, senza rassegnarci ad assecondarlo solo per non fare brutta figura.

 Come prevenire i capricci?

  • Prestate attenzione alle situazioni che lo esasperano e pianificate le azioni di conseguenza, non modificando la routine se nervoso o stanco.
  • Monitorate la frequenza dei vostri “no”, valutando se è il caso di alleggerirvi e portare avanti solo alcune “battaglie”.
  • Allenate la pazienza del bambino, insegnandogli ad attendere, a fare piccole rinunce, in modo che possa sviluppare la capacità di vivere piccole frustrazioni.
  • Avvisate il bambino di quello che accadrà, soprattutto se si tratta di una situazione non gradita come interrompere i giochi, andare a letto…
  • Siate disponibili, ma permettendogli di sperimentarsi da solo.

 Se il capriccio deve essere ignorato e ridimensionato, il bisogno deve essere accolto. Sta all’adulto il compito di capire cosa si cela nella mente del bambino, sia per interrompere il circolo vizioso dei capricci, sia per rassicurare il bambino sulle sue problematiche. Considerare il capriccio qualcosa di più di una banale manifestazione di rabbia, può fornire al bambino un’occasione preziosa per aiutarlo ad accettare le emozioni forti, quali la frustrazione e la rabbia.

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