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Infanzia e Adolescenza

Come parlare con gli adolescenti

come parlare con gli adolescenti
Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ben-essere, Dipendenze, Genitori e Figli

Spesso si parla dell’adolescenza come di un’età difficile, di crisi, di cambiamenti relazionali, affettivi e personali; si parla delle difficoltà giovanili, dei  “LORO” problemi con l’alcool, con le droghe, con i genitori e con gli adulti, con la scuola, ecc con il rischio però di:

  • dare ai ragazzi un’etichetta per lo più negativa (cosa che non piace a loro quanto agli adulti);
  • far credere che li consideriamo più come adolescenti che come figli e/o giovani adulti.

Troppo spesso ho sentito ragazze di 16-17 anni dirmi “ … non ho tanta voglia di studiare, mi sono lasciata con il ragazzo ma non vorrei romperle con queste cose da ragazzina … so che sono cose infantili … “. Inutile dire che mi sento letteralmente cadere a pezzi quando sento un giovane che cerca di minimizzare i suoi problemi come se fossero “cose poco importanti”.

Certo cercare di spronare a volte può aiutare, ma troppo spesso spronare è sinonimo di mancanza di Ascolto da parte dell’adulto: un po’ come se si dicesse “ … dai dai che ci siamo passati tutti …”.

E questo è vero, ci siamo passati tutti, e proprio per questo dovremmo sapere quanto a quell’età (ma anche in età adulta), ci sarebbe bisogno di un confronto, di un dialogo senza pregiudizi o etichette.

Ogni genitore prova a relazionarsi con gli adolescenti in base alle proprie esperienze:

  • c’è chi diventa la migliore amica della figlia
  • chi invece si impone alla crescita del figlio/a con regole e imposizioni rigide
  • chi invece costruisce una barricata dove non sono possibili dialoghi né tanto meno confronti
  • chi considera il proprio figlio 16 enne ancora un bambino o una bambina (vedi frasi tipo “ … se è freddo ricordati di metterti il maglioncino amore …” ).

Gli adolescenti sono in primo luogo figli, e comportamenti o frasi di questo tipo spesso mettono in risalto una difficoltà per il genitore: vedere i propri figli che stanno crescendo e separandosi da loro. Iniziano a crearsi i loro spazi (camere ermeticamente chiuse), ad avere le loro idee e i loro gusti, così diversi, se non opposti, da quelli avuti fino a qualche anno prima; spesso i genitori mi riferiscono frasi come “ … non lo riconosco più …”.

Gli adolescenti crescono in men che non si dica, passano dal truccare le bambole a truccare sé stesse, dal giocare con i modellini delle moto ad andare con le moto vere e proprie e tutto ciò spaventa.

Fin tanto che erano in casa tutto andava abbastanza bene, senza troppi inconvenienti, ora invece sono a contatto con il mondo esterno e questo spaventa, portando inevitabilmente e inesorabilmente i genitori ad attuare tecniche di vario genere: diventare per l’appunto loro amici, imporre regole estreme “ … in questa casa si fa così e basta a 18 anni farai quello che vuoi …” o talvolta a non riuscire più a dialogare con loro.

E’ un fase difficile per loro ma spesso altrettanto difficile per i genitori!

Rispetto a tempo fa però ora gli adolescenti hanno molti più mezzi di comunicazione per entrare in contatto con il mondo reale, possono documentarsi grazie alla radio, alla televisione e soprattutto grazie ad internet. Sono ricchi di nozioni e di informazioni, a volte anche più di noi adulti anche se chiaramente, vista la loro giovane età tendono ad apprendere in modo “flash”.

Un adolescente ad esempio, mi ha detto poco tempo fa che un suo “grande” desiderio era quello di fare una rapina in banca. Alla mia domanda se non avesse paura di essere beccato dalla polizia, mi ha risposto di no perché tanto anche se lo avessero preso lo avrebbero messo in prigione e subito dopo liberato grazie all’indulto!

Agli adolescenti non mancano le nozioni ma l’esperienza, è come se leggessimo molti libri sull’amore ma non avessimo mai provato a viverlo, ad assaporare tutte le sensazioni di felicità, di gioia, di serenità, ma anche di dispiacere e di sofferenza che un rapporto di amore può dare ed è proprio questo che spaventa i ragazzi: l’entrare in contatto con le proprie emozioni e con sé stessi (proprio come per gli adulti, anche se per i più giovani è tutto più accentuato), il vivere la vita meno razionalmente e più emotivamente.

Certo, questa è anche una conseguenza dei loro cambiamenti corporei, relazionali ed affettivi, ma proprio per questo percepire gli adulti non spaventati dall’entrare in contatto con le proprie parti più intime ed emotive li può aiutare ad entrare in contatto con le loro e a riuscire piano piano ad esternarle.

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