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Come affrontare una delusione sentimentale

Psicologo Psicoterapeuta
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Ben-essere, Sessualità
Cell.: 347 0341776

Ho 42 anni, ho avuto una lunga storia d’amore con un uomo sposato, durata 15 anni e finita serenamente lo scorso anno. Dopo 6 mesi credevo aver conosciuto un uomo finalmente “tutto per me”, psicologo, anche se non esercita la professione. Mi sento in Paradiso, come mai mi era successo, finalmente mi sento “una donna normale” perché ho una relazione con un uomo libero, anche se originale. Ci frequentiamo per 3 mesi, per me sembrava essere l’inizio di una nuova storia, anche se lui mi aveva detto di non volersi legare a causa del suo carattere “velenoso” e particolare (ha 50 anni e non si è mai sposato né ha voluto avere figli). In realtà scopro che lui ha una relazione fissa e quando capita, frequenta anche altre donne, asserendo che tutte le sue compagne hanno sempre fatto finta di non vedere o hanno accettato. Purtroppo per avere la conferma della sua relazione, ho dovuto contattare quella che ho scoperto essere la sua compagna, in quanto ad ogni mia richiesta di spiegazione dei suoi atteggiamenti strani, lui tergiversava sempre. Dopo averlo affrontato e avergli detto quanto mi aveva ferita, mi sento anche accusata di stalking (se ricorda, dottoressa, le ho scritto un messaggio sull’argomento Stalking alcuni giorni fa), perché sono entrata nella sua vita privata. Dopo questo scontro, però, gli scrivo una lettera piena di dolore, ma anche di perdono per la sofferenza che mi ha arrecato e gli auguro il meglio per la sua vita, facendogli credere, con una mail successiva, che ora sto molto meglio e sto riprendendo la mia vita in mano. In realtà non è affatto così. Mi è caduto il mondo addosso, sono 6 mesi che non c’è giorno che io non pianga, mi trascino a lavoro e non faccio che pensare ai bei momenti passati con lui e a quelli catastrofici in cui ho scoperto tutto. Ho paura perché nella testa c’è sempre lui, è diventato un’ossessione. C’è da aggiungere che purtroppo questa persona è arrivata nel momento in cui mio padre stava per venire a mancare ed ha attutito di molto il dolore x questa mia perdita. Credo infatti che si sia approfittato di questo mio stato d’animo particolarmente fragile in quel momento. Momento in cui io non mi sono voluta accorgere dei segnali che mi inviava e che palesavano non un inizio di una nuova storia con me, come io avrei desiderato, ma solo una forte attrazione. Per questo aspetto nutro una certa rabbia nei suoi confronti, anche perché uno psicologo, seppur non esercitante, avrebbe dovuto usare una maggiore attenzione nei confronti di una persona che, come me, aveva già vissuto una relazione che le aveva procurato sofferenza e si trovava in un momento così importante e delicato della sua vita…D’altronde avrei dovuto capire che quando mi diceva di non provare più molte emozioni e motivazioni nella vita e che questa frustrazione riusciva a colmarla solo facendo viaggi in località anche molto rischiose (andava spesso in Medio Oriente), mi stava dicendo un terzo della verità. Il resto della verità era che quando non viaggiava, cercava quelle emozioni procurandosi avventure con donne sempre diverse, fra cui studentesse (è un docente universitario) ed infine, che aveva una relazione fissa, guarda caso con una psicoterapeuta. In questo nutro una certa pena per lui, che è in primis una persona molto sofferente (anche se molto scaltra) e bisognosa di trovare un equilibrio, come lui stesso ammetteva. Adesso mi sto facendo aiutare da una psicoterapeuta, ma non trovo molto giovamento. In questi giorni sto molto male, anche perché purtroppo ho bisogno di frequentare le sue lezioni per poter dare il suo esame finalmente (sono iscritta a Psicologia), e quindi sono costretta a vederlo. Ciò che mi fa più male è che lui ora mi evita, forse per imbarazzo, o forse lo fa perché in un certo senso vuole proteggermi, non vuole darmi ulteriori illusioni, mentre io vorrei ricostruire un minimo di rapporto amichevole con lui, anche se so che non potrà esserci altro, visto che abbiamo obiettivi diversi. Vorrei affrontarlo e dirgli che questo suo atteggiamento mi fa tremendamente male, dovrei semmai essere io a comportarmi così, vorrei solo che cadesse questo muro che ci divide, questo disagio che sento essere così pesante, ma non so se sbaglio e rischio veramente di essere considerata una persecutrice, se forse invece, dovrei allontanarlo e lasciarlo andare… Sono stata sempre una donna particolarmente forte, ho attraversato dolori molto profondi, la malattia psichiatrica di uno dei componenti della mia famiglia, un rapporto difficilissimo con mia madre, che sono riuscita a ricostruire, ma questa volta mi sto perdendo, mi sono persa dentro questo dolore. Cosa mi sta succedendo, è normale soffrire così per una storia di 3 mesi, dopo aver capito che io per lui ero solo un’avventura? Come mi consiglia di agire?

Risposta

Gentile Marina

la sua storia è molto articolata e non solo per le questioni che riguardano la rottura con LUI. Quando scrive:  finalmente mi sento “una donna normale” perché ho una relazione con un uomo libero, anche se originale”, lascia intendere la sofferenza avuta anche nelle precedenti relazioni con uomini impegnati. La mia prima riflessione mi porta a chiedere perché accettare di stare in storie che ci fanno soffrire?Per rispondere a questa domanda occorre concentrarsi sul bisogno che sentiamo venir soddisfatto in questi rapporti, sebbene dolorosi.Anche ora, che LUI l’ha allontanata con forza, che la evita, che ha chiaramente chiuso il rapporto, lei gli scrive una lettera in cui lo perdona del dolore che le ha arrecato e vorrebbe “ricostruire un minimo di rapporto amichevole con lui, anche se so che non potrà esserci altro, visto che abbiamo obiettivi diversi”.È  evidente che questo uomo ricopre per lei un ruolo molto importante, che forse con l’amore e il piacere ha poco a che fare. Come ha ben scritto è arrivato in un momento molto delicato della sua vita, la morte di suo padre, un momento in cui lei probabilmente sarà stata più vulnerabile e fragile.Credo possa essere molto importante continuare a lavorare sul significato di questo uomo nella sua vita (in parole povere… perché lo vuole così tanto!).Ne parli con il suo terapeuta, palesando anche i dubbi che sente per il percorso. Scrive di non trovare “molto giovamento”, ma quali sono gli obiettivi che avete stabilito per questo percorso? Da quanto tempo ha iniziato?Non sono solita dare consigli, non è il mio ruolo, ma rispetto alla sua situazione continuare ad imporre la propria presenza (sebbene amichevole) ad una persona che chiaramente non vuole, può non avere senso. Lei può incidere solo sul suo comportamento, non può chiedere a lui di essere “disposto” verso di lei.Mi spiace che lei sia “costretta” a frequentarlo per via dell’università. Immagino sia doloroso ogni volta.Un augurio speciale

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