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Ciao come va? Tutto bene grazie!

come stai? Tutto bene grazie!
Psicologo
Aree di Competenza: Ansia e Depressione, Genitori e Figli, Sessualità
Cell.: 3331146928

Nella vita quotidiana molto frequentemente ci si saluta con questa domanda: “come va? -  e la risposta - “tutto bene grazie”.

Ma a cosa si pensa quando si risponde “tutto bene grazie”. Spesso nel dare questa risposta le persone fanno riferimento alla salute fisica, ad eventuali patologie. 

Ma cosa influisce sulla salute e sul benessere?

  • la situazione relazione
  • il lavoro
  • la dimensione ludica

Questi aspetti riflettono solo piccole parti di ciò che si può essere, di ciò che l’uomo può realizzare.

Tornando al concetto di salute, benessere, i dati clinici rilevano che a volte le persone non hanno le idee chiare rispetto a quali siano gli aspetti che appartengono al loro benessere e che favoriscono una stato di felicità stabile.

Rispetto alla felicità è importante distinguere tra momenti brevi ma intensi in cui la persona vive stati di eccitazione ed euforia da quelli in cui attraversa una più costante quiete nel corso della quale può entrare in contatto e sperimentare la bellezza delle situazioni che si trova a vivere.

Il concetto di felicità in fondo non è facilmente definibile, per molti è un concetto astratto, una sorta di stato di quiete permanente, un nirvana da dover raggiungere, un punto fermo d’arrivo, una condizione statica. Ciò che non va dimenticato è che: la vita è fatta di tante felicità, non una sola.

Quali sono le fonti di piacere nella vita?

Esistono vari possibili fonti di piacere che spesso sono sottovalutate, a causa della disabitudine all’idea che si vive per il piacere, per cercare di essere felici e rendere la propria vita degna di essere vissuta.

La prima regola è: la felicità va cercata e voluta, non piove dal cielo o da qualche altra parte per magia…

Tra le possibili fonti di piacere troviamo:

  • il piacere di prendersi cura di sé
  • il piacere di rilassarsi e concedersi del sano ozio (senza sensi di colpa!) senza considerarlo un tempo morto, poiché siamo forse disabituati all’idea di lasciar semplicemente scorrere e fluire i nostri pensieri senza un obiettivo concreto e pratico;
  • il piacere di saper educare bene i propri figli, con consapevolezza delle proprie scelte e della fondatezza delle proprie idee;
  • il piacere di trasmettere, insegnare, diffondere benessere e conoscenze agli altri
  • il piacere di apprendere, studiare, imparare nuove cose con curiosità e apertura (a scuola mi pare che sia un concetto distante anni luce, ciò che prevale è il senso del dovere, il dover studiare perché è così che si prende un diploma, è così che si procede negli studi, ulteriori, tutto è, come vedete, incentrato sul senso di colpa e sulla vergogna
  • il piacere di conoscersi, di crescere ed essere pronti a migliorare e cambiare, anche radicalmente
  • il piacere di sostenere uno scambio intellettuale, di scoprire insieme nuovi approfondimenti e risvolti su una determinata questione, all’interno di una discussione animata ma rispettosa dei tempi e dei desideri dell’altro…
  • il piacere di fantasticare sul proprio futuro e fare progetti, da soli o con qualcun altro, sapendo che ogni desiderio in fondo è sempre un desiderio di relazione, pure se si progetta qualcosa che è squisitamente solitario, o per se stessi, in fondo è un desiderare magari un tipo di relazione differente con qualcuno…

Tra le fonti di piacere ne rintracciamo alcune legate al corpo. Spesso le fonti di piacere legate al corpo sono culturalmente condannati, o visti in maniera ambigua; a maggior ragione in questi casi le persone dovranno fare maggiore attenzione e non tralasciare anche queste forme di piacere. Tra le fonti di piacere legate al corpo troviamo:

  • il piacere di mangiare e di mangiar bene e bere ovviamente!
  • il piacere di massaggiarsi, farsi massaggiare, abbracciare chi si vuol bene, piaceri quindi più corporei e spesso più condannati e malvisti; se una persona ama abbracciare e sentire maggiormente il contatto fisico viene giudicata, da alcuni, come invadente, poi certo, occorre vedere caso per caso!
  • il piacere di ridere di gusto e far ridere gli altri, cosa non così diffusa come si crede
  • il piacere di ubriacarsi con gli amici, di ridere per cose superflue e leggere, sì, forse si può definire il “gusto per la leggerezza”, saper vivere anche delle cose ironiche del mondo, delle situazioni e dei risvolti comici delle personalità di chi ci è vicino e non, o delle situazioni incontrate…

Nei casi in cui le persone vivono disagi, nevrosi, problemi nei rapporti interpersonali, che li  portano a sperimentare quotidianamente un equilibrio precario nella gestione delle emozioni, difficilmente  si concedono di essere in contatto con le possibili fonti di piacere.

La capacità, o le capacità di vivere e viversi i piaceri, le comodità, la bellezza, danno potere, danno stabilità e serenità; danno la tranquillità di poterli vivere nel futuro, e sedano l’ansia di impotenza, di non avere controllo sulle situazioni.

La capacità di vivere bene il piacere aumenta il nostro potere, su tutto.  E di conseguenza, le nostri possibili fonti di felicità.

La felicità deve essere voluta, cercata e desiderata; occorre predisporre un buon terreno fertile per ottenerla!

Commenti

Una risposta a “Ciao come va? Tutto bene grazie!”
  1. è proprio vero quanto sia consueto lo scambio di domanda e risposta come questa.. come va?? Ma quanto poco siamo in contatto con noi stessi rispetto al come stiamo??

    Vi segnalo una canzone di un cantautore italiano.. parla proprio di questo.. si intitola: Come stai? e lui è BRUNORI SAS
    http://www.youtube.com/watch?v=RIRP83wfr3c

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